Oltre 2.400 miliardi di euro spesi ogni anno, di cui il 48%
proveniente da fondi strutturali e di investimento, per un totale
pari a circa il 14% del PIL complessivo dell’Unione. È questa la
cifra che ogni anno è a carico delle amministrazioni
pubbliche dell’UE per l’acquisto tramite appalti pubblici
di servizi, lavori e forniture, in molteplici settori, quali
energia, trasporti, gestione dei rifiuti, protezione sociale e
fornitura di servizi sanitari o di istruzione.
Appalti pubblici: le direttive UE a tutela di imprese e
concorrenza
Tante risorse che vanno nelle tasche delle imprese, per le quali
la UE cerca di garantire condizioni di parità, con norme
finalizzate a disciplinare gli affidamenti. In particolare, le
direttive in materia di appalti pubblici contemplano:
- le norme procedurali (“come acquistare”),
comprese le norme di applicazione generale; - le norme specifiche applicabili agli enti
erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei
trasporti e dei servizi postali; - le norme in materia di concessioni.
La Commissione ha quindi avviato una valutazione
dei tre atti legislativi in materia, ovvero:
- la direttiva 2014/23/UE (direttiva sulle concessioni);
- la direttiva 2014/24/UE (direttiva sugli appalti
pubblici); - la direttiva 2014/25/UE (direttiva sui servizi di pubblica
utilità).
Lo scopo della consultazione, che sarà accessibile fino al 7
marzo 2025, è raccogliere prove, informazioni, dati e
riscontri approfonditi e di elevata qualità sul loro
livello di efficacia e se sianoancora adatte allo scopo,
adeguate e sufficienti per conseguire gli obiettivi strategici
dell’UE.
Revisione delle direttive sugli appalti: aperte le
consultazioni
Secondo la relazione speciale della Corte dei conti europea
sugli appalti pubblici nell’UE del 2023, seguita dalle conclusioni
del Consiglio (C/2024/3521), sono infatti necessarie ulteriori
azioni per affrontare il problema della diminuzione della
concorrenza negli appalti pubblici e sfruttare appieno il
potenziale del mercato degli appalti pubblici dell’UE.
Non a caso, negli orientamenti politici 2024-2029 per la
prossima Commissione europea, la Presidente Ursula von der Leyen ha
annunciato una revisione delle direttive sugli appalti pubblici per
consentire di:
- privilegiare i prodotti europei nelle gare d’appalto bandite in
determinati settori strategici; - contribuire a garantire il valore aggiunto dell’UE e la
sicurezza dell’approvvigionamento di tecnologie, prodotti e servizi
essenziali; - modernizzare e semplificare le norme in materia di appalti
pubblici, tenendo in particolare presenti le start-up e gli
innovatori dell’UE.
Ne verranno analizzate l’efficacia e l’impatto in tutta l’UE,
valutando se tali atti legislativi rimangono idonei allo scopo, se
conseguono gli obiettivi previsti a un costo minimo e se sono
adeguati ad affrontare le sfide attuali.
La valutazione riguarderà il periodo 2016-2024
e tutti gli Stati membri dell’UE e i paesi del SEE, con un’analisi
approfondita della concorrenza nel mercato degli appalti pubblici
dell’UE.
Criteri di valutazione delle Direttive
La valutazione si baserà sui seguenti criteri:
- efficacia: valutare se le direttive sono state
efficaci nel conseguire i loro obiettivi (contribuire a un elevato
livello di concorrenza nel mercato unico; maggiore partecipazione
delle PMI alle procedure di appalto; semplificazione e flessibilità
delle procedure di appalto; trasparenza e integrità della spesa
pubblica; uso efficiente dei fondi pubblici; rendere l’economia
dell’UE più verde, sociale e innovativa); - efficienza: valutare i costi e i benefici
apportati da tali direttive sia per gli acquirenti pubblici che per
gli operatori economici, comprese le PMI. - pertinenza: valutare se le direttive
continuano a rispondere all’evoluzione del contesto e alle esigenze
di acquirenti, fornitori e utenti. - coerenza: valutare se le direttive sono
coerenti internamente ed esternamente con altri interventi
dell’UE. - valore aggiunto dell’UE: valutare in che modo
le direttive hanno contribuito ad armonizzare le leggi e le prassi
nazionali in materia di appalti pubblici e a ridurre la
frammentazione giuridica e accertare se hanno apportato i benefici
attesi.
Soggetti coinvolti
La UE ha quindi invitato gli stakeholders a presentare i propri
contributi, prevedendo anche le seguenti attività:
- consultazione pubblica online tramite
questionario, accessibile per 12 settimane, che si
terrà parallelamente al presente invito a presentare contributi e
che sarà pubblicata sul portale Dì la tua della Commissione in
tutte le 24 lingue dell’UE. L’obiettivo è raccogliere elementi di
prova generali ai fini della valutazione. - consultazioni mirate per ottenere dati quantitativi e
qualitativi dalle diverse categorie di stakeholders; - consultazioni di esperti nell’ambito delle
consultazioni mirate – gruppo di esperti governativi della
Commissione in materia di appalti pubblici, gruppo consultivo della
Commissione sugli appalti pubblici verdi, gruppo di esperti della
Commissione sugli appalti pubblici composto da rappresentanti delle
parti interessate, rete degli organi di ricorso di primo grado in
materia di appalti pubblici, gruppo multilaterale di esperti sugli
appalti elettronici, altri gruppi di esperti settoriali pertinenti,
nonché esperti facenti parte del gruppo “Appalti pubblici” del
Consiglio.
La relazione di sintesi fattuale sarà pubblicata sulla pagina
della consultazione otto settimane dopo il termine della
consultazione pubblica. Un’ulteriore relazione riassumerà i
risultati delle attività di consultazione e sarà allegata al
documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla
valutazione.
Anche ricercatori scientifici, organizzazioni accademiche,
società scientifiche e associazioni scientifiche con competenze in
materia di appalti pubblici sono invitati a presentare ricerche
scientifiche, analisi e dati pertinenti che potrebbero essere utili
per analizzare qualsiasi aspetto della valutazione.
La partecipazione è aperta a tutti e comprende:
- i governi, comprese le agenzie per gli appalti pubblici e le
autorità pubbliche responsabili dell’attuazione dei fondi dell’UE
in regime di gestione concorrente (ad esempio le autorità di
gestione dei fondi della politica di coesione); - altri acquirenti pubblici, anche a livello regionale/locale e
le centrali di committenza; - i centri di competenza incaricati della professionalizzazione
dei committenti; - gli organi di ricorso in materia di appalti pubblici;
- le imprese e organizzazioni imprenditoriali, comprese le PMI,
le start-up e le imprese sociali; - le organizzazioni non governative;
- i soggetti dell’economia sociale;
- le parti sociali che rappresentano i sindacati e i datori di
lavoro; - le università e gli istituti di ricerca.
Raccolta dati e metodologia
La raccolta dei dati comprenderà anche:
- ricerche documentali;
- un esame della letteratura esistente e delle relazioni, degli
studi e delle analisi disponibili (tra cui lo studio della
Commissione relativo all’attuazione della direttiva sulle
concessioni e la relazione della Commissione sul funzionamento
della direttiva 2014/23/UE); - informazioni raccolte tramite alcuni progetti dell’UE (tra cui
Big Buyers Working Together, Strategic Public Procurement
Dialogues); - dati forniti dalle banche dati sugli appalti (tra cui la
Gazzetta ufficiale dell’UE sugli appalti, lo spazio di dati sugli
appalti pubblici, le banche dati nazionali sugli appalti); - eventuali cause pertinenti dinanzi alla Corte di giustizia
dell’UE.
Saranno inoltre commissionati studi a esperti privati. Le
informazioni e i dati raccolti saranno ordinati ed analizzati
affinché sia possibile rispondere alle domande di valutazione.
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