Dibattito Intenso Sul Fine Vita | Zaia | Regione Veneto | Centrodestra


Arrivano più dal centrodestra che dal centrosinistra le critiche al presidente della Regione Luca Zaia per le sue ultime dichiarazioni sul fine vita. Dichiarazioni espresse dopo che la Regione Toscana ha approvato quella legge che per un solo voto non passò nel consiglio regionale veneto. Una legge che di fatto attua la sentenza della Corte Costituzionale e regolamenta il suicidio medicalmente assistito.

La pratica è infatti ammessa in Italia proprio in virtù di quella sentenza della Corte Costituzionale, la quale aveva anche chiesto al Parlamento di legiferare sul tema. Il Parlamento però è fermo e le associazioni che invece chiedono una legge sul fine vita hanno sollecitato le Regioni. In Veneto, la legge di iniziativa popolare non è passata, mentre in Toscana sì. La Regione Toscana è dunque diventata il primo ente in Italia ad avere regole certe e chiare sul suicidio medicalmente assistito.

Regole che sarebbero andate bene anche a Luca Zaia, ma che non sono piaciute alla maggioranza dei consiglieri regionali veneti, i quali hanno stoppato il provvedimento. La partita, comunque, non è ancora chiusa. Visto che il Veneto non può fare come la Toscana, potrebbe fare come l’Emilia-Romagna, Regione che ha già adottato un regolamento sul vita. Un regolamento che darebbe tempi certi e procedure chiare ai pazienti che possono già chiedere alle Ulss di accedere al suicidio medicalmente assistito. Stando a quanto dichiarato da Zaia, la giunta regionale starebbe redigendo questo regolamento. Una strada che il centrosinistra veneto chiede di percorrere senza indugi. «Non si tratta di una questione ideologica – ha dichiarato la consigliera del Movimento 5 Stelle Erika Baldin – ma di rispetto della volontà dei cittadini e dei loro diritti fondamentali. I cittadini veneti meritano una risposta chiara sul diritto all’autodeterminazione». Ed la consigliera del movimento civico Il Veneto che Vogliamo Elena Ostanel ha aggiunto: «Quella del regolamento è una soluzione di ripiego, ma è in ogni caso, se scritto come si deve, un passo avanti per i tanti pazienti che vogliono tempi certi e la certezza di un medico a supporto. Chiedo che dunque che il regolamento si redatto coinvolgendo chi lavora da anni sul tema. Attendiamo di vedere se, come promesso, una risposta arriverà entro la fine di questa legislatura».

Più dure sono invece state le reazioni del centrodestra alle posizioni espresse da Zaia. Gli eurodeputati veneti di Fratelli d’Italia Elena Donazzan e Daniele Polato hanno chiesto a Zaia di rispettare la volontà espressa dal consiglio regionale. «Abbiamo sempre chiesto che prima di tutto vi fossero le cure palliative, che si potesse aiutare la persona a vivere e morire dignitosamente, evitando che tutto questo diventasse un dibattito politico che oggi sembra un dibattito elettorale – hanno aggiunto i due parlamentari europei – I toni vanno abbassati, vanno lasciati al dolore dell’intimità della vita piena di prove e sofferenza, il dolore di un malato e della sua famiglia quando non si vede altra speranza all’orizzonte. La speranza di essere accompagnati nella discrezione e non nella velleità di risolvere un problema, di una cultura dello scarto che purtroppo alberga in questa società». Ed il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi ha aggiunto: «Mi dispiace che di fronte alla legge sul suicidio assistito approvata dalla Regione Toscana, si parli di nuovo rilancio nel Veneto e di ipocrisia. Basterebbe andare a vedere dove stanno portando le leggi sul suicidio assistito in Canada o in alcuni Paesi del Nord Europa che, partite dai casi estremi, in nome della “libera” scelta, allargano sempre più la maglia, comprendendo disabili e persone anziane che non hanno la possibilità economica per curarsi, indotti al “diritto” di farla finita. Di fronte ad una parvenza di libera scelta e di umanità, si nasconde il vero obiettivo che è quello di ridurre la spesa sanitaria e sociale, a partire dai meno abbienti, invitando chi è solo un costo, uno “scarto” a “farsi da parte”. La vera ipocrisia sta nel non avere soldi per supportare adeguatamente le persone e le famiglie in questi momenti difficili della vita, con cure palliative e terapie antidolore adeguate oltre che con il supporto alle famiglie più fragili. Lo Stato deve dare fiducia verso la vita e non dispensare la morte. Ma per questo non abbiamo le risorse mentre troviamo i miliardi per incrementare la spesa per le armi: qui sta la vera ipocrisia».

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