approvare ora il Ddl Sicurezza


Politica

di Giuseppe Tiani





La crescente sequenza di episodi violenti rivolti ai poliziotti รจ preoccupante. Il 6 febbraio a Torino due poliziotti aggrediti a martellate, entrambi gravemente feriti; 6 febbraio a Livorno 20enne tunisino durante un controllo ordinario, aggredisce agenti e danneggia volante, gli agenti restano feriti; 7 febbraio San Benedetto del Tronto extracomunitario aggredisce tre agenti e stacca la falange di una poliziotta con un morso; 18 gennaio Roma Quarticciolo nel corso di un servizio antidroga viene fermato un extracomunitario, la folla composta da stranieri assale i poliziotti che restano feriti; 20 gennaio Brescia volante della polizia, ferma due maranza per controlli, folla di 20 amici dei fermati assalta la volante, due agenti feriti. Ciononostante, il lavoro svolto dai poliziotti, garantisce โ€œTutelaโ€ come scudo della libertaฬ€ e โ€œLibertaฬ€โ€ come fondamento di ogni sicurezza. Si tratta di un equilibrio complesso che tocca aspetti di rilievo costituzionale, per cui entrano in gioco, filosofie e pulsioni ideologiche diverse, quindi la legalitร  devโ€™essere la sintesi di opzioni competitive da comporre in una visione unitaria dei diritti, presupposto di libertร  politica e morale, โ€œnon ce libertร  senza legalitร โ€(rif. Calamandrei). Le autoritร  di pubblica sicurezza costituiscono uno dei gangli vitali dello Stato contemporaneo, il cui uso distorto รจ il risultato dellโ€™assenza o rinuncia allโ€™assunzione di responsabilitร  da parte della politica, nel caso italiano delle formazioni storiche della sinistra politica, di tutta evidenza che hanno rinunciato alla costruzione civile di una cultura democratica e liberale della sicurezza e della giustizia. Le riserve preconcette e antistoriche verso le autoritร  di polizia non aiutano, specie in un processo storico caratterizzato dalla distorsione del sistema delle garanzie e dallโ€™atavica patologia che lโ€™accompagna, il panpenalismo, lโ€™altra faccia dellโ€™alterata dinamica della rappresentanza politica dei partiti. Detto contesto, richiede norme a tutela delle funzioni e del lavoro dei poliziotti, e strumenti innovativi e utili alle politiche della sicurezza. Quello che accade ogni giorno ai poliziotti feriti o aggrediti ogni tre ore e sotto gli occhi di tutti, ragione per cui non รจ piรน rinviabile lโ€™approvazione urgente del DDL-Sicurezza giacente al Senato. Per contro, nel corso degli anni politiche distanti dai cittadini e dai loro bisogni a partire dal lavoro, dalla sanitร  e dalla scuola, hanno alimentato il senso di insicurezza sociale, il cui naturale effetto รจ la richiesta o accettazione di modelli securitari che naturalmente rischiano di portare in grembo, prodromi di tipo autoritario che, certamente, non possono essere addebitati al Governo Meloni, perchรฉ si originano molto prima e con ben altri Governi. In che misura personal security e collective security possono integrarsi attraverso lโ€™enfasi sui diritti umani, in una democrazia โ€œemancipataโ€? Interrogativi e nuovi paradigmi pongono le Istituzioni di fronte alla necessitร  di agire e organizzare una strategia deflattiva dei fenomeni migratori irregolari e dei reati predatori e di lesioni personali, che contribuiscono in maniera sostanziale, alle patologie e derive violente a cui assistiamo. Fenomeni che agiscono da volano nellโ€™imprimere unโ€™idea di Paese ove lโ€™arbitrio, lโ€™abuso e gli eccessi dei singoli favoriscono lโ€™illegalitร  e lโ€™illecito, in assenza poi, di certezza della pena. Siamo giunti al punto, che gli operatori delle forze di polizia che svolgono con puntualitร  il loro lavoro, vengono aggrediti e gravemente feriti, erodendo cosรฌ la funzione e lโ€™autoritร  dello Stato a discapito di tutti i cittadini che rispettano le regole, nonostante gli evidenti disagi in periferie, territori e stabili occupati abusivamente che sono terra di nessuno, se non del branco. I poliziotti sono i custodi della sicurezza pubblica per lโ€™affermazione della legalitร , ma bisogna liberarli da lacci e lacciuoli, dandogli poteri dโ€™intervento e lโ€™uso della forza in determinati contesti, come accade in tutti i paesi civili e soprattutto in Spagna, notoriamente governata da un esponente del Socialismo Europeo piรน tradizionale e non certamente da un potenziale fascista.


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