Enoturismo, l’esempio di Carpineto che coltiva in modo sostenibile e neutrale all’impronta del carbonio 500 ettari di terreni suddivisi tra 5 tenute nelle zone storiche della Toscana vitivinicola


Fondata in Chianti Classico nel 1967 dalle famiglie Sacchet e Zaccheo, Carpineto, tuttora gestita dalle due famiglie, coltiva in modo sostenibile e neutrale all’impronta del carbonio 500 ettari di terreni di proprietà suddivisi tra 5 tenute nelle zone storiche della Toscana vitivinicola: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma. Molto nota per i grandi rossi a denominazione e alcuni SuperTuscan e sempre ai vertici delle classifiche nazionali e internazionali, esporta oltre 70 Paesi nel mondo i vini delle più prestigiose DOCG della Toscana. Nella tenuta di Montepulciano si pratica l’enoturismo con una variegata gamma di proposte di degustazione, passeggiate in vigna, pic nic e pranzi all’aperto. Carisma, stile, grande continuità qualitativa dei vini, riconoscimenti prestigiosi da scoprire sul territorio, nei vigneti delle 5 tenute, o appodiati, nei territori più vocati della Toscana. Per la Carpineto il vino è passione, emozione, natura, cultura. 5 tenute per coltivare e interpretare la diversità della Toscana attraverso i territori Cinque tenute ad emissioni zero nelle denominazioni storiche della Toscana: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Maremma. Da sempre attenta a tutti gli aspetti d’impatto ambientale della filiera, Carpineto, a cominciare dalla vigna, porta avanti una filosofia basata sulla ricerca della sostenibilità, della tutela della biodiversità e della riduzione al minimo dell’impatto dei fitofarmaci e del rame. L’obiettivo è la salvaguardia del suolo della vigna, la sua fertilità. Da una terra ricca di vita nasce una buona vite, e da qui un’uva viva da cui produrre vini di lunga vita. Come se anche la natura avesse donato un segno in più di durata nel tempo, di lunga vita appunto.

Tutela dell’ambiente e scelte consapevoli nel segno dell’etica e della sostenibilità: dalla terra al vigneto, passando attraverso i boschi, come quelli di querce, fittamente presenti nelle Tenute Carpineto fino ad arrivare in cantina dove le pratiche favoriscono l’evoluzione naturale del prodotto. E dalla cantina, indirizzata al risparmio energetico grazie ad un impianto fotovoltaico da 150KW nella tenuta del Vino Nobile e uno più potente in progetto nella tenuta del Chianti Classico, alle bottiglie, il cui peso è stato sensibilmente e progressivamente diminuito passando da bottiglie di 420 grammi a 360. Vetro più leggero significa meno combustibili fossili nella produzione ma anche nel trasporto verso i 70 paesi in cui Carpineto esporta. E a proposito di trasporto sono appena state installate due colonnine di ricarica per veicoli elettrici (una per entrambe le tenute aperte all’enoturismo, Montepulciano e Dudda, Greve in Chianti) che saranno visibili sulle più importanti app dedicate e che dovrebbero incentivare l’e-tourism. Da anni l’azienda pratica l’agricoltura sostenibile di precisione, soprattutto grazie ad una serie di sensori che raccolgono e trasmettono alle centraline centinaia di dati metereologici e non solo, informazioni che poi vanno interpretate per seguire lo sviluppo della pianta con lo scopo di ottenere prodotti di maggiore qualità e minor impatto ambientale, a partire dalla riduzione dell’utilizzo di sostanze chimiche e dalla produzione di CO2. Recentemente sono aumentati anche gli investimenti in automezzi agricoli 4.0 che, oltre ad essere più efficienti da un punto di vista dei consumi, consentiranno anche l’ottimizzazione dei consumi. Essendo geo localizzabili e programmabili da remoto, pssono ottimizzare la programmazione dei tragitti e le aree di lavoro limitando al minimo spostamenti inutili e massimizzando le efficienze. E ancora, sostenibilità a 360°, non solo ambientale ma economica e sociale, a cominciare dalle best practices nella politica aziendale partecipata con il coinvolgimento di tutti, e nella gestione dei dipendenti, dei fornitori e di tutti gli attori della filiera fino al consumatore. Un approccio innovativo proiettando nel futuro quell’intreccio virtuoso tra bellezza, storia, cultura, natura, stile di vita, coesione sociale. Più concretamente e in sintesi l’ecosostenibilità di CARPINETO è data da: – 500 ettari di terre (di cui 200 ha di bosco) a coltivazione sostenibile, produzione vinicola certificata VIVA, IFS e ISO 9001 – Oltre 500 km di viti con una vastissima superficie fogliare – Assorbimento di anidride carbonica del 26% in più di quanta ne viene emessa – Fotovoltaico come fonte di energia rinnovabile: nella Tenuta di Montepulciano e di Dudda, Greve in Chianti, con sistema di pannelli solari da 150 kw che garantiscono la produzione di energia verde oltre il fabbisogno. – Cantina a basso consumo grazie ad un tetto lamellare che favorisce ventilazione naturale – Protezione e Ripopolamento aree boschive a difesa della biodiversità di flora e fauna – Agricoltura sostenibile di precisione (mediante centraline meteo poste nei vigneti) lavorando in prevenzione con tecnologia di ultima generazione tesa al monitoraggio dell’andamento climatico (gestione suolo e irrigazione) e alla prevenzione della difesa agronomica abbattendo gli interventi fitosanitari – Stabilizzazione spontanea dei Cru e dei vini Riserva – Nessun uso di additivi e coadiuvanti enologici di origine animale nella nostra cantina in un’ottica vegan friendly e stabilizzatori ad eccezione di una percentuale minima di bisolfito, molto inferiore ai limiti consentiti per legge.

La Tenuta di Montepulciano della Carpineto, è la più ampia ed affascinante dell’azienda, cuore moderno e green. Un wine retreat di 184 ettari di terreno dedicati a vigneto, uliveto, seminativo, bosco. Una vera e propria oasi di natura e ambiente all’insegna della sostenibilità. E’ anche l’Appodiato dove negli ultimi vent’anni si è assistito e si assiste alle operazioni più vivaci di rinnovo e reimpianto: nell’arco dei prossimi 5 anni massimo saranno impiantati/rinnovati 15 nuovi HA, le varietà che si impianteranno saranno tendenzialmente rosse, Sangiovese e Canaiolo. CARPINETO e il NOBILE, questione di tempo… potremmo dire. Lunga evoluzione in bottiglia nello stile dell’azienda ma anche un progetto di alta valorizzazione nato oltre 20 anni fa. Unica azienda a produrre solo Riserva e un Cru di Nobile, sangiovese in purezza con vent’anni di storia Un Vino Nobile di Montepulciano, entrato per 3 anni anni (annata 2010, 2011, 2013) tra i top 100 al mondo nella classifica di Wine Spectator, a testimonianza della costanza degli standard qualitativi d’eccellenza della produzione di Carpineto. Un vino icona per l’azienda pluripremiato anche nelle Guide e Ratings italiani. Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva Carpineto (l’azienda per scelta non produce l’annata ma solo Riserva oltre al Cru di Nobile) un uvaggio nel solco pieno della tradizione e che prevede, come da disciplinare, accanto al Sangiovese l’uso in quantità minore di varietà locali come il Canaiolo, il Colorino, il Mammolo è prodotto nel numero di 150.000 bottiglie. Si distacca dal Cru di Nobile, sangiovese in purezza fin dal 1998 invece, il Cru Vigneto Poggio Sant’Enrico DOCG, primo Nobile con Sangiovese in purezza, espressione di un progetto e di una visione a lunga gittata da parte di Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo, soci fondatori dell’azienda, focalizzati già dal 1998 sulla declinazione del Nobile nella più piena identità del territorio. La Pieve Vino Nobile di Montepulciano D.O.C.G. 2021, un Nobile che ha il passo lungo e profondo del Sangiovese dalle straordinarie doti di longevità e dall’ampia gamma di sfumature. E’ un vino prodotto, nel numero di circa 3000 bottiglie, solo in grandi annate proveniente dalla zona meglio esposta del vigneto “Sant’Enrico Grande”, di circa 4 ettari, impiantato nel 1995, nel territorio di Montepulciano, Sant’Albino. Una microzona dai terreni fortemente stratificati con prevalenza di argille, sabbia, fossili marini, conchiglie. Raccolta molto meticolosa, uso di lieviti indigeni, temperature controllate, macerazioni brevi. Imbottigliato senza subire alcun trattamento e rilasciato dalla cantina dopo almeno 5 anni di affinamento in bottiglia, è un vino in grado di evolvere lungamente.





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