GUBBIO – Non si dà pace Mirko Casagrande, dell’ufficio gestione e manutenzione stradale zona 3 della Provincia di Perugia, che domenica scorsa (16 febbraio) ha chiamato la ditta dove lavora il fratello minore Renzo per chiedergli di intervenire sul monte Cucco per ripulire con lo spazzaneve le vie di collegamento nel territorio comunale di Sigillo. Si era rivolto al funzionario dell’ente provinciale il sindaco, Giampiero Fugnanesi, verso le ore 11, sollecitato da un’attività ricettiva della zona: «Avevano gente che si prenotata per il pranzo e nella parte alta si era accumulata la neve. Quando ho telefonato a Mirko, il fratello di Renzo, quasi mi sono scusato perché era un giorno di festa ma lui mi ha subito rassicurato rispondendo che il servizio era previsto e andava garantito, tanto più che avevamo il mezzo da noi. Noi sindaci siamo chiamati a risolvere i problemi, non potevo lontanamente immaginare che si sarebbe avuto un epilogo del genere. Sono profondamente dispiaciuto e turbato da questa tragedia che colpisce la comunità eugubina e anche la nostra. Non ci sono precedenti del genere nella zona, c’era stato un incidente drammatico una cinquantina di anni fa con una coppia rimasta drammaticamente coinvolta in un’auto».
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La dinamica
Mirko è distrutto, non ha chiuso occhio con il pensiero fisso a quella maledetta domenica che si è portata via il fratello. Per Renzo Casagrande rimuovere la neve per liberare le strade era praticamente un intervento di routine, come ne faceva tanti nell’appalto con la Provincia dopo essere stato dipendente del Comune di Gubbio. Qualcosa però è andato storto all’improvviso, con gli accertamenti in corso e l’esame autoptico disposto all’ospedale di Perugia, quando il quarantacinquenne scendendo dalla strada provinciale panoramica di Val di Ranco, a un chilometro e mezzo dalla fine della discesa verso l’abitato, ha percorso – a quanto sembra – circa 130 metri fino a piombare contro un guard rail finendo in un dirupo per una sessantina di metri. Non c’era più la neve sul mezzo che nei chilometri più a monte aveva liberato la strada in salita. Un uomo di Fabriano ha dato l’allarme verso le ore 16, immaginando che fosse accaduto qualcosa nell’accorgersi della barriera di protezione abbattuta, e a quel punto sono scattati i soccorsi anche se per Renzo Casagrande non c’era niente da fare dopo le ricerche in uno scenario da tregenda. Potrebbe averlo tradito un malore, anche perché negli ultimi tempi – come raccontano gli amici – aveva frequenti picchi alti della pressione e nelle scorse settimane sotto Natale non era stato granché bene. Non si esclude come possibile causa neanche un guasto del mezzo oppure una lastra di ghiaccio sulla strada, pur se la versione del malore sta prendendo il sopravvento dalle ore successive l’accaduto.
Il cordoglio
Nella frazione di San Marco, alle porte della città verso est, l’uomo viveva con la moglie e i due figli. Per l’individuazione del corpo e il recupero sono intervenuti i vigili del fuoco di Gaifana che hanno anche utilizzato un drone prima di intraprendere la discesa nel dirupo per recuperare la salma, con la presenza dei carabinieri della stazione di Sigillo, la polizia locale e l’elisoccorso, sotto il coordinamento del sindaco Fugnanesi. Sono arrivati la moglie e il suocero di Renzo Casagrande con la speranza di trovarlo vivo e scoppiando in lacrime disperate quando gli è stato detto che era stato ritrovato nel dirupo privo di vita dopo aver divelto il guard rail e aver sradicato piante. Le testimonianze di cordoglio si sono manifestate, con una forte partecipazione emotiva nel parlare di tragedia immane, anche sui social. Ha postato la sua foto, con un pensiero speciale, la sezione eugubina dell’associazione nazionale carabinieri, con il presidente Giampiero Giurelli, che hanno espresso i sentimenti di vicinanza alla famiglia ricordando che la vittima era un socio. Un ricordo è venuto anche dalla Famiglia ceraiola dei Santantoniari che parla di «tristezza, vuoto e dolore».
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