Crisi idrica in Puglia: “Soluzioni ignorate, la politica resta immobile”


La Puglia è in ginocchio a causa della crisi idrica. I fiumi scaricano miliardi di metri cubi d’acqua dolce in mare ogni anno, mentre il territorio soffre la siccità e agricoltori e allevatori lottano contro la scarsità di risorse. Le istituzioni continuano a lamentarsi senza proporre soluzioni efficaci, eppure le alternative ci sono. “Da oltre un anno propongo alla Regione, al Consorzio La Capitanata e ad altri enti soluzioni per eliminare il problema della scarsità d’acqua, ma vengo completamente ignorato”, denuncia Gabriele Puccetti, fondatore di TGVH, società che ha sviluppato il Sistema di Effluenti Programmati (SEP).

L’obiettivo del progetto è trattenere e sfruttare al meglio l’acqua piovana e fluviale, riducendo sia il rischio di esondazioni che gli sprechi. “I fiumi non sono solo la causa delle alluvioni, ma anche della scarsità idrica. Ogni anno, oltre 70 miliardi di metri cubi d’acqua finiscono in mare solo in Italia. Il SEP consentirebbe di fermare questa dispersione con un sistema di bacini e canali controllati”, spiega Puccetti.

SEP: il progetto ignorato dalla politica

Il SEP prevede la creazione di effluenti fluviali con bacini di stoccaggio, destinati a raccogliere l’acqua piovana e a prevenire gli sprechi. Questi invasi potrebbero inoltre ospitare impianti fotovoltaici galleggianti, in grado di produrre energia per finanziare l’intero progetto senza gravare sulle casse dello Stato.

“Parliamo di una soluzione che non costa nulla ai cittadini, ma porta enormi benefici. Non solo garantisce l’accumulo d’acqua, ma permette di produrre energia per le Comunità Energetiche, generando risorse per rifare le reti idriche e coprire eventuali danni”, sottolinea Puccetti.

Nonostante le evidenze, le istituzioni restano immobili. “Ad ottobre si è svolto l’evento SETE, dedicato alla crisi idrica, eppure né la Regione né La Capitanata mi hanno invitato, nonostante conoscessero il mio progetto dal 2023. Oggi vedo che le mie idee vengono copiate, ma in modo errato e con ingenti investimenti pubblici, mentre il SEP avrebbe un impatto zero sui bilanci statali”, aggiunge l’esperto.

L’energia solare come risorsa per salvare l’acqua

Un altro punto chiave del SEP è l’uso del fotovoltaico galleggiante (ESFPV). “Il FPV riduce l’evaporazione e conserva fino a 15.000 metri cubi d’acqua per ettaro all’anno. Applicando questa tecnologia ai bacini pugliesi, come il Celone, il Locone e la diga di Serra del Corvo, si potrebbero risparmiare decine di milioni di metri cubi d’acqua all’anno”, spiega Puccetti.

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A differenza del fotovoltaico a terra o dell’agrivoltaico, il fotovoltaico galleggiante non occupa suolo agricolo, protegge le riserve idriche e produce energia a basso costo. “Ho sviluppato un sistema innovativo, con pannelli galleggianti piatti e fuori dall’acqua di soli 2 cm, in grado di resistere ai venti forti e con il minor costo per MWh”, racconta.

Un miliardo di metri cubi d’acqua in più per la Puglia

Unendo il SEP alla tecnologia FPV, la Puglia potrebbe ottenere circa un miliardo di metri cubi d’acqua in più ogni anno, risolvendo definitivamente la crisi idrica.

“Parliamo di una quantità d’acqua sufficiente per soddisfare i bisogni della popolazione, dell’agricoltura e dell’allevamento. Inoltre, anche i fiumi cosiddetti ‘transitori’ potrebbero essere sfruttati meglio, recuperando grandi quantità d’acqua che oggi vengono perse in mare dopo eventi climatici estremi”, afferma Puccetti.

“Non è colpa del clima, ma della cattiva gestione”

Secondo Puccetti, la crisi idrica non è solo una conseguenza del cambiamento climatico, ma soprattutto della cattiva gestione delle risorse. “L’acqua è gratuita, il problema è come la gestiamo. Il SEP permette di trattenere e distribuire meglio questa risorsa, mentre il fotovoltaico galleggiante lo finanzia. Non servono fondi pubblici, ma solo volontà politica”, denuncia.

E invece, il problema si ripresenta ogni anno. “Si fanno vedere in TV a lamentarsi, ma senza adottare soluzioni concrete. La politica continua a ignorare proposte efficaci e a costo zero. Serve un Commissario straordinario per la gestione dell’emergenza idrica, come già fatto per il 5G. Perché per la connessione internet si è intervenuti subito e per l’acqua, che è vita, no?”, conclude Puccetti.

Il rischio, senza un’azione concreta, è che la Puglia continui a subire emergenze idriche cicliche, con danni economici e sociali sempre più gravi.

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