Cutro, peluche sulla spiaggia 2 anni dopo il naufragio. E una domanda: perchè?


Una veglia notturna per ricordare i 94 morti di Cutro, la terribile strage di migranti che avvenne nel febbraio del 2023: il processo inizierà il 5 marzo

Pubblicato:26-02-2025 11:12

Ultimo aggiornamento:26-02-2025 14:02


BOLOGNA – Ci sono i peluche dei bambini morti, qualche maglietta, le foto, gli striscioni. E c’è la fermezza nel chiedere che una tragedia come quella avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio di due anni fa, nel 2023, non avvenga mai più. È iniziata alle 4 di notte sulla spiaggia di Steccato la commemorazione della strage di migranti che avvenne nelle acque di Cutro, al largo delle coste calabresi. Un naufragio dall’esito terribile, in cui persero la vita 94 persone, tra cui 35 bambini. I soccorsi non partirono, nonostante la nave in avaria fosse stata segnalata da ore. La Procura di Crotone ha rinviato a giudizio quattro uomini della Guardia di finanza e due della Guardia costiera con l’accusa di falso, omissione in atto d’ufficio e strage come conseguenza di altro reato. L’indagine venne aperta dopo l’esposto di Open arms.
Queste le parole di Elly Schlein, presente all’iniziativa: “È fondamentale per noi essere qui anche quest’anno, come l’anno scorso, come l’anno prima a commemorare i 94 morti, più di 30 bambini, ancora non si sa quanti dispersi della strage di Cutro. È importante essere qui accanto ai familiari, accanto ai sopravvissuti, che hanno portato le loro testimonianze, per chiedere insieme a loro verità e giustizia su quello che è accaduto”. Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein partecipando alla spiaggia di Steccato di Cutro alla veglia per il secondo anniversario della strage di migranti avvenuta dopo il naufragio nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023.

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“Stiamo ancora facendo la domanda che facevamo due anni fa e la domanda è molto semplice- aggiunge-: perché non sono partiti i mezzi adeguati? Perché non è partita la guardia costiera? La magistratura sta facendo il suo lavoro, sappiate che ci sono i processi in corso, quelli non ci competono, ma c’è una domanda politica che ancora aspetta risposta per queste vittime e per i familiari che ancora oggi chiedono giustizia. È stato importante riabbracciare anche i pescatori che hanno tirato fuori i corpi dall’acqua e che avevamo già incontrato l’anno scorso, noi continueremo a insistere per la piena verità e giustizia e continueremo a essere al loro fianco per ottenere questo rispetto a quella che è stata una strage”.

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CUCCHI (AVS): “STRAGE DI CUTRO, IL RICORDO NON BASTA”

“Il 26 febbraio 2023, 94 persone perdevano la vita a pochi metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro. Oggi il nostro ricordo va a loro, ai loro affetti. Ma il ricordo non basta. Dobbiamo lottare per la verità e la giustizia, perché quanto accaduto in quelle drammatiche ore non si ripeta mai più. Il processo si avvicina, inizierà a Crotone il prossimo 5 marzo. Il mio è un appello per tenere alta l’attenzione, per evitare ogni silenzio che condanni, una seconda volta, le vittime e i loro affetti. Non possiamo permetterlo”. Lo scrive sui social la senatrice Avs Ilaria Cucchi.

BOLDRINI: “DUE ANNI SENZA GIUSTIZIA, DUE ANNI CONTRO SOCCORSI IN MARE”

“Alle 4 del mattino del 26 febbraio di due anni fa, il caicco turco Summer love carico di persone andava in frantumi a pochi metri dalla spiaggia Steccato di Cutro. In quel naufragio morirono 94 persone di cui 35 bambini. Non abbiamo mai saputo il numero esatto dei dispersi. Una strage di migranti in fuga da paesi come l’Afghanistan dei talebani, in cerca solo di sicurezza e di pace. A due anni da quella tragedia restano ancora molte domande senza risposta: perché non arrivarono i soccorsi nonostante la barca fosse stata segnalata ore prima da Frontex e le condizioni del mare lasciassero presagire un naufragio? Tutte quelle persone si potevano salvare? Perché il governo Meloni non ha mantenuto la promessa fatta ai sopravvissuti di potersi ricongiungere con le loro famiglie? Quello che sappiamo con certezza è che da allora, invece di mettere in campo strumenti per evitare che stragi come quella di Cutro potessero ripetersi, il governo ha emanato decreti e predisposto misure per ostacolare il lavoro delle navi delle Ong che salvano le vite in mare, per fermarle con provvedimenti vessatori, per costringerle a desistere. Ed ha iniziato, norma dopo norma, a indebolire il diritto d’asilo, previsto dalla Costituzione. A distanza di due anni continuiamo a chiedere la verità su quella notte a Steccato di Cutro e continuiamo a batterci perché il soccorso in mare e il diritto d’asilo vengano tutelati. Non dimentichiamo le vittime di Cutro e le migliaia di persone morte in mare mentre cercavano una vita sicura”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

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