Direttiva Case Green: a che punto siamo rispetto agli obiettivi UE


L’Europa si trova di fronte a una svolta decisiva nel suo percorso verso la sostenibilità, con l’Italia al centro di importanti progetti di efficienza energetica residenziale. Nel contesto della Direttiva Case Green, il nostro Paese si impegna a ridurre significativamente il proprio impatto ambientale, mirando a soddisfare gli ambiziosi obiettivi UE per il 2030. Questa transizione non solo promette benefici economici e ecologici attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, ma presenta anche sfide e opportunità uniche per le famiglie e il settore edilizio. L’allocazione adeguata dei fondi sarà cruciale per garantire che le iniziative attuali possano essere realizzate con successo, portando a una trasformazione profonda e duratura del panorama abitativo italiano.

Direttiva Case Green: i punti di riferimento

La direttiva Case Green dell’Unione Europea, nota come “Energy Performance of Buildings Directive” (EPBD), è stata approvata per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e ridurre le emissioni di CO2 e dare vita a uno sviluppo verso l’edilizia sostenibile. Ecco i punti principali della direttiva:

  1. Obiettivi di Emissioni: La direttiva mira a ridurre del 55% le emissioni nocive entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e a raggiungere emissioni zero entro il 2050. Tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni a partire dal 2028, mentre gli edifici esistenti dovranno migliorare la loro classe energetica entro il 2030 e il 2033
  2. Interventi Previsti: Sono previsti interventi come l’installazione di pannelli solari, nuove caldaie, sostituzione degli infissi e l’isolamento termico.
  3. Ruolo degli Stati Membri: Gli Stati membri dell’UE sono responsabili di definire i requisiti minimi di prestazione energetica e di sviluppare piani nazionali di ristrutturazione. Devono anche fornire supporto finanziario per facilitare l’accesso a sovvenzioni e finanziamenti per le ristrutturazioni
  4. Benefici Attesi: La direttiva non solo mira a ridurre le emissioni, ma anche a migliorare il benessere dei cittadini europei, riducendo le bollette energetiche e affrontando la povertà energetica

Il ruolo cruciale della Direttiva Case Green nella transizione ecologica

La Direttiva Case Green si pone come strumento fondamentale nella transizione ecologica dell’Italia, un paese che, per sua natura geografica e industriale, dipende fortemente dall’importazione di risorse energetiche. Questa politica non solo stimola la modernizzazione del parco immobiliare, ma agisce anche come strumento di riduzione delle emissioni di CO2, con l’obiettivo di abbatterle del 16% entro il 2030. In questa ottica, gli incentivi fiscali e le facilitazioni introdotte rappresentano una leva strategica per accelerare gli investimenti in tecnologie sostenibili cleantech e materiali innovativi che migliorano l’efficienza energetica delle abitazioni aumentando il livello di sicurezza energetica.

Direttiva Case Green: lo stato dell’arte

Il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità e di gestione energetica a livello di green building rappresenta una leva cruciale per la transizione energetica e anche a fronte dei risultati ottenuti grazie ai bonus edilizi tra il 2020 e il 2023 il quadro degli immobili residenziali nel nostro paese appare ancora lontano dalla sostenibilità. La ricerca “Direttiva EPBD, un’opportunità di rilancio per il Sistema Paese“, realizzata da Nomisma per conto di ROCKWOOL, ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla situazione relativa al processo di efficientamento energetico del patrimonio residenziale italiano, dal quale dipende qualcosa come il 25% dei consumi energetici totali del nostro Paese.

A maggio 2024 il 54% delle abitazioni italiane era collocato nelle classi di performance peggiori (classi F e G). Circa la metà del target definito dalla Direttiva Case Green dell’Unione Europea per il mondo residenziale (16%) è arrivata grazie alla riqualificazione energetica ottenuta con Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus Casa, Bonus Facciate, ovvero con gli incentivi fiscali messi in atto dal 2020 al 2023. Queste misure hanno permesso di di raggiungere un 8,9% di risparmio energetico. Per raggiungere il target della Direttiova Case Green manca dunque un ulteriore risparmio del 7,1% dei consumi energetici entro il 2030.

Per raggiungere questo obiettivo il report di Nomisma, stima sia necessario un investimento di 83,4 miliardi di euro che si deve concretizzare in interventi di riqualificazione che dovrebbe interessare qualcosa come il 10% degli edifici residenziali. Sul “come” il report indica la necessità di dare vita a un mix di risorse pubbliche e private e considera che la spesa media per singola unità immobiliare dovrebbe arrivare a poco più di 24mila euro.

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Lo stato attuale dell’efficientamento energetico residenziale in Italia

Nonostante i significativi progressi compiuti dal 2020 al 2023 il panorama immobiliare italiano mostra dunque ancora ampi margini di miglioramento: il 54% delle abitazioni rientra, come già sottolineato, nelle categorie energetiche meno efficienti. Questa situazione sottolinea la necessità urgente di interventi mirati che possano trasformare il tessuto residenziale in uno più moderno ed efficiente, soprattutto nelle zone climatiche più sfavorevoli dove il dispendio energetico è maggiore e quindi anche il potenziale di risparmio.

I benefici economici ed ecologici della riqualificazione energetica grazie alla Direttiva Case Green

Oltre al notevole contributo nella lotta contro il cambiamento climatico, rappresentato dalla riduzione delle emissioni di CO2, la riqualificazione energetica, nell’ambito della Direttiva Case Green, offre vantaggi economici diretti ai proprietari degli immobili. Il risparmio medio sulle bollette energetiche può raggiungere il 36%, con picchi annui importanti nelle zone più fredde. Inoltre, migliorando le prestazioni energetiche degli edifici si incrementa anche il loro valore di mercato, proteggendoli da future svalutazioni e rendendoli più attrattivi per acquirenti consapevoli dei costi energetici.

Sfide e opportunità per famiglie e settore edilizio

Le famiglie italiane si trovano davanti a una doppia sfida: gestire l’onere finanziario iniziale della riqualificazione e comprendere i benefici a lungo termine associati a tali investimenti. Per il settore edilizio, invece, emerge una significativa opportunità di crescita. La necessità di adeguamento alle normative come appunto la Direttiva Case Green sulla efficienza energetica può trasformarsi in un volano per l’economia, stimolando l’innovazione e la creazione di nuovi posti di lavoro specializzati. Inoltre, i benefici fiscali derivanti dagli investimenti possono fornire un sostegno alle finanze pubbliche.

Il percorso verso una transizione ecologica efficace, come delineato dalla Direttiva Case Green e dagli obiettivi energetici dell’UE per il 2030, rappresenta un complesso equilibrio tra sfide e opportunità.

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