l’abbraccio e l’applauso al curatore di Conte e Zaia


Il teatro “Del Monaco” di Treviso era gremito di circa 700 persone, quasi il massimo di quante ne può ospitare, in occasione dell’abbraccio e la ritrovata sintonia tra la città e il curatore d’arte trevigiano Marco Goldin, coccolato con parole al miele dal sindaco Mario Conte e dal presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia. «Anche per sfatare qualche chiacchiera, in realtà non abbiamo mai litigato» ha detto Conte chiedendo un applauso alla platea «abbiamo sempre lavorato, abbiamo sempre costruito, abbiamo cercato opportunità, a volte non siamo riusciti a completare il percorso per portare nella nostra città una mostra ma questa volta ce l’abbiamo fatta». Grande tessitore dell’operazione è stato Luigi Caldato, ex presidente Israa e attuale presidente della commissione cultura ai Trecento: la sua amicizia con Goldin è stata fondamentale per riavvicinare il curatore a Ca’ Sugana. Del resto quella messa a punto da “Linea d’Ombra” è una mostra di livello nazionale che attirerà turisti da tutta Italia e che sarà finanziata da una cordata di sponsor. Il Comune riceverà come pagamento dell’affitto del museo di Santa Caterina una percentuale di biglietti che saranno staccati al botteghino. E’ un buon affare per tutti: Comune, Linea d’ombra, commercianti, Ascom (il presidente Capraro era presente tra il pubblico), albergatori. Impossibile dire di no ad un’occasione simile e a Ca’ Sugana, con l’assessore Teresa De Gregorio, va il merito di aver condotto il progetto di una mostra che promette di far rivivere i fasti delle esposizioni degli Impressionisti della fine degli anni ’90. La cittadinanza sarà coinvolta in un evento nei mesi che precederanno il taglio del nastro, fissato per il 15 novembre.

«Non potevo mancare e lasciatevi dire che per me oggi si realizza un sogno: con Marco e con il Signore, per quanti anni è che stiamo parlando di questo ritorno? 7-8 anni, più o meno» ha detto il presidente Zaia durante il suo intervento «Lui è un fuoriclasse ed è modesto: questo signore ha realizzato centinaia di mostre, iniziative, attività culturali, teatro, eccetera. Ha portato 11 milioni di visitatori nelle sue mostre. Ha esposto opere di almeno un migliaio di artisti, 1035 artisti se non ricordo male. Può freggiarsi, Marco Godin, di aver realizzato delle dieci mostre più visitate della storia di questo Paese. Nessuno è profeta a casa sua ed è giusto che si celebri il fatto che comunque un ragazzo che è partito da questo territorio, è riuscito non solo a fare delle grandi mostre, ma ad avere uno standing e una reputation a livello internazionale che fa sì che fondazioni, musei e privati diano opere da esporre al grande pubblico che altrimenti non si vedrebbero. Rivedono la luce grazie a Goldin, perché altrimenti sarebbero lì, nei caveau, nelle stanze più riservate di qualche abitazione, di qualche museo».

Conte: «Treviso polo culturale delle Olimpiadi Milano Cortina»

«Credo che questa grande sinergia comunitaria che mette insieme le istituzioni, partner privati e anche l’associazione dei commercianti che in questo momento vedono le loro attività un po’ sofferenti ma rilanciano sostenendo l’arte, la cultura, la bellezza, è un qualcosa di straordinario non soltanto per la nostra città ma per un territorio» ha commentato il sindaco Conte «noi ci candidiamo ad essere il polo culturale delle Olimpiadi Milano-Cortina così come ci candidiamo ad essere realmente la capitale della cultura. Quel dossier che ci ha visto sfiorare il titolo l’anno scorso in realtà è un brogliaccio di lavori che noi stiamo realizzando, che vogliamo portare avanti con grande determinazione anche perché ci sentiamo a tutti gli effetti la capitale della cultura. Questa è una mostra in salsa trevigiana che però farà parlare tutto il mondo e quindi sono davvero emozionato, orgoglioso, ringrazio tutta la mia squadra, la Giunta, i consiglieri comunali, in particolare ovviamente l’assessore De Gregorio. Fatemi ringraziare anche l’assessore Colonna Preti perché qui si arriva soltanto grazie a un percorso che parte da lontano, una città che è cresciuta giorno dopo giorno da un punto di vista culturale grazie al grande lavoro del dirigente Fabrizio Malachin che ha saputo rendere anche autonoma nell’organizzazione la città di Treviso da un punto di vista delle mostre. Autonoma e dialogante anche con realtà private come Linea d’ombra, quindi ci aspetta davvero un grande futuro all’insegna della bellezza, dell’internazionalità, della cultura che erano quei tre elementi che mi ero posto all’inizio del primo mandato come obiettivo e quindi oggi, grazie al sostegno della regione Veneto del presidente Zaia che ha creduto fin da subito in questo progetto, un sogno diventa realtà».

Il ruolo di Luigino Caldato è stato fondamentale. Perchè?

«Quando i progetti nascono da amicizia vera nascono con una luce diversa soprattutto un rapporto che si basa sul dialogo, sulla fiducia reciproca, su una visione, poi ovviamente si passa delle questioni molto più pratiche che è la sostenibilità finanziaria però quando i progetti nascono con dei valori così importanti come l’amicizia tutto è più facile tutto è anche più bello e devo dire che Gigi Caldato che si impegna quotidianamente per il bene della comunità anche in questo caso ha voluto mettere attorno al tavolo tante persone che avevano un unico grande obiettivo che è quello di far crescere la città di Treviso».

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Un miliardo di assicurazioni fa tremare le vene dei polsi?

«Mi metterò personalmente a fare la guardia dei quadri. Il miliardo che suona anche in modo importante da proprio anche quantifica l’importanza della mostra che è qui però credo che le emozioni che abbiamo vissuto oggi in questa anteprima in questa conferenza stampa valgono molto di più del miliardo e quindi. A me piace immaginare che ci sia proprio una comunità che crede in questo progetto ed è pronta ad emozionarsi e a far emozionare. C’era una signora che veniva da fuori regione solo per la conferenza stampa e quindi fare una conferenza stampa e riempire il teatro compreso la piccionaia credo che le premesse per questa mostra sono davvero importanti e sono convinto che se non è la prima è sicuramente tra le prime due mostre a livello nazionale per qualità bellezza e importanza».

La città potrebbe avere delle criticità da questo afflusso di pubblico per i tanti cantieri presenti?

«La mostra comincia il 15 di novembre ovviamente la città si prepara per ogni evento al meglio compatibilmente con quelli che sono i cronoprogrammi delle opere che stiamo realizzando. Ricordo che il mese di maggio sarà un mese importante per noi dal Giro d’Italia alla DJ10 piuttosto che la Treviso in Rosa e quindi non c’è soltanto la grande mostra come appuntamento importante però ogni appuntamento per noi è il motivo per farsi trovare nel migliore dei modi sarà uno stimolo in più per chiedere a Ferrovie dello Stato di accelerare sulla stazione».

Quindi dossier della cultura che si riapre a questo punto?

«Dossier della cultura che non sia mai chiuso. Lo avevamo detto non stavamo scrivendo un libro dei sogni stavamo scrivendo qualcosa che si stava per realizzare al di là del titolo che noi ci sentiamo ma che il ministro ha scelto di dare a un’altra città, io credo che l’approccio di una città da un punto di vista culturale come questo sia da vera capitale della cultura».



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