[Napoli] Solidarietà di classe al compagno Eduardo Sorge • Partito dei CARC


Ieri il compagno Eduardo Sorge, dirigente di Iskra e del Si Cobas, avanguardia di lotta di alcuni dei settori più caldi della lotta di classe a Napoli, è stato condannato, con sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Napoli, a sei mesi di reclusione. I fatti incriminati risalgono a cinque anni fa e riguardano una giusta irruzione dei disoccupati del Comitato 7 Novembre al Consiglio Comunale di Via Verdi per seguire i lavori di quella giornata che prevedevano l’approvazione e l’avvio di corsi di formazione, poi effettivamente approvati ed anche svolti.

Una dinamica di lotta storica, propria del movimento di lotta delle masse popolari, che non sempre hanno avuto nel Consiglio Comunale un interlocutore attento a dare ascolto alle giuste esigenze popolari e sono state costrette a far valere le proprie ragioni anche con la pressione della piazza. Questa sentenza spinge nella criminalizzazione della lotta che le masse popolari spontaneamente conducono per imporre misure a proprio favore. La sentenza mira a colpire chi è alla testa delle lotte, la repressione viene calata in maniera selettiva, come è proprio dei regimi così detti “democratici”. Non è la repressione indiscriminate e su larga scala, propria dei regimi fascisti, ma è una repressione più sofisticata, che tende ad isolare le avanguardie e mira a prevenire l’ulteriore sviluppo dell’organizzazione delle masse popolari sul terreno più politico. È quella tipica dei regimi di contro rivoluzione preventiva!

È palese che si vuole provare a dare una lezione a chi si mette alla testa della lotta per soddisfare i bisogni delle masse popolari, a chi organizza gli operai, i lavoratori, i disoccupati. Una lezione che si vuole dare ad Sorge, ma che deve essere un’ammonizione anche per tutti gli altri. Del resto già sono tanti gli episodi di manganellate elargite sulle teste di giovani, studenti, lavoratori, donne che scendono in piazza in solidarietà con la Palestina o contro la militarizzazione delle scuole e l’avanzata della terza guerra mondiale.

È questa la linea politica che stanno adottando da anni, indistintamente, i caporioni della borghesia imperialista espressa con i governi delle Larghe Intese (dai cosiddetti partiti di centrodestra e centrosinistra). Ne sono un esempio i vari decreti sicurezza approvati negli anni, che invece di rendere il nostro paese più sicuro lo hanno reso più difficile da vivere per gli operai e le masse popolari, hanno difeso ancora meglio gli interessi dei ricchi e di chi comanda.

Contro questa deriva, però, già è in atto un variegato e diffuso movimento di lotta che si sviluppa su più fronti: per la difesa dei posti di lavoro e contro lo smantellamento dell’apparato produttivo, per la conquista di un lavoro utile e dignitoso per tutti, contro misure repressive e securitarie (vedi il ddl1660, Decreto Caivano e altre) contro la distruzione dell’ambiente e le grandi opere inutili. Tutte lotte che oggi hanno come primo nemico il governo Meloni.

La borghesia oggi è dilaniata dalla sua stessa crisi e costretta a ricercare disperatamente con la guerra e la concorrenza tra gruppi spazi di valorizzazione del capitale e questo movimento le fa paura. Non solo perché essa non è capace di soddisfare le richieste e i bisogni delle masse popolari ma sopratutto perché per quanto diviso, in una certa misura, questo movimento già esprime un’alternativa di direzione della società e di governo del paese.

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Esprimiamo, allora, solidarietà incondizionata al compagno Eduardo Sorge, avanguardia politica e di lotta della nostra città. Invitiamo tutte le organizzazioni politiche e sindacali a fare altrettanto, per tirare una netta linea di demarcazione tra gli interessi delle masse popolari e quelle della borghesia imperialista.

Facciamo appello ai singoli consiglieri comunali o di municipalità, sinceramente democratici e dalla parte delle masse popolari, a prendere posizione di condanna della sentenza. Questo è quello che devono fare gli eletti che non vogliono ridurre il Consiglio Comunale e le assemblee elettive in luoghi d’affari e mercimonio di interessi borghesi ma tribuna politica e di irruzione delle istanze delle masse popolari. Intervengano in aula, prendano posizione e si impegnino a dare forma e forza di legge ai bisogni, alle necessità e alle urgenze delle masse popolari organizzate.

Usiamo la solidarietà contro la repressione oltre che per rafforzare il fronte delle lotte operaie e popolari, soprattutto perché diventi un fronte capace di esprimere ed imporre una soluzione politica e di governo!





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