Ci sono anche sei trevigiani fra le nove persone finite nei guai con l’accusa di maltrattamenti, esercizio abusivo della professione di infermiere e gestione senza autorizzazioni. Il caso sarebbe quello relativo a una casa vacanze per anziani ad Alano di Piave, gestito dalla Cooperativa San Vincenzo, in cui gli ospiti, per lo piĆ¹ non autosufficenti, sarebbero stati costretti con una cintura di contenzione a rimanere immobili su una sedia a fissare il vuoto di una stanza fino a sette ore consecutive o lasciati per ore sporchi di feci, urina e rigurgiti in un clima di sudditanza fisica e psicologica nell’assoluto isolamento sociale. I contatti con l’esterno e con i famigliari erano spesso proibiti e i telefonini sequestrati. L’incuria avrebbe provocato anche piaghe da decubito e sofferenza fisiche. I nove, indagati dalla Procura di Belluno, sono tutti finiti davanti al gup Elisabetta Scolozzi.
Si tratta di Maria Iavazzo, 31 anni di Pederobba, presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa “San Vincenzo” che gestisce la casa vacanze; Christian Auletta, 29 anni di Pederobba, dipendente e vicepresidente del consiglio di amministrazione della stessa cooperativa; Emanuele Auletta, 34 anni di Pederobba, dipendente dalla “San Vincenzo”; Monica Martinello, 52 anni di Asolo, infermiera libero-professionista; Maria Teresa Cabula, 60 anni di Crocetta del Montello; Santa Mormile, 51 anni di Pederobba; Rosa Margherita Solano, 43 anni di Romano d’Ezzelino; Sara Zanon, 36 anni di Camposampiero; e Liudmyla Shtefaniuk, 48 anni di Mussolente. Gli ultimi cinque sono tutti dipendenti e addetti alla cura degli ospiti degenti (difesi dagli avvocati Maurizio Paniz, Valentino Cirri, Nadia Forlin, Sara Cotugno, Stefano Zallot, Silvia Biscaro, Chiara Scotta, Greta Gusi ed Andrea Tavano). Quattro imputati avrebbero giĆ chiesto di patteggiare (Emanuele e Christian Auletta, Maria Iavazzo e Santa Mormile), uno (Sara Zanon) di essere ammesso al rito abbreviato condizionato all’acquisizione di alcuni documenti mentre altri quattro (Cabula, Martinello, Shtefaniuk e Solano) hanno deciso di affrontare un eventuale processo.
Sono 36 le pagine in cui i vertici della “San Vincenzo”, cioĆØ Christian Auletta, Maria Iavazzo ed Emanuele Auletta – questi ultimi giĆ a processo a Treviso per circonvenzione di incapace – sono accusati di aver, in realtĆ , gestito la “Casa per vacanze” di Alano come un “Centro di servizio di persone non autosufficienti” senza perĆ² conseguire le necessarie autorizzazioni rilasciate dalla Regione Veneto. Il tutto sarebbe accaduto nel periodo compreso tra l’agosto 2018 e il maggio 2023. La quarantina di ospiti erano per in maggioranza bellunesi, alcuni della zona nord della Marca e di etĆ compresa tra i i 54 e i 97 anni. A tutti gli imputati viene contestata l’accusa di maltrattamenti in concorso morale o materiale. Oltre all’abuso dell’uso della cintura di contenzione, i presunti maltrattamenti, filmati da microtelecamere installate durante le indagini dai carabinieri di Feltre coordinati dal capitano Andrea Caminiti, consistevano in energici strattonamenti, pasti forzati, pizzicotti e manate.
Per settimane gli anziani sarebbero stati abbandonati praticamente a loro stessi. Dalle analisi del sangue o del capello sarebbe inoltre emerso che ad alcuni di loro venivano somministrate sostanze psicotrope non prescritte o prescritte in dosi minori dal medico di riferimento. Un ospite completamente non autosufficiente sarebbe stato morso ripetutamente dal cane di uno dei responsabili della struttura che veniva lasciato girovagare per le stanze senza guinzaglio e museruola.
BaldinĀ (M5S): Ā«Interrogo la Regione affinchĆ© aumenti i controlliĀ»
La capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, Erika Baldin, ha presentato unāinterrogazione alla Giunta veneta dopo la notizia di presunti maltrattamenti nella casa di riposo di Alano di Piave (Belluno), gestita dalla cooperativa San Vincenzo, dove nove persone sono state rinviate a giudizio. Ā«Se i fatti addebitati saranno confermati in giudizio -esordisce la consigliera- sarebbe lāennesimo caso di cronaca relativo a inaccettabili malversazioni nei confronti delle persone piĆ¹ fragili, in questo caso donne e uomini anziani, proprio nei luoghi dove dovrebbero essere piĆ¹ sicuriĀ». Oltre alla contenzione, alle precarie condizioni igieniche, al sequestro dei telefoni personali e quindi allāimpossibilitĆ delle comunicazioni verso lāesterno, la Procura di Belluno addebita anche lāesercizio non autorizzato della professione sanitaria e la gestione senza titolo della struttura. Ā«Al di lĆ del singolo caso -esplicita Baldin- portato alla luce da una lavoratrice dipendente, chiedo alla giunta Zaia se essa intenda aumentare il controllo tecnico riguardo le condizioni delle persone anziane ospitate nelle residenze sociali, al fine di evitare che il servizio venga esercitato attraverso comportamenti contrari alla legge, o da strutture improvvisate, incapaci di offrire la continuitĆ di standard qualitativi adeguatiĀ». La responsabilitĆ di controllare lāefficienza delle prestazioni sociosanitarie nelle residenze per le persone anziane ĆØ infatti un dovere di legge per gli uffici regionali e per i Comuni interessati, sia direttamente, sia offrendo gli opportuni strumenti ai comitati rappresentativi di ospiti e familiari. Al proposito, lāesponente del M5S giĆ nel 2023 aveva depositato un progetto di legge regionale, mirato a facilitare lāingresso dei parenti delle persone ospitate, con facoltĆ di controllo qualitativo del trattamento ricevuto: Ā«Esso giace ancora inevaso -conclude Erika Baldin- ma non demordo, cosƬ come mi sono recata personalmente nelle case di riposo per verificare le condizioni assistenziali, soprattutto nei confronti di coloro che non sono autosufficienti. Dal momento che il presidente Zaia nei giorni scorsi ha dichiarato che āmaltrattare le persone anziane ĆØ un crimine contro la tradizione di umanitĆ del Venetoā, lo prendo in parola e invito la sua Giunta a favorire con ogni mezzo le ispezioni a sorpresa da parte del personale della Regione e dei familiari degli ospiti attraverso lāapprovazione rapida del mio disegno di legge. Le parole non bastano piĆ¹, ci vogliono fatti e decisioni concreteĀ».
***** lāarticolo pubblicato ĆØ ritenuto affidabile e di qualitĆ *****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link