Bonus sulle pensioni anticipate: a 63 anni fino a 24 mesi di sconto sui contributi, ecco quando


Ci sono determinate attività lavorative che consentono l’accesso a una pensione nettamente anticipata per quanto riguarda l’età di pensionamento, ma bisogna tener conto dei contributi. Esistono i lavori usuranti con il loro particolare scivolo di quota 97,6, e ci sono anche i lavori gravosi, che facilitano l’accesso alla pensione senza limiti di età con la quota 41 per i precoci (misura aperta anche agli usuranti). Inoltre, sempre per i lavori gravosi, è possibile accedere all’Anticipo pensionistico sociale, meglio noto con l’acronimo APE.

Svolgere un’attività lavorativa gravosa o usurante permette di andare in pensione di vecchiaia prima dei 67 anni, perché con 30 anni di contributi da lavoro (senza figurativi, volontari e da riscatto) si può uscire ancora a 66 anni e 7 mesi.

Oggi, però, parliamo di una misura destinata ai lavori gravosi, che consente di anticipare l’uscita grazie a un bonus in grado di tagliare il requisito contributivo di fino a 24 mesi. La misura è la già citata Ape sociale. Per le lavoratrici madri, il vantaggio è evidente, anche se poco noto e poco sfruttato.

Il quesito giunto in redazione

“Buongiorno, mi chiamo Serena, sono una lavoratrice che ha compiuto 64 anni di età proprio ieri. Ho 28 anni di contributi, sono mamma di 3 figli, ho un marito invalido al 100% con accompagnamento e svolgo l’attività di addetta alle pulizie per una ditta che si occupa di grandi pulizie in uffici pubblici, ospedali e strutture statali. Il problema è che ho iniziato a versare nel 1994, e quindi, per via di 18 mesi di contributi versati prima del 1996, non rientro nei parametri utili alla pensione anticipata contributiva.

Secondo voi, ci sono altre possibilità di pensionamento per la sottoscritta?”

Bonus sulle pensioni anticipate: a 63 anni fino a 24 mesi di sconto sui contributi, ecco quando

In effetti, l’età e la carriera della nostra lettrice la pongono, a prima vista, nel perimetro della pensione anticipata contributiva, senza entrare troppo nel dettaglio della sua anzianità di servizio. Tuttavia, la misura – che, come tutti sanno, si centra con 64 anni di età e 20 anni di versamenti – presenta due vincoli ben definiti che spesso la rendono poco praticabile per andare in pensione prima.

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Finanziamenti e contributi

 

Il primo è che il primo accredito contributivo deve essere successivo al 31 dicembre 1995. In quanto pensione contributiva, riguarda i nuovi iscritti o “contributivi puri”. Inoltre, la misura è fruibile solo se la pensione liquidata è pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale, oppure 2,8 e 2,6 volte per donne che hanno avuto un solo figlio o più figli.

Ape sociale, i vincoli della pensione anticipata contributiva non si applicano

Questi vincoli non si applicano, invece, alla pensione con l’Ape sociale, che, a ben guardare, la nostra lettrice potrebbe percepire. L’Ape sociale, infatti, non prevede un importo minimo della pensione da raggiungere; anzi, stabilisce un massimo oltre il quale non si può andare (rimasto fermo, anche nel 2025, a 1.500 euro al mese). Inoltre, non è una misura riservata esclusivamente ai contributivi puri.

L’Ape sociale è destinato a chi svolge un lavoro gravoso, a chi risulta invalido almeno al 74%, oppure ai disoccupati che hanno terminato di percepire la Naspi dopo aver perso il lavoro per licenziamento, dimissioni volontarie, o procedure di risoluzione consensuale (e, per le scadenze dei contratti a termine, servono almeno 18 mesi di contributi negli ultimi 3 anni).

Infine, spetta ai caregiver che assistono un familiare disabile grave con cui convivono da non meno di 6 mesi.
I lavori gravosi previsti sono i soliti 15:

  • conciatori di pelli e pellicce;
  • camionisti;
  • facchini;
  • addetti alle pulizie senza qualifica;
  • maestre di asilo ed educatori della scuola dell’infanzia;
  • edili;
  • gruisti;
  • agricoli;
  • siderurgici;
  • pescatori;
  • marittimi;
  • macchinisti dei treni e personale di ferrovia viaggiante;
  • netturbini e addetti alla raccolta dei rifiuti;
  • addetti all’assistenza di persone non autosufficienti;
  • infermieri ed ostetriche di sala operatoria e sala parto.

Attenti, l’Ape sociale non è una misura normale, ma è piena di condizioni

Si rammenta che il lavoro gravoso deve essere stato svolto per 7 degli ultimi 10 anni di carriera, o per 6 degli ultimi 7 anni. L’Ape sociale accompagna il richiedente al raggiungimento dei 67 anni di età, poiché a 67 anni la misura decade e occorre presentare domanda di pensione di vecchiaia.

Chi percepisce la pensione con l’Ape sociale deve interrompere qualsiasi attività lavorativa, in quanto vige il divieto di cumulo dei redditi da lavoro con i redditi da pensione (l’unica attività ammessa è quella da lavoro autonomo occasionale, entro il tetto massimo di 5.000 euro annui).

Sul trattamento con l’Ape sociale non spettano tredicesima, trattamenti di famiglia, maggiorazioni o integrazioni al trattamento minimo, e la prestazione non viene rivalutata al tasso di inflazione negli anni di fruizione. Inoltre, non è reversibile in caso di decesso prematuro del beneficiario.

Pensioni e contributi, anche per l’Ape sociale le donne diventate mamme hanno dei vantaggi

Se la contribuente interessata all’Ape sociale è una donna, può sfruttare uno sconto sui contributi, che rende più semplice l’accesso e che permette alla nostra lettrice di rientrare nell’Ape sociale. Se, infatti, lei non nutriva speranze di pensionamento perché esclusa dalla pensione anticipata contributiva, ecco la soluzione a lei utile.

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 

Il suo lavoro è gravoso.

Per ottenere la pensione Ape sociale come lavoro gravoso, servono almeno 36 anni di versamenti e almeno 63 anni e 5 mesi di età. Lei dichiara di avere 28 anni di contributi, quindi la misura, così com’è, non è applicabile. Tuttavia, vivendo con un invalido grave in casa, ovvero il marito titolare di indennità di accompagnamento, può rientrare nell’Ape sociale come caregiver. In tal caso, per caregiver, invalidi e disoccupati, sono necessari 63 anni e 5 mesi di età e 30 anni di versamenti.

Ma per le donne, ogni figlio dà diritto a 12 mesi di sconto sui contributi da perfezionare. Con un taglio che può arrivare a 24 mesi per chi ha avuto due o più figli. Dunque, bastano 29 anni di versamenti per chi ha un solo figlio e 28 anni se i figli sono due o più. Lo sconto si applica anche alle lavoratrici occupate in lavori gravosi. Nel primo caso si passa da 36 a 35 anni, nel secondo caso da 36 a 34 anni.



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