Caso Albania alla Corte di giustizia, cosa significa che l’Ue affianca l’Italia sulla scelta dei Paesi sicuri


La Corte di Giustizia europea dà ragione al governo Meloni, che può decidere la lista dei cosiddetti “Paesi Sicuri” in autonomia. Sembra così concludersi la vicenda che ha visto scontrarsi il governo italiano e i magistrati. Per la sentenza decisiva bisognerà però attendere l’inizio dell’estate.


L’Europa appoggia il decreto Paesi Sicuri

La Corte di Giustizia europea, a cui si erano rivolti i magistrati della sezione immigrazione del tribunale di Roma, sembra propendere verso l’appoggio al governo Meloni. Nell’udienza in Lussemburgo si è lavorato per decretare la legittimità dei decreti del governo Meloni.

La sentenza definitiva è ancora lontana ed è prevista per l’inizio dell’estate 2025, ma la strada intrapresa appare quella della libertà di decisione in merito all’elenco dei cosiddetti “Paesi Sicuri”. Il decreto voluto dal governo Meloni, infatti, accelerava il rientro dei migranti irregolari in paesi considerati sicuri.

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Fonte foto: ANSA

In foto la nave Libra di rientro dall’Albania

La Commissione europea ha confermato che non si opporrà al diritto del governo di stabilire quali sono i Paesi sicuri, il che vuol dire che Meloni ha la libertà di proseguire con il trasferimento, prima delle persone nei Cpr in Albania e in seguito con il rimpatrio nei Paesi di origine, anche se in questi ultimi alcune categorie di cittadini sono discriminate.

Il confronto tra avvocati

Da una parte l’avvocato Dario Belluccio, che ha difeso uno dei migranti trasferiti dal governo Meloni in Albania e poi rientrato in Italia dopo la revoca del tribunale di Roma; dall’altra l’avvocato Lorenzo D’Ascia a rappresentare Palazzo Chigi.

Secondo Belluccio, l’Italia avrebbe tradito i principi di certezza del diritto e di eguaglianza e ha accusato il governo Meloni di “eccessiva durezza”. Infatti, l’elenco dei Paesi Sicuri voluto dal governo è di 19 Stati, mentre, in un confronto fatto proprio dall’avvocato, Paesi come la Germania ne hanno inseriti solo 9. Secondo l’avvocato, questa azione dimostra “la volontà dei governi di piegare i diritti di asilo alle logiche del diritto dell’immigrazione”.

Per l’avvocato D’Ascia, invece, non esiste un concetto di “Paese sicuro2 in senso assoluto, cioè privo di margine di insicurezza personale. Secondo il difensore di Palazzo Chigi, quindi, pretendere che esistano Paesi completamente sicuri è una visione “sganciata dalla realtà”. La sua dichiarazione, inoltre, fa riferimento a una sorta di fenomeno migratorio epocale fuori scala, per il quale servirebbero quindi decisioni e procedure di emergenza e urgenza come quelle volute dal governo Meloni.

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La soddisfazione di Giorgia Meloni

L’Europa sembra quindi appoggiare il governo Meloni sul fatto che un giudice non si può sostituire nella valutazione di quale Paese sia sicuro, compito che spetta invece soltanto al ministero degli Affari Esteri. Non è ancora detta l’ultima parola, infatti il prossimo 10 aprile toccherà al rappresentante della procura Richard De La Tour esprimersi e poi a decidere sarà la Grande Sezione entro l’inizio dell’estate.

La Commissione europea è stata in passato più prudente sul tema della migrazione e dei Paesi sicuri, segno e conferma che in il piano di deportare all’esterno dei confini nazionali i migranti irregolari piaccia a più di un rappresentante europeo.

Il definitivo appoggio porterebbe il giudice a convalidare tutti i fermi di migranti, che negli ultimi mesi gli italiani hanno visto andare e tornare dall’Albania. La premier Giorgia Meloni ci tiene quindi a ringraziare il lavoro svolto dalla Corte e gli altri Paesi che supportano la posizione del governo italiano e il piano messo a punto insieme all’Albania. Secondo Meloni, infatti, “il protocollo d’Italia e Albania è cruciale per portare avanti una politica europea sui migranti che sia più efficace”.



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Fonte foto: ANSA





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