Fratoianni: “Per le elezioni regionali in Toscana facciamo le primarie di coalizione”


«Facciamo le primarie per scegliere il candidato governatore del centrosinistra», propone Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, leader di Avs insieme al verde Angelo Bonelli, scuotendo il dibattito toscano.

La destra litiga ma intende provarci, tra Tomasi e Vannacci. Il centrosinistra non ha ancora chiuso coalizione e candidatura. Che intendete fare?

«Intanto c’è da animare un confronto con la società toscana in lungo e in largo. Un cantiere senza partecipazione è destinato al fallimento. C’è bisogno di un grande dibattito pubblico, di un’alleanza che vada oltre il confine dei partiti parlando ai toscani in profondità. È una mia fissazione anche nella sfida per il governo del Paese. Tanto più che la destra sfodera campioni di populismo e neofascisti».

E finora il dibattito è mancato?

«Io per ora vedo il rischio di un dibattito intrappolato dentro il solo ceto politico toscano. E lo dico senza scaricare responsabilità su nessuno. Tutti ce ne dovremmo far carico. Provando a immaginare forme, metodi e strumenti per rompere quei confini e irrompere nella società toscana cogliendone le energie».

Quale centrosinistra immagina? Tutti insieme Pd-Avs-M5S-Iv oppure fuori Renzi come a Firenze?

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«A Firenze è fuori Renzi ma anche i 5 Stelle lo sono. L’esperienza di governo di questi primi mesi della giunta Funaro è molto positiva, penso al salario minimo comunale, un punto qualificante per qualsiasi coalizione voglia dirsi alternativa a queste destre. Oppure alle misure sugli affitti brevi, che mettono in discussione il diritto all’abitare. Penso tuttavia che per la Regione sia necessario partire da un cuore che metta insieme Pd, 5Stelle e Avs. Per ragioni di numeri ma anche politiche è il primo compito che abbiamo».

Non sta mettendo un veto a Iv.

«Veti non ne ho mai messi, semmai subiti. Quel che conta è la credibilità di una proposta politica».

Il governatore Eugenio Giani 

E la candidatura? Il governatore uscente Giani gode del favore dei sondaggi, il fronte riformista spinge per lui, ha portato a casa la legge sul fine vita votata da tutto il campo largo. Non lo sosterreste?

«Sono stato tra i primi a mandargli un messaggio per complimentarmi su quella legge. Però voglio essere chiaro: oggi non c’è un candidato della coalizione perché non c’è la coalizione. Ci si deve lavorare. Sulla base di un programma potremo definire strade, strumenti e tempi per scegliere chi la rappresenterà. Ma a tutte le interlocutrici e gli interlocutori toscani e nazionali dico: se dobbiamo ottenere una discontinuità rispetto al presente, ad iniziare dall’allargamento della coalizione attuale, allora tutto deve essere sul tavolo. Candidatura compresa. Non si può pretendere una coalizione larga blindando un nome. Credo che una strada potrebbe essere quella delle primarie di coalizione».

Il Pd ha fin qui detto che non se ne parla. Per voi sono irrinunciabili?

«Io penso siano possibili. Non mi sogno di imporre questa strada ma nessuno ha il diritto di dire “non si può fare”. E mi auguro che il Pd ci pensi. Le primarie possono essere uno strumento attivare positivi processi di partecipazione. Io sono peraltro convinto che Giani le primarie non abbia nessun motivo di temerle. Chi ha avuto l’onere e l’onore di governare non dovrebbe avere nessun timore di misurarsi».

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La perplessità è del Nazareno.

«Tutto è legittimo, come le idee. Non è però legittimo dire questo non si fa: nessuno decide per gli altri. Una coalizione si costruisce in una relazione positiva che cerchi convergenze non divergenze. Io diffido dall’idea che le primarie si sostituiscano alla costruzione di un accordo ma al Pd non sfugge che possono diventare un meccanismo di mobilitazione, al momento assente. La destra ci proverà. E noi dobbiamo andare fuori dal recinto del politicismo parlando ai toscani. Nulla è scontato, la partita non è chiusa e impacchettata».

Eventualmente chi sarebbe il vostro candidato?

«Se ci arrivassimo discuteremo come affrontarle in Avs».

Ma Bonelli non è già venuto a benedire il Giani bis?

«Innanzitutto vorrei ribadire che Avs è un progetto irreversibile. Con Bonelli ci confrontiamo e insieme prendiamo ogni decisione. Lui ha detto che non pone nessun veto sui nomi e che al centro va posta la discontinuità programmatica. Io sono d’accordo».

La spesa sanitaria privata cresce, trovare casa è un miraggio per giovani e famiglie. Giani o non Giani cosa chiedete al programma del centrosinistra toscano?

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«Proporremo un reddito sociale regionale. Perché ci sono livelli di diseguaglianza insopportabili e aumenta l’area della povertà. E poi il salario minimo, politiche per garantire il diritto all’abitare. SI è fatto a Firenze, si può e si deve fare in regione. Penso anche al diritto allo studio, siamo di fronte alla messa in discussione di un diritto universale coi tagli del governo e occorrono investimenti forti. E poi politiche per la transizione ecologica, per la tutela del territorio a cominciare da una legge per il consumo di suolo zero».

A proposito di danni ambientali: vanno fermate le estrazioni del marmo a Carrara? Il rigassificatore a Piombino può restare oltre 3 anni, come punta a fare Snam? E come la mettiamo con l’aeroporto di Firenze?

«Il rigassificatore non deve restare un minuto in più, manco doveva arrivare a Piombino. E non ci sono compromessi che tengano per noi. Le cave: non si chiudono da un giorno all’altro. Ma si può e si deve immaginare una progressiva riduzione dell’estrazione sovvertendo il modello. Non basta più non aumentare, serve diminuire l’estrazione. Su Peretola la nostra posizione non cambia, opera inutile e sbagliata, resteremo contrari».



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