Lunedì 3 marzo arriva in Aula la legge sullo spazio con la politica in subbuglio dalla polemica scatenata dal super muskiano Andrea Stroppa, principale collaboratore di Elon Musk in Italia.
Il Ddl sulla space economy riguarda la regolamentazione dell’accesso allo spazio da parte dei privati. Inoltre, il provvedimento punta a promuovere gli investimenti nella nuova economia dello spazio, per accrescere la competitività nazionale.
Fin da subito gli articoli 25 e 26 del disegno di legge, il cui iter parlamentare è iniziato lo scorso 15 ottobre nella commissione Attività produttive della Camera, hanno suscitato perplessità perché considerati secondo alcuni settori dell’opposizione un assist a SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk.
A inizio anno è emerso che l’Italia sta puntando a Starlink, il servizio di Internet satellitare di SpaceX di Musk, per le comunicazioni governative sicure. Da subito le opposizioni hanno criticato le intenzioni del governo Meloni di prendere in considerazione l’utilizzo di Starlink, sostenendo che ciò minaccia la sicurezza nazionale.
Ieri l’uomo di Elon Musk in Italia, Andrea Stroppa, ha sbottato sulla piattaforma X accusando una presunta intesa Pd-Fratelli d’Italia dopo l’approvazione di due emendamenti all’articolo 25 sul principio di sicurezza nazionale e di adeguato ritorno per l’industria nazionale.
Ha scritto Stroppa: “Intesa Pd-FdI. Bene si vuole far passare Starlink e SpaceX […] per i cattivi. E in conclusione si rivolge proprio al partito della presidente del Consiglio: “Agli amici di FdI: evitate di chiamarci per conferenze o altro”.
Tutti i dettagli.
L’ARTICOLO 25 AL CENTRO DELLO SCONTRO
Fin da subito l’articolo 25, quello che prevede che il ministero delle Imprese e made in Italy costituisca una riserva di capacità trasmissiva nazionale attraverso comunicazioni satellitari, utilizzando “sia satelliti sia costellazioni in orbita geostazionaria, media e bassa”, è stato considerato dalle opposizioni in Parlamento un lasciapassare alla società aerospaziale di Elon Musk.
“L’articolo 25 fa riferimento a una rete internet di riserva sui satelliti, una seconda spina dorsale (backbone) da utilizzare quando si inceppa o, peggio ancora, si interrompe la rete internet di terra: “Esclusivamente – si legge nei documenti parlamentari – di soggetti appartenenti all’Unione europea o all’Alleanza atlantica”.
I soggetti papabili altri non sono che Starlink che, al momento, rende SpaceX il più grande operatore satellitare del mondo con circa 7000 satelliti dispiegati in orbita. Gli altri player includono la canadese Telesat, che non ha ancora lanciato satelliti, OneWeb che ha costruito una rete di 648 satelliti ora della società satellitare francese Eutelsat, che offre il suo servizio Internet principalmente a governi e imprese. E poi c’è Amazon Kuiper, il progetto di Jeff Bezos da 10 miliardi di dollari con l’obiettivo di mettere a disposizione il servizio nel 2025.
Va da sé che alla luce dei numeri Starlink sia in una corsia preferenziale.
L’EMENDAMENTO PD BOCCIATO
Un emendamento del Pd all’articolo 25 a prima firma di Andrea Casu chiedeva che nella gestione siano prediletti i “soggetti appartenenti all’Unione europea” e solo in caso di “comprovata impossibilità” quelli dell’Alleanza Atlantica. Un decisivo cordone rispetto alla formulazione presente nel ddl, che apre indifferentemente tanto agli europei che ai membri Nato. L’emendamento è stato subito giudicato dagli osservatori come “Anti-Musk”.
L’emendamento però non è passato: il governo ha dato infatti parere negativo.
Secondo il deputato Andrea Mascaretti (FdI), primo relatore della legge, definire dei limiti simili non era possibile, perché l’Italia spesso partecipa a progetti di dimensioni che superano i confini europei, come nel caso dell’Esa, che non è un’agenzia dell’Ue, riporta oggi il Corriere.
E GLI EMENDAMENTI APPROVATI
E allora perché il referente italiano di Musk si è infuriato sul social X ieri sera?
Perché per un emendamento che non passa, altri due presentati dall’opposizione hanno ricevuto il via libera con il voto favorevole della maggioranza.
I due emendamenti sono sempre a firma del Pd ma con il contributo degli altri partiti Azione, Movimento 5 Stelle e Avs. Il primo prevede una formulazione volta a garantire per le attività satellitari “un adeguato ritorno industriale per il sistema Paese”. Il secondo prevede “partecipazione pubblica per garantire la sicurezza” nella concessione della riserva.
Due discriminanti quindi aggiunte per sostenere la salvaguardia della sicurezza nazionale e il ritorno industriale per l’Italia nella scelta delle tecnologie spaziali per le comunicazioni satellitari.
LA POSIZIONE DELLE OPPOSIZIONI
“L’Italia non dovrà mai essere messa sotto ricatto da un soggetto privato straniero che fornisce le connessioni satellitari: questo provvedimento era nato in un’altra era geopolitica ci auguriamo che le vicende che stanno avvenendo in queste ore in Ucraina aprano gli occhi a tutti sulla necessità di inserire paletti chiari e inequivocabili”, avevano dichiarato in una nota i deputati Pd Vinicio Peluffo, Andrea Casu, Andrea Gnassi e Alberto Pandolfo firmatari dei due emendamenti approvati.
“Grazie alle proposte e agli emendamenti del Pd sottoscritti anche da M5S, AVS e Azione, nell’articolo 25, quello che definisce la riserva di capacità trasmissiva nazionale” prosegue la nota, è “introdotto il tema della salvaguardia della sicurezza nazionale e del ritorno industriale per il sistema Paese. In Aula ripresenteremo anche le altre nostre proposte, purtroppo inspiegabilmente bocciate. Se si guarda all’interesse nazionale va data priorità alle imprese alle strategie nazionali ed europee e solo in caso di comprovata impossibilità attraverso il coinvolgimento di paesi appartenenti alla Nato sempre attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e istituzionali” conclude la nota dei parlamentari Dem.
LA DIFESA DEL RELATORE
Nel frattempo, cerca di smorzare la controversia il relatore del provvedimento Andrea Mascaretti definendola “una polemica assolutamente priva di fondamento, perché sono stati approvati all’unanimità due emendamenti che parlano di tutt’altro. Devo anche precisare, riguardo a quanto ho letto su un’agenzia, che non sono stati approvati emendamenti contro o a favore di qualcuno”.
Gli emendamenti citati, “riferiti all’art. 25 e approvati all’unanimità, con il voto di tutti i gruppi politici, non introducono nulla di nuovo, ma rafforzano i concetti di sicurezza nazionale e di ritorno industriale per il sistema Paese, già espressi nella legge”, ha aggiunto Mascaretti.
In riferimento al post su X di Stroppa, il deputato di Fratelli d’Italia ha così replicato: “Era stato presentato un emendamento che il Pd stesso ha definito ‘anti Musk’ ma è stato bocciato da tutte le forze di maggioranza. Questa, comunque, è una legge che ha un solo beneficiario: l’interesse nazionale. Se qualcuno dice il contrario o non ha letto il testo oppure è in malafede”.
LA SFURIATA DEL MUSKIANO STROPPA CON FRATELLI D’ITALIA
Ma ad un post sulla piattaforma X Andrea Stroppa affida tutta la sua delusione riguardo la legge spazio.
“Per inciso, e per chi non ha seguito la nascita della legge italiana sullo spazio: Questa regola anche la parte sulle comunicazioni satellitari. In questi mesi c’è stato un valzer tra “tecnologie europee” e tecnologie dei “Paesi NATO”. A un certo punto stavano per vietare tutte le tecnologie non europee, come Starlink. Poi si sono resi conto che sarebbero stati gli unici in Europa e nell’Occidente a fare una cosa del genere e si sono fermati. Peraltro, senza un motivo reale” segnala il referente di Musk nel nostro paese.
“Starlink non è il giocattolo della politica. È una tecnologia rivoluzionaria che garantisce l’accesso a Internet a milioni di persone nei luoghi più remoti del pianeta. Ha contribuito alla sicurezza nei teatri di guerra e durante disastri naturali. Dà lavoro a decine di migliaia di persone. Permette ai medici di fare telemedicina, come sta accadendo a Gaza. Consente a migliaia di scuole nell’Africa centrale di connettersi a Internet. Il PD ha impostato il suo contributo alla legge come una crociata anti-Musk, e FdI gli è andata dietro. Ripeto: Starlink non è il giocattolo della”, ha concluso su X Andrea Stroppa.
La polemica è tutt’altro che chiusa in vista della discussione in Aula della legge spazio lunedì prossimo.
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