Mercato europeo – Gennaio in spolvero per i cinesi (anche coi dazi), crolla Tesla”},{“type”:”html”,”content”:”
La Commissione Europea pensava di frenare l’ascesa dei cinesi con i dazi, ma i numeri, nella loro freddezza oggettiva, mettono in serio dubbio le politiche di Bruxelles. L’ultima analisi mensile della Jato Dynamics dimostra, infatti, come a gennaio i costruttori del Dragone siano riusciti a mettere a segno una crescita a doppia cifra, a conferma dell’inefficacia delle tariffe doganali, ancor più se limitate alle sole auto elettriche.
L’ascesa cinese. In un mercato in calo dell’1,9% a 993.068 immatricolazioni (Jato considera 28 Paesi europei), i marchi cinesi hanno registrato 37.134 veicoli, assistendo a una crescita del 52% e accrescendo la loro quota dal 2,4% al 3,7%. È una penetrazione ancora bassa, ma intanto i costruttori del Dragone, nel loro insieme, hanno già superato un grande nome come Ford, ferma a 35.790 targhe. Come ci sono riusciti? Semplice. I dazi sulle elettriche hanno spinto i cinesi a concentrarsi su altre motorizzazioni. Lo scorso mese hanno registrato quasi 7.500 ibride, pari al 6,1% del segmento delle Hev, e ben 4.035 Phev, quasi quattro volte le 1.276 dello stesso mese del 2024 nonostante un calo del segmento complessivo del 6%.
Il crollo della Tesla. Al boom cinese fa da contraltare il forte calo della Tesla: -45% e 9.913 targhe nonostante le immatricolazioni di elettriche siano aumentate del 38% a 166 mila unità. Jato attribuisce gran parte del crollo non solo all’eccessiva esposizione mediatica e politica del suo timoniere Elon Musk, ma anche all’imminente arrivo della nuova Model Y. Gli analisti parlano di “impressionante” performance per le elettriche proprio alla luce del declino della Casa texana, ma sottolinea come “non sia insolito che le vendite scendano appena prima che una nuova generazione o un modello aggiornato venga introdotto sul mercato, perché un marchio riduce la produzione del modello esistente in previsione della nuova uscita: è probabile che la Tesla stia sperimentando questo effetto prima del lancio dell’aggiornamento della Model Y, dopodiché può aspettarsi di vedere una ripresa delle vendite”. In ogni caso, il -46% della Model Y e il -44% della Model 3 sono, “in generale, un’indicazione del calo di popolarità della Tesla in Europa”.
Il primato della Sandero. Detto questo, dall’analisi emerge un’ulteriore conferma sul primato della Dacia Sandero come auto più popolare nel Vecchio Continente, malgrado un calo delle targhe del 15%. Alle sue spalle si piazza la rediviva Volkswagen Golf. Nella top-ten spiccano anche i risultati di quattro restyling: Dacia Duster (+20%), Volkswagen Tiguan (+45%), Fiat Panda (+10%) e Opel/Vauxhall Corsa (+10%). I modelli che hanno registrato i maggiori incrementi di volume tra i primi 50 sono stati Volkswagen ID.7, ID.4, Tiguan e T-Cross, Kia Picanto, Skoda Kodiaq, Peugeot 3008, MG ZS, Dacia Duster e BMW X1. Al contrario, Tesla Model Y, Peugeot 308, Audi A3, Mini Cooper, Toyota Corolla, Dacia Jogger, Volkswagen Polo, Ford Puma, BMW Serie 1 e Ford Kuga hanno registrato i cali più significativi. Tra i maggiori costruttori spiccano, invece, i gruppi Volkswagen e Renault: hanno registrato le migliori performance (+5% e +7%, rispettivamente) grazie soprattutto al successo delle loro Suv. Al contrario, Stellantis ha segnato un -16%.
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