“Inaccettabili”. Di più: “Cose cervellotiche”. Senza girarci attorno: “Hanno l’obiettivo di penalizzarci”. Dati senza valore. Fuor di metafora: “Puttanate”. Al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana non è piaciuta la classifica annuale del ministero della Salute sulla qualità delle cure regione per regione. La sua è scivolata al settimo posto, penalizzata soprattutto dal risultato del parametro “distretto”, che valuta la medicina territoriale: alcuni valori di questa categoria sarebbero alla base della retrocessione della Lombardia. E il governatore leghista non l’ha presa bene scatenando una battaglia politica, alla quale il ministero ha replicato con una dura nota, non solo spiegare le sue ragioni, ma anche per stigmatizzare le uscite di Fontana bollate come “inopportune”. Si è così creata una sponda inedita con il Pd regionale che parla di una “verità molto più semplice delle congiure”.
Ma il governatore non si è arreso, controreplicando al ministero: “Mi seguite da sette anni e non ho mai usato parole inopportune”, ha detto sottolineando di averlo fatto questa volta “forse perché la misura era stata superata”. In mattinata si era scatenato: “Sono cose assolutamente inaccettabili. I parametri indicati non hanno niente a che vedere con il funzionamento della sanità, sono cose cervellotiche che hanno l’obiettivo di penalizzarci. Sono dati che si fondano su questioni che non c’entrano niente, codici interpretabili in differenti modi, tra diverse aziende sanitarie e Regioni. Non può essere questo il metodo di giudizio del funzionamento della sanità”, ha tuonato Fontana.
“Sono tutte, se posso usare un termine giuridico, puttanate”, ha insistito accusando il ministero di aver “creato una classifica fondata su parametri inappropriati e che avevamo già detto erano sbagliati, per dire che la nostra sanità era peggiorata”. Quindi ha tirato fuori il paragone con la classifica della rivista statunitense Newsweek: “Dice che il migliore ospedale è il Niguarda e cinque dei primi dieci sono lombardi. Uno dei due dice una puttanata”, ha rimarcato ancora Fontana ignorando qual è il parametro – medicina territoriale – che ha fatto crollare il risultato finale della Lombardia.
“Quindi va bene così, l’importante è che il Niguarda sia il migliore ospedale d’Italia e che nei primi dieci ce ne siano altri cinque lombardi. E vedo anche il mio grande ospedale di Varese che è comunque 16esimo nella graduatoria”, ha proseguito il presidente sottolineando che questo “vuole dire che la qualità di tutti gli ospedali è eccellente, che la qualità di tutta la nostra sanità è eccellente. Quindi ‘non ragioniam di lor, ma guarda e passa’”. Quindi la frase sibillina, che sembra dare la forma politica alla sfuriata: “Quello che succede a Roma ci riguarda fino a un certo punto. Anzi, non vogliamo neanche pensare che ci riguardi”.
Durissima la risposta arrivata dal dicastero guidato da Oronzo Schillaci: “L’obiettivo del monitoraggio non è penalizzare le Regioni, ma assicurare ai cittadini l’erogazione delle prestazioni a cui hanno diritto. La reazione del governatore Fontana appare pertanto mal indirizzata e il linguaggio utilizzato comunque inopportuno”. Il ministero “non formula classifiche – si legge nella nota – limitandosi a pubblicare periodicamente, in ottemperanza alla normativa vigente, i dati relativi alla corretta erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza”. La Lombardia, tra l’altro, ricorda il ministero, “registra un punteggio superiore a 60 (soglia di sufficienza) in tutte le macro-aree, confermando quindi la corretta garanzia di erogazione”.
Per il Pd Lombardia, quelle di Fontana sono “dichiarazioni non commentabili e grottesche”, dice la deputata Silvia Roggiani che è anche segretaria regionale dei Dem. “Come Pd lombardo rispondiamo con la verità che è molto più semplice delle congiure: se la sanità lombarda scivola nelle classifiche del ministero non è per oscure manovre contro la Lombardia, ma a causa di anni di scelte sbagliate della destra al governo della Regione”, dice. Per i dem la “realtà” sono “liste d’attesa infinite, pronto soccorso al collasso, fuga dei medici dalla sanità pubblica”, quindi “invece di fare vittimismo, Fontana dovrebbe spiegare ai lombardi perché la sanità pubblica è in crisi” e “non può cavarsela invocando complotti”.
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