Di seguito il comunicato al personale della FLC CGIL, che analizza il PIAO ISTAT 2025-2027 nella parte dedicata al piano dei fabbisogni.
PIANO DEI FABBISOGNI 2025-2027 ISTAT: MOLTE DECISIONI RIMANDATE AGLI AGGIORNAMENTI DEI PROSSIMI MESI
Leggendo la parte del PIAO dell’Istat 2025-2027 approvato dal Consiglio l’11 febbraio 2025 (pubblicato sul portale dei PIAO del Dipartimento della Funzione Pubblica) dedicata alla pianificazione dei fabbisogni si ribadisce quanto era stato comunicato ai sindacati nella riunione informativa dello scorso 3 febbraio, ovvero la conferma del concorso a 100 posti di III livello (50 ricercatore, 50 tecnologo) da “emanare entro il primo quadrimestre del 2025” con la copertura per gli ultimi 2 mesi del 2025 (ci aspettiamo un confronto prima della messa a bando), e la previsione di un nuovo concorso per 100 posti al VI livello Cter, da avviare “entro il primo semestre del 2025”, con la copertura finanziaria dal 1° settembre 2026. Si confermano inoltre le anticipazioni su 15 posti di apprendistato (in aumento rispetto ai 10 già previsti a novembre) a tempo determinato (24 mesi, mentre nelle slide presentate il 3 febbraio erano 36) come Funzionario di amministrazione di V livello, da avviare “nel primo trimestre del 2025” e dei 18 posti da collaboratore di amministrazione VII livello e 12 da operatore tecnico VIII livello destinati alle categorie protette.
È inoltre previsto (non era stato oggetto dell’informativa del 3 febbraio) lo scorrimento integrale della graduatoria a tempo determinato (8 Cter VI livello) per il PNRR (progetto Catalogo nazionale dati): ovviamente sarà fondamentale che siano garantite a questi colleghi tutte le opportunità per un successivo inserimento in ruolo, a cominciare da una specifica valorizzazione nei prossimi concorsi a tempo indeterminato.
Tutte o quasi le richieste sindacali, in particolare della FLC CGIL, hanno trovato una risposta all’interno del Piano, ma spesso con una formulazione dilatoria o ipotetica.
RISORSE PER LA RIORGANIZZAZIONE
Nel Piano è previsto (pag. 61) che “in relazione al recente processo di riorganizzazione”, l’Istituto potrà “correlare l’integrazione delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale”, ma la formalizzazione e quantificazione è rimandata “in sede di aggiornamento del presente Piano”.
INCREMENTO DELLA IOS
Il Piano annuncia (pag. 92) che “per quanto riguarda il personale dei livelli I-III, l’Istituto intende esplorare ogni possibile via (normativa, regolamentare, contrattuale) che porti nel triennio ad un aumento dell’indennità per oneri specifici (IOS)”. Certo è significativo che questo impegno sia scritto nel PIAO, ma al momento non c’è nessun passo concreto in avanti, e nel “Decreto PA” al momento non c’è traccia della questione.
VALORIZZAZIONE PROFESSIONALE
È previsto espressamente, ancora a pag. 92 del documento, che “l’anno 2025, nel rispetto delle cadenze previste dai vigenti CCNL, vedrà l’avvio delle selezioni interne ai fini delle progressioni di livello ex art. 54”.
Poco dopo è scritto che “verrà verificata, in relazione alla dotazione organica del profilo e alla dinamica delle cessazioni del personale attualmente beneficiario, la possibilità di attivare la procedura ex art. 42 per l’attribuzione della specifica indennità prevista”.
Per quanto riguarda l’articolo 15, non si parla di risparmi, che quindi al momento non sembrano essere stati ufficialmente ancora determinati, ma sempre a pag. 92 c’è una frase interessante sull’argomento, che recita: “nella prospettiva di valorizzare le risorse umane presenti in Istituto, in relazione alle procedure espletate ex art. 15 del 2024, si valuteranno le condizioni giuridiche ed economiche di eventuali azioni in sede di aggiornamento del presente Piano”.
Siamo molto lontani da una risposta soddisfacente alle richieste sindacali e a quelle che sono pervenute ai vertici dell’Istituto direttamente da molti dei lavoratori interessati tramite lettere e note. Il documento rinvia anche in questo caso ogni decisione ai prossimi “aggiornamenti” del PIAO, ma è significativo che non si escluda (se non per ragioni “giuridiche ed economiche”) di scorrere le graduatorie del 2024: scelta che era un tabù solo poche settimane fa. Evidentemente molto dipenderà dalla lettura del Decreto P.A., ma anche da un corretto conteggio delle risorse a disposizione dell’Istituto. È presente nel piano l’intenzione di bandire una nuova procedura nel 2026, al momento senza quantificazione economica.
È inoltre precisato che anche nel 2025 saranno “attivate le procedure finalizzate a rendere possibile per il personale interessato il cambio di profilo previsto rispettivamente dagli artt. 52 (per il personale dei livelli IV-VIII) e 65 (per il personale dei livelli I-III) del CCNL 1998-2001”. Attendiamo ovviamente a breve aggiornamenti sulla conclusione delle procedure avviate lo scorso anno.
Manca invece qualsiasi riferimento agli anticipi di fascia, così come all’art. 53, che – “nel rispetto della cadenza biennale” – dovrebbe ripetersi nel 2026.
Il giudizio complessivo quindi è simile a quello che abbiamo dato successivamente all’incontro del 3 febbraio. Bene la conferma del concorso per 100 nuovi lavoratori al III livello, mentre sia sull’incremento della IOS, sia sui fondi aggiunti al salario accessorio legati alla riorganizzazione (entrambi elementi che contribuirebbero ad attenuare il malcontento dei lavoratori che non sono passati all’ultimo art. 15), sia ovviamente sullo scorrimento delle graduatorie art. 15, la risposta è purtroppo rinviata nel tempo. Quindi apprezziamo certamente che (quasi) tutte le questioni che abbiamo posto siano state ascoltate, ma ci aspettiamo nei prossimi aggiornamenti delle vere risposte concrete alle istanze del personale.
FLC CGIL ISTAT, 26 febbraio 2025
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