AGI – È di nuovo Trump show. Il presidente degli Stati Uniti è tornato a parlare durante la prima riunione di gabinetto della Casa Bianca e toccando molti punti ‘caldi’. Ue, dazi, Cina, Ucraina, ambiente. In particolare si è scagliato contro Bruxelles definendo l’integrazione europea, un progetto promosso per decenni da Washington, come radicato nel tentativo di ostacolare e “fregare” gli Stati Uniti. “Sentite, siamo onesti, l’Unione Europea è stata progettata per farci arrabbiare”.
Anche per questo motivo, il leader repubblicano ha annunciato che i prodotti europei saranno “presto” soggetti a dazi del 25%. “Abbiamo preso la decisione, e la annunceremo a breve, che sarà del 25%”, ‘il livello’ al quale dovrebbero essere tassati dall’inizio di aprile anche le esportazioni messicane e canadesi. Trump ha poi rincarato le sue rimostranze contro la Ue entrando più nello specifico: “Non accettano le automobili o i prodotti agricoli. Si approfittano di noi, anche se in modo diverso” rispetto a Ottawa e Città del Messico. E non c’è a Washington timore per le eventuali ritorsioni: “Non lo faranno. Potrebbero provare a farlo ma non funzionerà, gli effetti non saranno più gli stessi”.
‘The European Union was formed in order to screw the United States, but now I am president.’
US President Donald Trump talks about EU tariffs that he will impose in his first cabinet meeting. He says ‘it will be 25 percent in most cases’.https://t.co/fHqGBwgmE1
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— Sky News (@SkyNews) February 26, 2025
La questione Ucraina
L’inquilino della Casa Bianca è poi tornato sulla spinosa questione della guerra in Ucraina spiegando come spetti ancora all’Europa offrire garanzie di sicurezza a Kiev e rifiutando di fare promesse agli Stati Uniti nell’ambito di un accordo per le risorse naturali dell’Ucraina. “Non ho intenzione di fornire garanzie di sicurezza. Lo faremo fare all’Europa, perché… l’Europa è il loro vicino di casa, ma ci assicureremo che tutto vada bene”.
Il presidente americano ha quindi affossato le aspirazioni dell’Ucraina di entrare nella Nato, ribadendo ancora una volta la posizione della Russia secondo cui la questione ha causato la guerra di tre anni. “La Nato… potete scordarvela“, ha detto quando gli è stato chiesto di un potenziale accordo per porre fine alla guerra. “Penso che sia probabilmente la ragione per cui è iniziata l’intera faccenda”. Poi ha confermato l’incontro a Washington con il suo omologo ucraino. “Il presidente Zelensky verrà venerdì, questo è ormai confermato”.
I rapporti con la Cina
Nel suo discorso fiume, Trump ha voluto ribadire anche lo stato dell’arte dei rapporti con Pechino, lanciando un messaggio di pace che non cela, però, anche un monito. “Ho un buon rapporto – ha detto, parlando ai giornalisti – con il presidente Xi Jinping, vogliamo che la Cina investa negli Stati Uniti” ma, ha aggiunto, devono capire che “non potranno più approfittarsi” degli Stati Uniti.
Il tycoon ha evitato, invece, di impegnarsi a prevenire un’invasione cinese di Taiwan. “Non voglio mettermi in quella posizione”, ha risposto quando i giornalisti gli hanno chiesto alla Casa Bianca se avrebbe promesso che sotto il suo mandato Pechino non avrebbe invaso l’isola. “E se lo dicessi, di certo non lo direi a voi. Lo direi ad altre persone, magari sedute intorno a questo tavolo”, ha aggiunto.
I tagli alle agenzie federali (e all’ambiente)
Le agenzie federali degli Stati Uniti hanno ricevuto l’ordine di preparare piani di riduzione della forza lavoro su vasta scala come parte dell’iniziativa del Dipartimento per l’efficienza del governo da Trump, secondo una nota emessa da alti funzionari dell’amministrazione. Il documento, firmato dal direttore dell’Office of Management and Budget Russell Vought, delinea un approccio in due fasi per l’attuazione di “riduzioni di forza su larga scala (RIF)” in tutto il governo federale, come ordinato da Trump.
In particolare, l’intenzione del presidente sarebbe quello di tagliare circa il 65% del personale dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente, un ente normativo chiave che lavora su una serie di settori, tra cui il cambiamento climatico. “Ho parlato con Lee Zeldin e lui pensa di tagliare circa il 65% del personale dell’ambiente”, ha detto, riferendosi all’amministratore dell’EPA. L’agenzia impiega attualmente più di 17.000 persone, su un totale di circa due milioni di dipendenti federali statunitensi.
Trump ha fatto del riassetto della pubblica amministrazione una priorità fondamentale nei suoi primi giorni di mandato, incaricando Elon Musk, la persona più ricca del mondo, di contribuire a questo sforzo volto a ridimensionare la spesa pubblica. In campagna elettorale, il leader repubblicano ha definito il cambiamento climatico una “truffa” e, una volta insediato, ha ritirato per la seconda volta Washington dall’accordo di Parigi. Da allora ha dichiarato una “emergenza energetica nazionale” per espandere le trivellazioni petrolifere e ha firmato ordini esecutivi per rallentare la transizione verso i veicoli elettrici e fermare i progetti di costruzione di parchi eolici offshore. Zeldin, ex deputato americano di New York, si è impegnato a mantenere le promesse della campagna elettorale di Trump, anche se il mese scorso ha riconosciuto che il cambiamento climatico causato dall’uomo è “reale”.
Ue, “noi truffa? Siamo stati una manna per l’America”
“L’Unione europea è il più grande mercato libero del mondo. Ed è stata una manna per gli Stati Uniti. Creando un mercato unico ampio e integrato, l’Ue ha facilitato il commercio, ridotto i costi per gli esportatori statunitensi e armonizzato standard e regolamenti in 27 Paesi. Di conseguenza, gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi. Le aziende americane sono state in grado di investire e generare entrate sostanziali, proprio perché l’Ue è un mercato ampio e unificato che fa bene alle aziende. E questo è anche un fattore chiave che contribuisce al commercio transatlantico di beni e servizi che ammonta a oltre 1,5 trilioni di dollari all’anno, il più grande rapporto commerciale e di investimento bilaterale al mondo”. Lo afferma un portavoce della Commissione europea in risposta all’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito la creazione dell’Unione europea “una truffa per gli Stati Uniti”.
“Dovremo lavorare insieme per preservare queste opportunità per la nostra gente e le nostre aziende. Non gli uni contro gli altri. L’Europa è sinonimo di dialogo, apertura e reciprocità. Siamo pronti a collaborare se rispettiamo le regole. Ma proteggeremo anche i nostri consumatori e le nostre aziende a ogni svolta. Non si aspettano di meno da noi”, aggiunge il portavoce.
Quanto alle nuove tariffe, “l’Ue reagirà fermamente e immediatamente contro le barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando i dazi vengono utilizzati per contestare politiche legali e non discriminatorie. L’Ue proteggerà sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei da dazi ingiustificati”.
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