ANCONA Su cento assunzioni che le imprese marchigiane prevedono di fare in questo mese di febbraio, appena 27 sono riservate a personale con meno di 30 anni. Già sappiamo che la nostra regione non è proprio una terra promessa per i giovani che vogliono mettersi in proprio aprendo una partita Iva, come dimostra il calo del 36,7% nell’ultimo decennio di imprese guidate da under 35, certificato di recente dal rapporto Movimprese. Adesso arrivano altri dati poco incoraggianti per i giovani che sperano nell’assunzione in un’impresa, contenuti nel Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, che misura tramite sondaggi tra gli iscritti le intenzioni delle imprese di procedere a nuove assunzioni.
Giovani e laureati
Su 8.800 contratti di lavoro che si prevede vengano attivati nelle Marche a febbraio, solo 2.385 (il 27,1% del totale) riguardano opportunità riservate ai giovani fino a 29 anni. Una quota in calo rispetto al mese precedente (27,7%) e a dicembre 2024 (29%). Non è una novità: nel febbraio di tre anni fa, quando l’economia provava a ripartire dopo le secche della pandemia, la quota delle assunzioni per under 30 era identica a quella di adesso.
Poche chance per laureati
E neanche si tratta di lavoro troppo qualificato, perché nel totale degli 8.800 posti disponibili nelle Marche appena l’11,1% è riservato a candidati in possesso del titolo di laurea, in calo rispetto a gennaio (13%). Un trend abbastanza costante negli ultimi anni, con la quota dei posti offerti a laureati che oscilla in media tra il 10 e il 12%.
L’Its non decolla
Che titolo di studio viene richiesto per essere assunto nelle Marche? La quota più corposa dei contratti previsti a febbraio (39,1%) attende chi è in possesso di qualifica o diploma professionale, mentre l’istruzione di livello secondario è richiesta per il 27,4% delle entrate programmate dalle aziende. Non decollano ancora le chance professionali per i diplomati dell’Istruzione Tecnologica Superiore (gli ITS Academy tanto promossi negli ultimi mesi) che dovrebbe incidere nel totale dei contratti per l’1,6%, quota in lieve flessione rispetto a gennaio scorso (1,8%). Per un quinto dei posti di lavoro offerti, basta l’assolvimento dell’obbligo scolastico.
Le difficoltà di reperimento
Continua a essere elevata (54,2%) la percentuale di entrate programmate che si prevede siano caratterizzate da difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste dalle imprese. Un quota in leggero calo dopo il picco record del mese scorso (55,6%) ma che è ormai ha raggiunto livelli che sfiorano il doppio rispetto ai valori del pre-Covid, quando le assunzioni con difficoltà di reclutamento erano al 28% del totale.
I profili introvabili (o quasi)
La difficoltà di reperimento è più diffusa a febbraio per i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi, per i quali in contratti di lavoro da attivare sono 130, per gli attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno (130 anch’essi) e per i fabbri ferrai costruttori di utensili (190). Per questi gruppi la difficoltà di reperimento è di circa l’80%. Con una percentuale appena inferiore si incontrano gli ingegneri, con 100 entrate programmate e difficoltà di reperimento del 79,2%. Seguono gli operai addetti a macchinari dell’industria tessile e delle confezioni (120 entrate previste; 77,2% di difficile reperimento) e gli operai specializzati della lavorazione del cuoio, delle pelli e delle calzature (170; 76).
Mese in calo, trimestre in ripresa
Per febbraio il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior prospetta che vengano attivati 8.800 contratti di lavoro nelle Marche, che salgono a 32.470 nel trimestre febbraio-aprile. La previsione mensile è in calo del 6% rispetto a febbraio 2024, mentre quella del trimestre, al contrario, fa riscontrare una crescita del 3,5%. Le tendenze marchigiane sono un po’ peggiori di quelle nazionali, che per febbraio segnano un calo dell’1% e per il trimestre febbraio-aprile una crescita del 6,1%.
Provincia per provincia
Si sottrae alla tendenza sfavorevole su base annua solo la provincia di Fermo, dove le imprese hanno in programma 820 entrate di personale, con un +6,5% rispetto a febbraio 2024. Il calo percentuale più consistente tocca la provincia di Pesaro-Urbino, le cui 2.100 entrate programmate perdono il 12,9% rispetto a un anno prima. Anche per la provincia di Ascoli Piceno la diminuzione è abbastanza rilevante (1.180 entrate programmate; -8,5% rispetto a febbraio 2024). La provincia di Ancona, con 2.820 contratti previsti, ha un calo del 5,4%. Calo più lieve per quella di Macerata (1.880 entrate programmate, -1,6%)
Frena anche il turismo
A flettere nel mese di febbraio sono sia le previsioni di entrate dell’industria (4.160, -5,9%) sia quelle dei servizi (4.640, -6,1%). A trascinare in negativo i dati dell’industria sono le industrie manifatturiere e public utilities (3.030 ingressi previsti a febbraio, -10,9% tendenziale), mentre per le costruzioni i contratti di lavoro previsti sono 1.130, in crescita del 10,8%. Per il terziario è il turismo a portare in campo negativo l’intero settore, per via di 810 entrate previste, oltre un terzo in meno rispetto a dodici mesi prima (-34,1%). Tutti in positivo, al contrario, gli altri comparti: il commercio (1.380, +5,3%), i servizi alle imprese (1.550, +2%) e i servizi alle persone (900, +2,3%).
Le professioni più richieste
Ma quali sono le professioni più richieste nelle Marche a febbraio? Anzitutto gli addetti alle vendite, con 860 richieste, che staccano quelle relative ai esercenti e addetti nelle attività di ristorazione, 640. Il borsino vede poi il personale non qualificato addetto a spostamento e consegna merci (530), seguito dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (470). Più giù gli operai specializzati addetti alle costruzioni e mantenimento di strutture edili (420) e gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (380). Livelli simili per meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine (380), seguiti dai conduttori di veicoli (360). Sotto la soglia delle 300 entrate previste si trovano fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (290) e i tecnici dei rapporti con i mercati (280).
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