in busta paga con i fringe benefit


  • Il governo ha confermato anche per il 2025 dei bonus bollette per i lavoratori pagati dal datore direttamente in busta paga.
  • La misura rientra nei cosiddetti fringe benefit, ovvero agevolazioni che non influiscono sulla parte strutturale dello stipendio e non concorrono alla formazione del reddito.
  • Per il bonus bollette sono state fissate delle soglie massime di erogazione in base alla composizione del nucleo familiare e al numero dei figli a carico.

La legge di bilancio 2025 ha sostanzialmente confermato l’erogazione dei fringe benefit per i lavoratori dipendenti, ovvero dei rimborsi che vengono riconosciuti dal datore di lavoro per sostenere i costi delle utenze di luce, acqua e gas, ma anche le spese dell’affitto, del mutuo o per il rifornimento di carburante.

Tra questi, in particolare, c’è il bonus bollette 2025 erogato direttamente in busta paga, da non confondere con lo sconto applicato da Arera sulle utenze delle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economica, che non concorre alla formazione del reddito ed è esentasse.

Scopriamo a chi spetta e come funziona il nuovo bonus bollette, quali sono gli importi riconosciuti alle famiglie e come riceverlo dal proprio datore di lavoro.

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Bonus bollette 2025 in busta paga: come funziona

Tra i numerosi bonus erogati in busta paga ai lavoratori c’è anche il bonus bollette 2025, cioè un rimborso per le spese sostenute per il pagamento delle utenze di luce, acqua e gas dell’abitazione in cui vive il dipendente o la sua famiglia. La possibilità rientra tra i cosiddetti fringe benefit e viene erogata a discrezione del datore di lavoro, che può stabilire in quale misura e a quali lavoratori erogare il rimborso.

Inizialmente è stato il decreto legge n. 115 del 9 agosto 2022 ad ampliare questa possibilità, che consente di riconoscere ai lavoratori oggi fino a un massimo di 2.000 euro di rimborso, in particolari condizioni, per sostenere il pagamento delle utenze, dell’affitto, del mutuo o le spese per il rifornimento di carburante.

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Ricordiamo che per i datori di lavoro l’erogazione di questo sostegno è facoltativo, ovvero trattandosi di uno strumento di welfare aziendale, può essere garantito a discrezione del titolare.

A chi spetta il bonus bollette in busta paga

bonus bollette busta paga

Per accedere al sostegno il dipendente può farne richiesta al titolare, che sceglie se erogarlo o meno. Va ricordato che le spese sostenute per il pagamento delle bollette devono essere opportunamente documentate e devono riguardare immobili a uso abitativo posseduti o detenuti, sulla base di un titolo, dal lavoratore, dal coniuge o dai suoi familiari a prescindere dal fatto che essi vi abbiano la residenza o il domicilio.

Si possono includere tra le spese domestiche, oltre a luce, acqua e gas, anche i costi sostenuti per il riscaldamento a livello condominiale: il rimborso, in questo caso, avviene solo per la quota individuale di spesa.

Nel caso in cui vi sia un contratto di affitto con utenze intestate al proprietario dell’immobile, il bonus rimane valido solo se nel contratto di locazione è stato specificato che il conduttore (o il suo coniuge o un familiare) sostenga la spesa per l’uso della casa.

Bonus bollette 2025: gli importi e le soglie massime

Il datore di lavoro può erogare il rimborso sulle spese relative alle bollette di luce, acqua e gas nel rispetto delle soglie massime di fringe benefits previste per l’anno in corso. Questi benefici possono essere erogati anche per sostenere le spese relative all’affitto dell’abitazione o per le rate del mutuo di acquisto della casa.

Solitamente, per i cosiddetti fringe benefit è prevista una soglia di esenzione annua pari a 258,23 euro, tuttavia negli anni questo limite è stato continuamente rivisto al rialzo. Per quanto riguarda il bonus bollette sono stati identificati importi diversi a seconda della composizione del nucleo familiare:

  • fino a 1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico;
  • fino a 2.000 euro per chi ha figli a carico.

Tali importi sono stati fissati per garantire un beneficio esentasse: qualora venissero superati, a discrezione dl datore di lavoro, andrebbero a incidere sul reddito imponibile del lavoratore.

Inoltre quest’anno è possibile accedere ad un limite aumentato a 5.000 euro nel caso in cui il lavoratore sposti la propria residenza per motivi di lavoro almeno di 100 chilometri.

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Come ricevere il rimborso in busta paga

Il bonus bollette è a libera discrezione del datore di lavoro, che può quindi decidere se erogarlo o meno ai propri dipendenti e in quale misura (nel rispetto delle soglie massime dei fringe benefits).

Tuttavia, ai fini dell’erogazione ci sono alcuni passaggi obbligatori per il datore di lavoro che sono stati evidenziati dall’Agenzia delle Entrate. Prima di erogare il bonus, infatti, il datore deve alternativamente:

  • acquisire la documentazione utile a giustificare la spesa (in questo caso per le bollette, il cui importo è stato rimborsato);
  • richiedere la compilazione di una dichiarazione sostitutiva con la quale il dipendente attesta il possesso dei requisiti per ricevere il beneficio e fornisce gli elementi necessari per l’identificazione.

Per evitare che il beneficio venga erogato più volte allo stesso lavoratore, inoltre, bisogna acquisire una seconda dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale si attesti che non sia avvenuto alcun rimborso delle stesse spese, anche presso altri datori di lavoro.



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