L’UE finanzia tre startup italiane e lancia l’innovazione nel mercato mondiale


L’edizione 2024 di Eic (European Innovation Council) Accelerator ha visto la presentazione di 1.200 candidature ma la vittoria di solo 71 startup e Piccole e Medie Imprese. Tra queste ne compaiono 3 italiane.

Le risorse a fondo perduto concesse dall’acceleratore raggiungono un massimo di 2,5 milioni di euro, con l’aggiunta di investimenti in equity. Vediamo meglio cos’è l’Eic Accelerator e quali sono le 3 startup italiane che hanno vinto.

Cos’è l’Eic Accelerator

L’Eic Accelerator è il programma di accelerazione dell’Unione Europea, il quale offre sostegno finanziario a startup e Piccole e Medie Imprese che propongono degli elementi innovativi. In questo modo, infatti, si punta sull’inserimento nei mercati europei e mondiali, oppure sulla creazione di nuovi. Per garantire la crescita e l’impatto delle aziende, l’acceleratore agisce nei settori industriale e tecnologico, garantendo due tipologie di finanziamento:

  • Contributo a fondo perduto del 70% delle spese concesse tra i 500 mila euro e i 2,5 milioni di euro. Il finanziamento è rivolto a tutte le attività di innovazione, da portare a compimento entro 24 mesi
  • Investimento in equity o quasi equity fino a 15 milioni di euro, rivolto ai progetti estremamente tecnologici

Tali finanziamenti hanno il fine di aiutare le startup e le PMI ad alti livelli di maturità, che consentano loro un ingresso nel mercato. Gli investimenti sostengono la crescita e la scalabilità delle aziende che ne beneficiano, grazie all’acquisizione di quote azionarie o altri strumenti finanziari partecipativi.

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Come funzionano i finanziamenti

L’Eic Accelerator garantisce un mix di contributi a fondo perduto ed equity, gestiti dall’Eic Fund, una società per azioni controllata dalla Commissione Europea, che agisce come investitore istituzionale e adotta una logica orientata all’impatto sociale e ambientale.

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L’acceleratore, dunque, dà risorse a fondo perduto per un massimo di 2,5 milioni di euro, a cui si aggiungono investimenti in equity fino a 15 milioni di euro. Il contributo massimo, perciò, è di 17,5 milioni.

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I vincitori dell’Eic Accelerator 2024

Il programma dell’Eic Accelerator è dedicato a startup e Piccole e Medie Imprese che agiscono nei settori di tecnologie digitali, life sciences e transizione energetica. In totale sono risultate vincitrici 71 imprese, provenienti da 16 Paesi differenti. Il budget stimato dedicato a queste è di 387 milioni di euro.

A presentare il maggior numero di vincitori è stata la Germania, con un numero pari a 15, seguita poi da 12 aziende dei Paesi Bassi. Per quanto riguarda l’Italia, sono presenti nell’elenco 3 startup, attive in diverse branche del settore life science: Aindo, NanoPhoria, Startric. Tutte e tre hanno chiesto il mix di contributi a fondo perduto e del finanziamento in equity.

Cos’è Aindo

Aindo, il cui fondatore è Daniele Panfillo, è una scaleup nata dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. L’azienda è specializzata in dati sintetici, ossia dati artificiali che presentano le stesse proprietà statistiche dei dati reali ma sono completamente anonimi. Aindo agisce in particolar modo in ambito sanitario.

L’Eic ha garantito alla società una sovvenzione di 2,1 milioni di euro, mentre rispetto ai finanziamenti in equity Aindo potrebbe aprire un nuovo round all’inizio del 2026. Nei round precedenti, la startup ha avuto come guida negli investimenti la compagnia Vertis.

Cos’è NanoPhoria

NanoPhoria è uno spin-off del Consiglio nazionale delle Ricerche, ha sede a Milano e si occupa di cura delle patologie cardiache. L’Eic ha garantito il massimo dei finanziamenti a fondo perduto, cioè 2,5 milioni di euro, e 15 milioni in equity.

Il progetto a cui sta lavorando NanoPhoria è relativo allo sviluppo di un trattamento per l’insufficienza cardiaca, che sta presentando ottimi risultati in fase pre-clinica. Il fondatore della startup è Claudio De Luca, mentre il partner di riferimento è il venture capital Sofinnova Partners, che nel 2022 ha dato alla startup 3,5 milioni di euro nell’ambito di un round di finanziamento seed.

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Cos’è Startric

La startup di Milano Startric propone un innovativo trattamento per la Rigurgitazione tricuspidale, ovvero una patologia in cui la valvola tricuspide del cuore non si chiude nel modo corretto.

Il gruppo di Startric, infatti, è composto da esperti nel settore della cardiochirurgia e intende replicare la tecnica Clover, attraverso una tecnologia proprietaria, in modo da riparare chirurgicamente a cuore aperto la valvola tricuspide, grazie all’ausilio di un dispositivo poco invasivo.



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