Pensioni, puoi avere tutti questi bonus con un click sul sito dell’Inps


Ci sono diversi bonus che possono spettare in aggiunta alla pensione ma di cui ancora oggi ci sono pensionati che non ne beneficiano. Si parla infatti di “diritti inespressi”, proprio a indicare appunto che per quanto si tratti di un diritto non viene goduto dalla persona interessata.

La ragione è una, la scarsa conoscenza delle norme che regolano il diritto alla pensione in particolare su tutte quelle misure che vanno a sostegno dei redditi più bassi riconoscendo loro una maggiorazione, un bonus o un’integrazione dell’assegno percepito. Strumenti che tuttavia non sempre si applicano in automatico, in quanto deve essere il pensionato interessato a inoltrare la domanda.

A tal proposito, sono diverse le misure che possiamo catalogare tra i “diritti inespressi”: la buona notizia è che se non ne avete mai goduto siete ancora in tempo per farne domanda – attraverso l’apposito servizio “consulente digitale delle pensioni” – e recuperare gli arretrati degli ultimi 5 anni.

Vediamo dunque quali sono i bonus per cui basta un click sul sito dell’Inps per beneficiarne, nonché quali sono i requisiti da soddisfare a seconda dei casi.

Pensioni, puoi avere tutti questi bonus con un click

Una delle misure più importanti che possiamo catalogare tra i diritti inespressi è l’integrazione al trattamento minimo di pensione, ossia quella misura che integra gli assegni di importo molto basso fino a fargli raggiungere la soglia minima prevista.

Nel dettaglio, nel 2025 l’importo della cosiddetta pensione minima è pari a 603,40 euro: ciò significa che se la pensione percepita è più bassa si può fare richiesta di integrazione così da raggiungere il minimo previsto dalla normativa. Ciò, però, è possibile solo a quei pensionati che hanno l’assegno calcolato con il sistema retributivo o misto, quindi per chi ha almeno un contributo settimanale versato entro il 31 dicembre 1995.

Richiedi prestito online

Procedura celere

 

Inoltre, bisogna soddisfare dei requisiti reddituali. La somma di tutti i redditi percepiti, infatti, deve essere inferiore a 7.844,20 euro; si tiene anche conto del reddito dell’eventuale coniuge, con il limite complessivo che in questo caso non deve superare i 23.532,60 euro.

Spettano poi, nonostante l’introduzione dell’Assegno unico universale ne abbia limitato la portata, gli Assegni per il nucleo familiare (Anf), ma solo per i seguenti componenti del nucleo familiare:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato o la parte di unione civile non sciolta da unione civile;
  • l’unito civilmente;
  • i fratelli, le sorelle e i nipoti in linea collaterale del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili, se orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto alla pensione ai superstiti.

Ci sono anche qui dei requisiti da soddisfare, in particolare per quanto riguarda i limiti di reddito. Sono indicati nella tabella seguente, contenente anche gli importi degli Anf aggiornati fino a giugno 2025.

Allegato 1 alla circolare Inps n. 65 del 15 maggio

Clicca qui per le tabelle con tutti gli importi e i limiti di reddito degli ANF nel periodo compreso tra l’1 luglio 2024 e il 30 giugno 2025.

Inoltre, molti non sanno che alla morte del titolare di pensione sulla quale venivano riconosciuti gli Anf, il coniuge superstite – al quale viene riconosciuta, sempre su domanda dell’interessato, la pensione di reversibilità – può continuare a beneficiare degli assegni familiare per se stesso, a patto però che si trovi, causa infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di avviare o essere avviato un’attività lavorativa.

In tal caso si parla di assegno di vedovanza, del quale appunto ne può beneficiare il coniuge superstite solo se inabile al lavoro. Gli importi, come pure i limiti di reddito, sono sempre indicati nella suddetta tabella Anf.

Ci sono poi le maggiorazioni sociali, ossia l’incremento delle prestazioni previdenziali rivolto ai pensionati economicamente svantaggiati con almeno 60 anni di età. Questi aumenti si applicano alle pensioni a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), delle forme esclusive e sostitutive della stessa e delle gestioni speciali per lavoratori autonomi, a condizione che non si superino determinati limiti di reddito. Le maggiorazioni si estendono anche ad alcune prestazioni assistenziali, come l’Assegno sociale e le provvidenze per invalidi civili, ciechi e sordomuti.

Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

L’importo delle maggiorazioni sociali è fisso e non soggetto a perequazione annuale. Attualmente, gli importi sono:

  • 25,83 euro al mese per i pensionati di età compresa tra 60 e 64 anni.
  • 82,64 euro al mese per coloro che hanno tra 65 e 69 anni.
  • 136,44 euro al mese per i pensionati con almeno 70 anni, ridotti a 124,44 euro per chi percepisce la quattordicesima mensilità.

A partire dai 70 anni, spetta quindi il cosiddetto incremento al milione. L’età minima per ricevere l’incremento può essere ridotta da 70 a 65 anni in base agli anni di contribuzione maturati: ogni 5 anni di contribuzione permettono di anticipare di un anno il requisito anagrafico, con una soglia minima di 2 anni e mezzo di contributi.



Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Conto e carta

difficile da pignorare