Più facile aprire partita Iva e nuovi bonus e agevolazioni al via quest’anno


Perché è più facile aprire una partita Iva quest’anno? Quest’anno entrano in vigore una serie di novità per i liberi professionisti che rendono più semplice l’apertura di una Partita Iva. Si tratta di agevolazioni destinate soprattutto a chi intraprende una nuova attività. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

  • Aprire una Partiva Iva diventa più semplice, le novità al via quest’anno
  • I bonus e le agevolazioni disponibili quest’anno
  • E inoltre…

Aprire una Partiva Iva diventa più semplice, le novità al via quest’anno

C’è un grande vantaggio per chi apre la Partita Iva quest’anno 2025 e si iscrive alle Gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti. E’, infatti, possibile chiedere la riduzione contributiva del 5% per i primi tre anni di attività.

Questo si traduce in una riduzione dei contributi fissi obbligatori da pagare, che scendono a circa 2.200 euro. Inoltre, la percentuale da calcolare sui redditi effettivamente guadagnati per versare ulteriori contributi è ridotta al 12%.

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Si tratta di una novità che certamente semplifica la vita a chi deve aprire una Partita Iva quest’anno, perchè ne riduce i costi permettendo al professionista di incassare di più.

Inoltre, la procedura di apertura di una Partita Iva si può fare direttamente online e senza alcun costo: basta accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate, compilare il modello AA9/12 e indicare il codice Ateco della propria attività. Bisogna poi scegliere il regime fiscale, se forfettario o ordinario, e quindi iscriversi alle Casse previdenziali di interesse.

Le agevolazioni e i bonus previsti quest’anno

Diverse sono le agevolazioni e i bonus disponibili quest’anno per chi ha una Partita Iva, sia ordinaria che forfettaria. 

Tra le prime agevolazioni approvate c’è l’aumento del limite di reddito da lavoro dipendente, co.co.co e da pensione che passa da 30mila a 35mila euro lordi per poter aderire al regime forfettario nel 2025. 

Chi rientra nel regime forfettario, poi, non deve più pagare le tasse sui rimborsi spesa per incarichi addebitati ai clienti e le spese sostenute per rappresentanza e omaggi diventano deducibili, a condizione, però, che vengano effettuate con mezzi di pagamenti tracciabili.

Un’altra agevolazione per le partite Iva forfettarie riguarda l’uso delle fatture semplificate: stando, infatti, a quanto approvato, si potranno fare anche per le operazioni il cui valore supera 400 euro.

Precisiamo che la fattura elettronica semplificata permette di inserire un numero inferiore di informazioni, ma è comunque valida, e prima si poteva utilizzare una fattura semplificata per importi entro i 400 euro, mentre da quest’anno è accessibile anche se si supera tale cifra.

E’, inoltre, ancora disponibile nel 2025 per i titolari di partita Iva l’Iscro, Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, una sorta di indennità di disoccupazione per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata dell’Inps, che prevede un contributo mensile, da un minimo di 250 euro ad un massimo di 800 euro per 6 mesi.

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Per ottenere l’indennità, bisogna soddisfare specifiche condizioni, come:

  • aver aperto la partita Iva da almeno tre anni;
  • aver versato regolarmente i contributi previdenziali obbligatori;
  • non percepire l’assegno di inclusione;
  • non avere trattamenti pensionistici diretti o altre forme previdenziali obbligatorie.

E inoltre…

Spettano poi anche ai titolari di Partita Iva i bonus riconosciuti per i figli, come il bonus nuove nascite e il bonus asilo nido.

Il primo consiste in un contributo una tantum del valore di mille euro, destinato a famiglie con un valore Isee entro i 40 mila euro, per ogni figlio nato o adottato a partire dal primo gennaio di quest’anno. 

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C’è poi il bonus asilo nido, il cui importo varia in base al valore Isee di ogni nucleo familiare e anche nel 2025 è di 3.000 euro annui per chi ha un Isee fino a 25.000 euro, pari a 272,70 euro al mese; 2.500 euro annui per chi ha un Isee fino a 40.000 euro, pari a 227,20 euro mensili; e 1.500 euro annui per chi ha un Isee superiore ai 40.000 euro, per 136,30 euro al mese.

E’ previsto anche un aumento della misura per i nuovi nati fino a 3.600 euro annui ma solo per i nuclei familiari con Isee minorenni fino a 40mila per i nuovi nati. 

 

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