Telemetria test Bahrain, Ferrari: cosa ha detto la simulazione gara di Leclerc – Analisi Tecnica


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La seconda giornata dei test in Bahrain è stata caratterizzata dalle prime simulazioni di gara, un momento sempre atteso per avere qualche indicazione più concreta sul passo delle vetture. Tuttavia, come sempre nei test, il quadro è ancora nebuloso, con molte variabili sconosciute come le mappature motore, i carichi di carburante e le regolazioni di assetto. Detto questo, dalle simulazioni emergono alcuni dati interessanti che possiamo usare come spunto di riflessione.

Ferrari: peggio del previsto o solo un’impressione?

Nel pomeriggio hanno effettuato una simulazione di gara completa la Ferrari con Leclerc, la Mercedes con Antonelli e la McLaren con Norris. Guardando la simulazione in diretta, la SF-25 sembrava nettamente in difficoltà rispetto a McLaren e Mercedes. Tuttavia, riallineando i tempi e considerando le medie complessive, si scopre anzitutto che il passo di Ferrari e di Mercedes erano praticamente identici.

Entrando nel dettaglio, i primi dieci giri di Leclerc sono stati molto buoni, ma con il progressivo alleggerimento della vettura le prestazioni sono leggermente peggiorate, soprattutto in termini di costanza, segno di una monoposto che evidentemente diventava più nervosa e complicata da gestire man mano che consumava il carburante.

Dalla telemetria media emerge poi un altro punto chiave: Leclerc è costantemente il più lento in allungo, il che suggerisce una configurazione aerodinamica o di power unit differente rispetto agli altri.

SF25: posteriore da correggere ma ottime risposte agli input

Non solo motore però: la sensazione è che ci sia ancora del lavoro da fare sull’assetto al posteriore. Sappiamo che il Bahrain è una pista rear-limited, e abbiamo visto tante volte la SF25 scomporsi perdendo appunto il retrotreno sia tra le mani di Hamilton che tra quelle di Leclerc. Addirittura il monegasco si è girato da solo all’ultima curva lanciandosi per un tentativo di giro veloce, all’apparenza per un’attuale difficoltà della monoposto a scaricare a terra i cavalli della Power Unit. Da lì nasce appunto il testacoda, ma anche tante delle correzioni viste in uscita curva, proprio quando i piloti tornano sul pedale dell’acceleratore. Il ritardo nell’accelerare dovuto a questa difficoltà e alla necessità di non surriscaldare il posteriore su questa pista giustificano anche, almeno in parte, le velocità di punta inferiori.

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Un altro dato interessante dalla telemetria media è che Leclerc perde tempo principalmente in frenata e ingresso curva. Questo potrebbe indicare un problema di fiducia con la macchina in quella fase, specialmente per quel che riguarda la meccanica dell’avantreno. E qui, ovviamente, subentra la valutazione sulla nuova sospensione anteriore con schema pull-rod, che ha una sua curva di apprendimento e che i piloti hanno bisogno di girare in pista per imparare a conoscerla.

L’impressione sulla rossa è, quindi, che la SF25 non sia ancora a punto, specialmente dal punto di vista meccanico, ma che per questo abbia ancora ampi margini di miglioramento, a partire dalla gestione del posteriore. L’aspetto positivo principale visto in questi giorni però è che la monoposto di Maranello sembra comportarsi come si aspettano gli ingegneri quando si lavora sugli assetti, con il bilanciamento che è già migliorato molto, tanto che abbiamo visto un giro di Lewis Hamilton particolarmente pulito e preciso, con una vettura stabile, per cui la correlazione tra quello che si aspettano gli ingegneri e le risposte della vettura agli input di assetto sembra per ora essere molto buona.

Mercedes: Antonelli impressiona per costanza

Il pomeriggio di Andrea Kimi Antonelli, in sostituzione di Russell, è stata particolarmente interessante perché anche il giovane italiano ha effettuato la simulazione gara. Al di là dei tempi, Antonelli ha messo in mostra una regolarità notevole nel passo gara, con tempi estremamente consistenti. Abbiamo visto pochi dati del neo pilota della Mercedes, ma ogni volta che è salito in macchina ci ha stupiti per qualcosa, sia essa la velocità o la regolarità. Il trend dei tempi della sua simulazione è stato comunque leggermente in crescita, il che indica un degrado più pronunciato rispetto a Leclerc, ma nel complesso la media tra Ferrari e Mercedes è risultata praticamente identica, nello stesso decimo.

McLaren: degrado inesistente e passo impressionante

Se, invece, c’è un team che oggi ha davvero impressionato è McLaren, con Lando Norris autore di una simulazione di gara strepitosa. Il degrado gomma è stato praticamente inesistente, e il passo medio è stato di circa mezzo secondo al giro più veloce rispetto a Leclerc e Antonelli.

Non sappiamo esattamente con quali configurazioni e mappature motore abbiano girato, ma l’impressione è che la MCL38 riesca a proteggere molto bene il retrotreno, permettendo ai piloti di spingere giro dopo giro senza dover gestire troppo le gomme. Questo spiegherebbe anche la grande costanza di Norris, che ha tenuto un ritmo estremamente competitivo senza apparente difficoltà.

Cosa possiamo (e non possiamo) dire dopo questa giornata

Quello che emerge da questa seconda giornata di test è che McLaren sembra aver trovato un ottimo equilibrio e probabilmente non sarà lenta in questa stagione. Tuttavia, questo non significa che Ferrari o Mercedes (o RedBull, oggi al lavoro con Lawson ma senza cercare performance di alcun tipo) siano in difficoltà definitive.

Le variabili in gioco sono ancora troppe, e il Bahrain è una pista particolare: lo scorso anno proprio la McLaren, che poi si sarebbe rivelata una delle migliori monoposto della stagione, faticò parecchio nei primi GP perché non riusciva a gestire bene il posteriore e ciò dimostra quanto sia difficile interpretare i dati di un singolo test senza il quadro completo. Dunque, al momento c’è più fumo che sostanza, ed è troppo presto per stabilire gerarchie definitive.

Nella terza giornata si comincerà a vedere qualcuno spingere maggiormente, sia sul giro secco che nei long run e si potrebbe iniziare ad intuire i valori in pista, anche se prima della prima qualifica rimarranno comunque gli interrogativi che sono d’obbligo.

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