Tra Lago e Montagna: breve rubrica per analizzare i riflessi del boom turistico. Partiamo da Valvarrone e Sueglio


Ormai non è più un segreto. Nell’ultimo lustro il Lago di Como si è ormai affermato tra le mete turistiche più gettonate nel panorama italiano, soprattutto a livello di presenza straniera. Certo, le grandi città come Roma, Milano, Napoli, Firenze e Venezia la fanno ancora da padrone. Tuttavia, pensare di posizionarsi immediatamente alle spalle di questi “mostri sacri” in un Paese che fa del turismo uno dei suoi principali “carburanti” non è cosa da poco. 
In questa breve rubrica – tre uscite compresa quella che state leggendo – cercheremo di analizzare i riflessi che il boom turistico del Lario, con particolare riferimento alla sua sponda orientale, ha avuto e sta avendo sui territori che al Lago di Como sono limitrofi. Più precisamente, cercheremo di concentrarci su Valvarrone e Alta Valsassina, due aree che – con numeri, storie e caratteristiche naturali, sociali, economiche e culturali diverse – lottano per mantenere vive le proprie comunità e i propri territori. Negli ultimi tempi, tra le prospettive più incoraggianti messe sul tavolo per favorire questo processo c’è certamente quella dello sviluppo turistico. Un turismo “slow”, non di massa, che si muova (anche) a partire dalla posizione consolidata dei vicini “laghee”, per poi valorizzare le peculiarità di aree che, quantomeno sulla carta, hanno parecchio da offrire. La prima domanda a cui cercheremo di dare risposta nelle righe che seguono è proprio questa: a che punto siamo quando parliamo di sviluppo turistico tra Alta Valsassina e Valvarrone? In questo caso lasceremo parzialmente da parte il turismo “mordi e fuggi”, quello di giornata, concentrandoci invece sui soggiorni e analizzando quindi l’andamento degli acquisti di seconde case e quello degli affitti brevi.
Non parleremo solo di turismo, però, in questa rubrica. Se gli esercizi commerciali del lago hanno giovato di un afflusso di visitatori in costante crescita, non manca qualche riflesso negativo. “Overtourism” è un termine ormai tristemente noto per i piccoli borghi quali Varenna, che non di rado si trovano di fronte a una “marea umana” che spazi così ridotti non consentono di “incanalare” efficientemente. Il tema immediatamente correlato al turismo è allora quello relativo alla qualità e ai costi della vita per chi sul Lario ci vive tutto l’anno. Il nostro secondo quesito è dunque il seguente: esiste un fenomeno di “abbandono” delle aree a forte presenza turistica in favore delle aree interne meno “affollate”? L’analisi cadrà in questo caso sui trasferimenti di residenza in Valvarrone e in Alta Valsassina.
Muovendoci tra questi due macro-temi, cercheremo di conoscere più a fondo le realtà di Valvarrone e Sueglio (prima uscita), di Premana (seconda uscita) e dell’Alta Valsassina (terza uscita).

VALVARRONE 
Il primo territorio che cerchiamo di mettere sotto la lente d’ingrandimento è quello della Valvarrone, con particolare riferimento all’omonimo comune e a quello di Sueglio. In questo caso, sono i primi cittadini dei due enti che ci restituiscono l’immagine aggiornata della situazione, oltre a qualche considerazione di più ampia visione.

Introzzo


Luca Buzzella
– sindaco di Valvarrone – descrive una tendenza cautamente positiva in termini di presenza turistica in generale, mentre riporta una recente ripresa dell’acquisto di immobili in varie frazioni del suo comune, aspetto che giudica incoraggiante.

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Dilazione debiti

Saldo e stralcio

 

Vista da Valvarrone

“Sentendo alcuni operatori del settore, abbiamo notato che nel periodo post-Covid, e in maniera più marcata nell’ultimo biennio, c’è stato un lieve aumento delle vendite di case” ci spiega il sindaco. Una crescita che riguarda anche le frazioni più “interne” di Valvarrone, che sono anche quelle più svantaggiate in termini logistici: “certo ad Avano (la località più lontana dal lago, ndr) non si è mosso nulla; però, a Tremenico e a Introzzo si sta manifestando un rinnovato interesse per l’acquisto di immobili nel centro storico, spesso da parte di stranieri dell’Unione Europea”.  
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Vestreno

Scendendo verso il lago – dunque, parliamo principalmente della frazione di Vestreno – quella che emerge è invece una realtà da sempre più dinamica, sia in termini di famiglie che scelgono di trasferirsi lì a vivere, sia sul lato turistico. “Vestreno è certamente più rilevante in termini di affitti brevi, contando circa venticinque case vacanza che attraggono ogni anno un discreto numero di turisti, spesso stranieri” chiarisce ancora Buzzella. 
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Lavadee

Il quale identifica tra i motivi di questa (parziale ed embrionale) ripresa proprio il boom del turismo lariano: “sul lago c’è stato un incremento del prezzo degli immobili e dei costi della vita in generale. Noi ne abbiamo un po’ beneficiato indirettamente”. “La scelta della Valvarrone da parte sia di turisti che di famiglie che pensano di trasferirsi qui a vivere è una scelta che racchiude sia fattori economici sia ragioni di “tranquillità”” aggiunge ancora il primo cittadino di Valvarrone, spiegando come le frazioni più “basse” del suo comune siano di fatto a dieci minuti di auto dal lago, ma allo stesso tempo fuori dai flussi turistici più consistenti.
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Avano

“Alla inevitabile mancanza di qualche servizio compensiamo con questi punti di forza” spiega Buzzella, il quale si augura che “le seconde case che oggi sono “tralasciate” e sottoutilizzate vengano messe in vendita e acquistate da nuovi proprietari in grado di rivalorizzarle, per venirci a vivere o per villeggiatura”. 
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Finanziamenti e agevolazioni

Agricoltura

 

Roccoli Lorla

“La speranza è anche che le famiglie si trasferiscano qui” aggiunge “alcune giovani coppie hanno già deciso di rimanere a vivere a Valvarrone, anche nelle frazioni più interne. Noi come comune cerchiamo con tutte le forze e tra mille difficoltà di mantenere i servizi, sperando di favorire un certo ripopolamento. La “croce” è sempre la strada (la SP 67, notoriamente “impervia”, ndr), che sicuramente ha bisogno di notevoli investimenti per adeguarla al traffico legato al flusso turistico che si è venuto e si sta venendo a creare”. Buzzella ha chiuso la sua riflessione chiarendo che “si parla di numeri che magari fanno un po’ sorridere se confrontati con realtà sul lago, però per noi la speranza è che questo sia un segno di inversione di tendenza e di rivalutazione, riscoperta e rivitalizzazione dei nostri paesi e dei loro centri storici”. 
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Introzzo

Presenza turistica consolidata nelle frazioni più vicine al lago (Vestreno), leggera ripresa nella parte più alta della vallata con l’acquisto di immobili nei centri storici di Tremenico e Introzzo (spesso da parte di stranieri), oltre a qualche famiglia che si è trasferita a vivere a Valvarrone. Queste, in breve, le tendenze per la vallata che sono emerse dalle parole di Luca Buzzella.
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Sueglio

Prospettive tutto sommato condivise anche dal sindaco di Sueglio Sandro Cariboni, che, in riferimento al proprio comune, dichiara come “effettivamente qualcosina si è mosso in termini di acquisto di case”, identificando tra le ragioni della leggera ripresa “l’aumento esorbitante degli affitti e dei costi di acquisto sul Lario”, oltre alla “sostanziale vicinanza al lago di un paese come Sueglio”. La prospettiva generale suggerita da Cariboni sembra tuttavia meno ottimista. “Il ragionamento è questo: in Valvarrone posso riuscire ad avere una casa di proprietà, l’aria è buona e c’è il sole. Per il resto però non c’è assolutamente nulla”. Con quel “nulla” che significa carenza cronica di servizi. “Nonostante il PNNR, che ha portato investimenti sostanzialmente legati ad interventi manutentivi per il dissesto idrogeologico e all’efficientamento energetico, i piccoli comuni peccano ancora da questo punto di vista. Una persona si trasferisce in montagna solo se ha dei servizi. A quel punto, una scelta di vita di questo tipo può essere certamente incentivata da costi inferiori e da una qualità della vita di paese che, a mio parere, è sempre maggiore di quella della vita di città”.
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Sommafiume

Cessione crediti fiscali

procedure celeri

 

Sul lato turistico, il primo cittadino di Sueglio restituisce invece un’immagine leggermente più confortante. “Le estati sono cambiate, a Milano fa molto caldo, ed essere anche solo a mille metri di altitudine ti permette almeno di dormire senza condizionatore di notte. A Loco Tocco e a Sommafiume effettivamente tutte le case ristrutturate sono state affittate, perché la gente, o almeno qualcuno, tutto sommato si accontenta di quello che abbiamo da offrire”. Anche in questo caso, tuttavia, i crudi numeri permettono di analizzare più realisticamente la situazione. “A Sueglio hanno costruito in deroga un albergo molto molto bello” ci racconta il sindaco “però l’affluenza è ai minimi del sostentamento. Tanto di cappello per come viene mantenuto, però i numeri sono quelli. Stessa cosa per il ristorante, che da noi è aperto a rischio e consumo suo. E per molte attività la domanda è: per quanto rimarrà aperta?”.

Si ringrazia Emilio Buzzella per il contributo fotografico



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