
Il report, elaborato dagli analisti di Scope, analizza in dettaglio le principali società della difesa, evidenziando come l’aumento delle commesse militari per il piano “ReArm Europe” stanno facendo crescere la domanda di armamenti e allo stesso tempo stanno mostrando le debolezze strutturali del settore sul lungo periodo in termini di produzione, R&D, supply chain e finanziamenti.
I punti principali:
Il passaggio dell’Europa a una difesa più indipendente, mentre gli Stati Uniti perseguono la loro politica “America-first”, sta saturando rapidamente i portafogli ordini degli aziende europee che operano nel settore della difesa.
Le prospettive sono rosee nel breve termine per le aziende, dato che l’aumento del flusso di cassa crea ulteriore liquidità per i nuovi investimenti.
A lungo termine, le aziende si trovano però ad affrontare molteplici sfide di natura finanziaria e industriale, dovute alla mancanza di scalabilità del settore europeo, alla frammentazione (appalti, supply chain) e a un livello di R&D relativamente basso rispetto agli Stati Uniti.
Una combinazione di impegno politico duraturo a favore di una maggiore spesa per la difesa, di riforme più ampie volte all’autonomia strategica dell’Europa e di maggiori investimenti del settore privato dovrebbe creare una base militare-industriale più forte in Europa.
Per competere con le aziende statunitensi, le imprese europee devono intensificare gli sforzi di R&D congiunti nell’ambito di progetti finanziati dall’UE. Il Future Combat Air System (FCAS) – un programma trilaterale tra Francia, Germania e Spagna per lo sviluppo di un jet da combattimento di nuova generazione – è un esempio di come l’Europa potrebbe collaborare maggiormente in futuro.
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