
L’iter del decreto bollette si complica alla Camera: la proroga dell’obbligo di assicurazione anticatastrofale e la revisione del bonus elettrodomestici incontrano ostacoli. Entrambi gli emendamenti, presentati da Fratelli d’Italia, sono stati dichiarati inammissibili dalla commissione attività produttive. Tuttavia, mentre il bonus per frigoriferi e lavatrici è stato reintegrato dopo un ricorso, la proroga dell’obbligo assicurativo è stata definitivamente accantonata.
Bonus elettrodomestici, tutte le novità
Le imprese, preoccupate per i tempi sempre più stretti, temono che l’obbligo diventi di fatto inapplicabile. Per quanto riguarda il bonus elettrodomestici, la proposta di Silvio Giovine punta a eliminare il click day, introducendo lo sconto in fattura sul modello del Superbonus. L’Aires, associazione dei retailer specializzati, aveva infatti chiesto un sistema che non penalizzasse i negozi fisici. La soluzione individuata richiama il bonus TV 2024: chi acquista un nuovo elettrodomestico potrà ottenere lo sconto immediato rottamando il vecchio apparecchio, con il venditore che recupererà l’importo tramite credito d’imposta.
Modifiche ai requisiti di risparmio energetico
Novità anche sui requisiti energetici: mentre la legge di bilancio prevedeva almeno la classe B, l’emendamento elimina questo vincolo, stabilendo solo che il nuovo apparecchio dovrà essere più efficiente di quello sostituito. Sarà un decreto attuativo del Mimit e del Mef a definire la soglia minima, ma il provvedimento, atteso per febbraio, non è ancora stato emanato.
Emendamenti dichiarati inammissibili
Sul fronte dell’assicurazione anticatastrofale, l’emendamento di Riccardo Zucconi (FdI), che chiedeva una proroga di sette mesi, è stato respinto. Il governo potrebbe comunque intervenire nei prossimi giorni, anche in vista dell’incontro tra il Mimit, imprese e assicurazioni previsto per lunedì. Gli artigiani sperano che il tema venga affrontato già nel Consiglio dei ministri di venerdì.
Nessuna esenzione per le auto aziendali
Infine, nessun via libera neanche per la proposta di Marco Osnato (FdI), che intendeva esentare le auto aziendali prenotate nel 2024, ma consegnate nel 2025, dal nuovo regime fiscale sui fringe benefit. Il tema potrebbe tornare in un altro provvedimento in discussione in Parlamento.
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