
MODA. CHIUDE IL MEET ITALIAN BRANDS 2025: OLTRE 100 B2B CON PMI CAMPANE E 50 VISITE AZIENDALI DI BUYERS STRANIERI PROVENIENTI DA 35 PAESI
Al via un Protocollo di Cooperazione tra Università del Mediterraneo e una Rete di Imprese per progetti strategici
Napoli, 27 marzo 2025. Circa 100 buyer stranieri provenienti da 35 Paesi, con una forte componente africana, impegnati in oltre 100 incontri b2b con aziende campane di piccole e medie dimensioni, selezionate attraverso una Manifestazione d’Interesse emanata dalla Regione Campania, e in oltre 50 visite presso le sedi aziendali per stringere partnership e accordi commerciali.
Sono i numeri del ‘Meet Italian Brands 2025’, il programma di promozione ed internazionalizzazione che si è tenuto dal 24 al 26 marzo 2025 presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, con l’obiettivo di proiettare le aziende che operano con il proprio brand e quelle che producono con il marchio del committente sui mercati internazionali, favorendone il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale.
Il progetto ha coinvolto: Regione Campania, ITA-ICE – agenzia per l’internazionalizzazione, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Confindustria Campania e Unione Industriali Napoli, CIS-Interporto Campano – Nola Business Park, Mostra d’Oltremare Spa, Università della Campania Luigi Vanvitelli, con il sostegno di Assocalzaturifici, Praxi, EY, ed ha come partner Confindustria Moda e Museo della Moda Regionale. Main Sponsor Unicredit
Il ‘Meet Italian Brands’, in particolare, è un fashion event internazionale, giunto alla sua terza edizione, dedicato alle produzioni di eccellenza della moda in Campania dei settori abbigliamento donna, uomo, bambino e accessori, calzature e pelletteria e caratterizzato da un format innovativo: non solo “esposizione, contatti e vendita”, ma anche confronto e crescita formativa.
I buyer selezionati, invitati ed ospitati da ITA-ICE (Agenzia per l’internazionalizzazione che opera attraverso circa 80 uffici presenti in tutto il mondo) per individuare imprese del Made in Campania con cui creare accordi produttivi/commerciali, hanno avuto la possibilità non solo di incontrare le aziende negli spazi espositivi allestiti alla Mostra d’Oltremare, ma anche di visitare fisicamente i loro stabilimenti di produzione.
Il momento business oriented è stato arricchito da un cospicuo numero di talk in cui, rappresentanti di grandi marchi, addetti del settore e istituzioni hanno potuto confrontarsi e condividere tematiche che fanno riferimento alle leve dello sviluppo del settore quali ricerca, innovazione, promozione di nuovi mercati, sostenibilità ambientale e sociale, nuove tecnologie, formazione.
Tre le principali novità emerse dai workshop, un protocollo di cooperazione sulla moda tra Università del Nord e del Sud del Mediterraneo nell’ambito della formazione, innovazione e ricerca, per formare le figure professionali del domani. In particolare, con il contributo di ITA-ICE, sono stati individuati istituti universitari dei Paesi del mediterraneo interessati a stringere un accordo con l’Università della Campania Luigi Vanvitelli per formare mano d’opera specialista da utilizzare nelle aziende della moda e del tessile, quali sarti, orlatori, tagliatori artigianali, modellisti. Un’iniziativa che ha avuto anche il plauso del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto con un messaggio alla cerimonia di apertura dei lavori: “Esprimo soddisfazione per il protocollo di cooperazione sulla moda che verrà presto sottoscritto tra Università Vanvitelli e prestigiosi atenei africani, grazie alla collaborazione con Ice. Un’iniziativa pienamente in linea con il Piano Mattei, che contribuirà a rafforzare i legami tra paesi del Nord e del Sud del Mediterraneo”.
Annunciata, inoltre, la realizzazione di una rete d’imprese tra le aziende del settore moda, uno strumento moderno che consentirà di sviluppare progetti comuni, per evitare la dispersione di idee e risorse e convergere e lavorare in maniera sinergica su iniziative di tutta la filiera.
Per Luigi Giamundo, Presidente della Sezione Moda di Unione Industriali Napoli e ideatore dell’evento: “Il Meet Italian Brands si conferma essere una vetrina strategica per le eccellenze della moda campana sullo scenario internazionale. La presenza di buyer internazionali, il fitto programma di incontri B2B e le numerose visite aziendali testimoniano l’interesse sempre più forte verso il nostro sistema produttivo, ricco di tradizione, artigianalità e innovazione. Questa iniziativa, nata dalla volontà di creare nuove opportunità per le piccole e medie imprese del nostro territorio, si è affermata come un modello di internazionalizzazione efficace, capace di coniugare esposizione, business e crescita formativa. Il protocollo di cooperazione tra le università del Nord e del Sud del Mediterraneo e la creazione di una rete d’imprese del settore rappresentano passi concreti verso un futuro più competitivo e sinergico per il nostro comparto. Il nostro impegno per il Made in Campania continua con determinazione, per consolidare il ruolo della Campania come polo d’eccellenza della moda italiana.”
Il Settore della Moda in Campania
L’iniziativa, elaborata in linea con le strategie individuate dalla Regione Campania, fa parte di una strategia più ampia che vede i principali attori istituzionali del territorio nel settore assieme per valorizzare una delle filiere produttive più estese e articolate del panorama locale e nazionale, per la grande molteplicità di settori merceologici e di segmenti di mercato.
La Campania, infatti, con 27.000 aziende dell’intera filiera, è la seconda regione italiana e la prima regione del Sud Italia per numero di imprese attive nella Moda, con circa 20 miliardi di fatturato all’anno e 110.000 addetti (9% del dato nazionale e 50% di quello del Sud in riferimento al numero degli addetti ed a quello delle aziende). Un sistema animato prevalentemente da micro (33%) e piccole aziende (60%), che si conferma una presenza significativa nel panorama del fashion system internazionale.
La filiera regionale del TAC (tessile, abbigliamento, calzature) è la più estesa e articolata, e in più si completa con accessoristica, oreficeria, occhialeria, cosmetici.
E’ un comparto caratterizzato da innovazione e supportato da centri di ricerca e di alta formazione attivi nella sperimentazione di tessuti sostenibili e di abbigliamenti innovativi, attraverso il design di traiettorie tecnologiche in grado di rispondere alle esigenze di qualità nella produzione secondo le aspettative dei mercati esteri.
Elemento distintivo è il segmento Private Label, cioè le aziende che producono prodotti di eccellenza con il marchio del committente, che rappresenta il 40% del settore e offre grandi opportunità di crescita sui mercati internazionali.







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