
Lacchiarella, 2 aprile 2025 – Il Superbonus si è trasformato in un “super malus” per 65 famiglie di Lacchiarella che si trovano costrette a finanziare i lavori a proprie spese per un importo stimato di oltre 3 milioni di euro, senza contare gli interessi per un eventuale dilazionamento della spesa.
Se i lavori non dovessero concludersi, saranno obbligati a restituire anche i soldi già prelevati dal cassetto fiscale. Inoltre, pende anche il diktat del Comune, poiché dovrà essere presentato un cronoprogramma e i lavori dovranno iniziare entro il 2 maggio.
“Siamo come condannati a morte. Oltre a dover sostenere le spese legali per le denunce presentate contro Fenice Benefit e l’ex amministratore Miotti, dovremo pagarci i lavori non fatti da chi ha intascato i soldi. Per completare i lavori c’è una cifra stimata sopra i 3 milioni di euro, che dovremo suddividere tra tutte le famiglie”, spiegano i condomini di via Togliatti 51 e 53.
Rate pesantissime
“Il Comune ha detto che per vedere concluso l’iter delle vertenze legali ci vorrà tempo, ma entro la fine del mese dobbiamo far ripartire i lavori. Nessuna proroga. Siamo rovinati. Si prospettano 10 anni di rate che potrebbero variare dai 400 ai 600 euro a famiglia. C’è chi ha il mutuo iniziato 5 anni fa, siamo rovinati e distrutti”. Ad oggi, dopo aver cambiato l’amministratore “accusato di aver presentato documentazione fuori tempo” – dicono gli inquilini – e quindi di aver compromesso l’accesso all’Ecobonus e al Sisma Bonus, le palazzine sono in stato di abbandono, con impalcature e lavori parzialmente completati da ormai 4 anni.
Rischio strutturale
I ponteggi sono deteriorati e il pericolo di crollo non è un’ipotesi remota. “Rischiamo di restare senza casa, perché potrebbero dichiarare inagibili gli stabili”, proseguono gli inquilini. “Chiediamo l’intervento del Governo, qualcuno deve aiutarci, almeno concedendo una proroga per completare i lavori”.
I due palazzoni vittima del degrado provocato dai cantiere eterno sono ben visibili dalla provinciale e le impalcature, sono talmente datate che si vedono intonse con la gru nel mezzo del cantiere, su Google Maps. “A nulla per ora sono valse le proteste e anche l’audizione in Regione Lombardia – spiega Simona Bonvini, una delle proprietarie di appartamento di via Togliatti. Purtroppo tra le realtà del Sud Milano bloccate dal Super Bonus la nostra appare quella senza via d’uscita”.
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