
Firenze, 2 aprile 2025 – Lo Scudo Verde fa paura. Lo dimostrano le telefonate in diretta, i messaggi WhatsApp e le tante mail dei nostri lettori che cercano di capire come districarsi tra regole e divieti. Domande a cui ha risposto l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio durante il forum organizzato da La Nazione per fare chiarezza sul provvedimento appena entrato in vigore.
Uno dei varchi dello scudo verde a Firenze (foto Marco Mori/New Press Photo)
Molti gli automobilisti (fiorentini e non) – confusi sulle regole da seguire, e preoccupati dall’accensione dei 77 varchi telematici – che hanno voluto avere rassicurazioni su cosa accadrà loro nelle prossime settimane. E per un’ora, facendo precisazioni sollecitato dai cronisti, Giorgio ha sgomberato il campo, una volta per tutte, da dubbi e perplessità che la misura ha fatto sorgere, spiegando gli aspetti che riguardano incentivi, multe e deroghe.
Partiamo dalla prima notizia, ovvero quella che riguarda proprio i contributi. L’assessore, rispondendo ai messaggi di alcuni cittadini impossibilitati per motivi economici a cambiare il proprio mezzo, ha annunciato che Palazzo Vecchio “metterà, di nuovo, a disposizione di aziende, piccole imprese e privati, 1,2 milioni di euro per l’acquisto di vetture non inquinanti. E per la prima volta sarà possibile comprare anche auto usate”. Il bando sarà pubblicato a breve sulla rete civica del Comune e da oggi pomeriggio si potrà fare richiesta sul sito della Servizi alla Strada. E chi potrà ottenerli, chiediamo. I residenti di Firenze, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano, Lastra a Signa, Signa (restano fuori gli altri 33 Comuni della Città metropolitana), la puntualizzazione. Ma l’assessore ha tenuto a specificare che lo Scudo va a colpire, almeno nell’anno 2025, solo “quelle vetture che già da 18 anni non possono più circolare”. Questa misura tutela la salute di chi vive, studia e lavora a Firenze”.
Gli incentivi annunciati varieranno in base all’Isee e alla tipologia di mezzi scelti. Esempi? Per un’auto elettrica nuova il contributo massimo, per quanto riguarda le aziende e le piccole e medie imprese, è di 5mila euro. Per i privati, si può arrivare a 8mila euro. Per accedere ai fondi bisognerà presentare una domanda con la certificazione Isee (non dovrà superare i 50mila euro). Le richieste di contributo potranno essere presentate fino al 30 giugno. La fase 2 è quella di rendicontazione dell’investimento (acquisto e rottamazione del vecchio veicolo) e richiesta di liquidazione del contributo. Altra scadenza: la rendicontazione potrà essere presentata entro il 31 ottobre.
Ma la maggior parte delle domande ha riguardato inevitabilmente la deadline del 1° giugno, giorno in cui terminerà la fase di pre-esercizio dello Scudo (che servirà anche “a controllare i bus turistici non in regola”) per iniziare quella della caccia ai trasgressori. Per questi, prevista una contravvenzione di 83 euro (con il consueto sconto se pagata entro cinque giorni). “Ma come verranno utilizzati questi soldi?”. Giorgio spiega che “ancora non abbiamo deciso come impiegare il gettito” ma “una delle opzioni in campo è quella di destinarlo al miglioramento del trasporto urbano ed extraurbano”, come richiesto peraltro dai sindaci della città metropolitana. Poi il punto – il più importante – sui mezzi ’fuorilegge’ e su chi dovrà o meno pensare a un cambio di mezzo nei prossimi mesi. L’assessore ha spiegato che gli Euro 4 (ovvero, tutti quegli autoveicoli immatricolati a partire dal 1° gennaio 2006) non saranno sanzionati dallo Scudo. Ergo “stesso discorso per i ciclomotori a benzina Euro 3”. Non c’è alcuna previsione insomma di aumentare anno per anno la categoria vietata.
Tra le tante telefonate dei lettori, anche quella di un ultraottantenne che ha voluto sapere se fossero ancora valide le deroghe per chi è in età avanzata. “L’età non conta più. – la risposta di Giorgio – Fino allo scorso anno esisteva ma riguardava soltanto chi avesse macchine molto più recenti, come le Euro 4 e 5”. Dunque, discorso chiuso.
L’obiettivo dell’amministrazione, il ragionamento dell’assessore, è quello di incentivare le persone a muoversi con i mezzi pubblici a favore della qualità dell’aria: “Ci stiamo lavorando da anni: per spostarsi nell’area metropolitana, treno, bus e tramvie siano i mezzi migliori”.
Infine, un analgesico per l’altra nota dolente di cui si è a lungo dibattuto: il ticket di ingresso in città. A precisa domanda, Giorgio ha dato risposta definitiva: “Per i prossimi tre anni non è prevista alcuna gabella, sia per chi vive in provincia di Firenze che per chi arriva da fuori”. Poi, dal 2028, “si vedrà”.
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