4 Aprile 2025
Dibattito tra priorità e incertezze — Il Globo


L’evento di ICCI Melbourne per supportare le aziende italiane nella lettura del budget federale. Come i professionisti e famiglie rispondono alla manovra finanziaria.

Priorità e preoccupazioni sono emerse a seguito della recente manovra finanziaria del governo federale. A ridosso delle imminenti consultazioni elettorali e al quarto bilancio del governo Albanese, il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha illustrato il budget per il biennio 2025-26 che intende alleviare le difficoltà economiche di famiglie e lavoratori. Il piano ha però innescato un vivace dibattito nel Paese.

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Sebbene sia difficile discutere sugli investimenti in sanità e istruzione, nonché sull’annuncio di modesti sgravi fiscali, in moltissimi hanno lamentato l’assenza di una strategia di riforma fiscale di lungo periodo e l’omissione di misure decisive per sanare il deficit strutturale e accelerare la transizione verso fonti energetiche rinnovabili. Anche la concessione di un temporaneo sussidio per le bollette energetiche è stata ritenuta “inadeguata” di fronte all’urgenza di investimenti sostenibili, acuita dai recenti disastri naturali che hanno funestato il territorio australiano. Il bilancio si configura al momento come un test cruciale per l’esecutivo, chiamato a rispondere alle esigenze di un’Australia in rapida trasformazione.

Intanto, la Camera di Commercio e Industria Italiana a Melbourne, grazie al membro del Consiglio, Pina Palumbieri, corporate strategist nel settore commerciale, ha presentato l’evento ‘Federal Budget Review’, in collaborazione con BDO, compagnia specializzata in servizi di revisione contabile e consulenza legale e fiscale, al fine di “supportare le aziende italiane in Australia nella lettura dell’ultima manovra finanziaria e continuare a operare al meglio sul territorio”, come ha spiegato l’amministratrice delegata e segretaria generale di ICCI Melbourne, Veronica Misciattelli.

A illustrare, dettaglio dopo dettaglio, ogni aspetto del budget federale è stato Mark Pizzacalla, senior partner di BDO nella sua sede a Melbourne e italo-australiano – la sua famiglia è infatti originaria della provincia di Chieti, in Abruzzo. Alle sue spalle, una lunga esperienza nel settore fiscale e contabile, anche nel Board of Taxation del governo australiano che fornisce suggerimenti e consulenza per una migliore costituzione di una legge.

“Le piccole imprese sono le chiare perdenti in questo bilancio – ha asserito Pizzacalla davanti a una platea di professionisti e proprietari di piccole e grandi aziende –. Il governo deve affrontare questi problemi attraverso un cambiamento radicale nella politica. I titolari di piccole imprese che finanziano le loro attività tramite prestiti bancari e garanzie personali, e lavorano di notte e nei fine settimana, si sentiranno scoraggiati”.

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“Difficile pensare che l’alleggerimento della bolletta energetica e le modifiche ritardate dell’imposta sul reddito possano fare una differenza sostanziale per le piccole imprese rispetto ai costi aggiuntivi che hanno subìto negli ultimi anni”, ha aggiunto.

Per l’esperto, anche nel settore edile, con un budget per gli appalti di ben 75 miliardi di dollari, “le piccole imprese si assicureranno solo l’11 per cento di quei contratti, un duro promemoria delle sfide che dovranno affrontare nel competere con aziende più grandi nell’ambito di appalti governativi”.

Per Caterina Borsato, nota imprenditrice nel settore della ristorazione in Victoria e proprietaria dell’elegante locale Caterina’s Cucina e Bar nel cuore di Melbourne, “i costi per tenere a galla un’attività commerciale sono aumentati drasticamente negli ultimi anni, circa il 30%”.

“In generale, le persone frequentano meno spesso i ristoranti e, inoltre, con il lavoro da casa, tutti i lunedì e i venerdì, i locali sono davvero poco frequentati – continua –. Con l’ultimo budget federale, onestamente, non ho notato un grande aiuto alle piccole e medio aziende”. 

La professionista della ristorazione si è detta però entusiasta del piano di Peter Dutton, leader dell’opposizione, che intende introdurre una detrazione fiscale massima di 20mila dollari per le spese di pasti e intrattenimento – escluso l’alcol – legate a un’attività. “Sarebbe una spinta per il settore, un aiuto grandioso”, ha aggiunto.

Borsato ha poi lamentato l’assenza di una riforma migratoria che riporti professionisti europei del settore culinario in terra australiana: “Sono da trent’anni nell’industria della ristorazione e oggi sta diventando sempre più difficile trovare dipendenti qualificati – ha detto –. Questo perché le figure professionali del front of house in un ristorante accedevano facilmente alla residenza permanente; oggi è difficile che ci si trasferisca in Australia senza prospettive certe”.

Anche Linda Carnessali, originaria di Milano e libera professionista con la sua attività di piatti fatti in casa, ha lamentato la mancanza di manodopera in Australia, soprattutto nel settore dell’edilizia – suo marito è infatti imbianchino e gestisce la sua piccola azienda. “C’è tanto lavoro, ma pochi professionisti, perché lavorano tutti in proprio. Sarebbe interessante attrarre lavoratori dall’estero, qualcosa su cui il governo federale potrebbe focalizzarsi – ha dichiarato –. Ma non ho davvero nulla di cui lamentarmi; anzi, trovo anche le procedure burocratiche per le piccole aziende molto semplici”.

Madre di due bambini – il terzo è in arrivo tra un mese circa –, Carnessali si è anche detta entusiasta per il continuo sostegno all’educazione infantile; garantiti infatti tre giorni di assistenza sovvenzionata per le famiglie con un reddito inferiore ai 533mila dollari. “È davvero un aiuto incredibile”, ha continuato.

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Per Lorenzo e Josephine D’Alia, presidente e segretaria dello storico Rosebud Italian Club sulla Mornington Peninsula, “tutto sta procedendo al meglio, ma si comincia a sentire la pressione dei costi che aumentano”. “Quasi il doppio – hanno specificato –. Continuiamo a ricevere aiuti finanziari dalla Multicultural Commission e speriamo che possa esserci sempre più attenzione nei confronti delle associazioni locali, soprattutto quando, come nel nostro caso, hanno in gestione un locale”.



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