6 Aprile 2025
Il Salone termometro del mobile: scenario incerto ma c’è ottimismo


Scaldano i motori le imprese del settore legno arredo. Il conto alla rovescia per il Salone del mobile, che aprirà i battenti a Milano il prossimo 8 aprile, è ormai giunto alle battute finali. Da Nord Est, il plotone di aziende pronte a prendere la via di Rho è di quelli nutriti, nonostante qualche defezione (di chi, avendo investito importanti risorse nei propri showroom in città, farà solo il Fuori Salone).

Complessivamente sono 173 i marchi che rappresenteranno in fiera il quadrante orientale del Paese: 129 del Veneto, 38 del Friuli Venezia Giulia, 6 del Trentino Alto Adige.

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Un investimento importante per un evento che rappresenta (ancor più dopo la chiusura di Colonia) la più rilevante vetrina in assoluto per uno dei settori di punta del made in Italy. Numeri alla mano.

Alla vigilia dell’inaugurazione del Salone, il Centro studi di FederlegnoArredo ieri ha diffuso i dati a consuntivo del 2024: la filiera ha chiuso l’anno a 51,7 miliardi di euro, registrando una flessione del 2,9% in linea con il trend di normalizzazione avviato dopo l’importante rimbalzo vissuto dal settore durante il Covid.

La contrazione è stata più marcata per il mercato interno (-3,3%) che, con 32,3 miliardi di euro, rappresenta il 62% del totale, meno sul fronte delle esportazioni (-2,1%) che si sono attestate a 19,4 miliardi, pari al 38% del fatturato della filiera.

A frenare le vendite sul mercato domestico è stata in particolare la riduzione degli incentivi fiscali, mentre oltre confine ha pesato in particolare la contrazione dei principali mercati europei di riferimento. Dalla Francia (-3,3%) alla Germania (-6%), che sono rispettivamente il primo e il terzo mercato della filiera. In flessione anche il mercato europeo extra UE27 (-4%) soprattutto per le performance negative di Regno Unito e Russia. Sono cresciuti invece gli Stati Uniti (+1,5%) che si confermano il primo mercato extraeuropeo per un valore complessivo di 2,8 miliardi di euro.

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«La serie storica delle esportazioni della filiera – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – rimarca che il 2024 rimane ben al di sopra dei livelli raggiunti nel 2021, dopo aver toccato il picco più alto nel 2022 con 20,9 miliardi e che nel 2023 la flessione è stata del 4,9% rispetto al 2022, contro un -2,1% del 2024. Si segnala in questo scenario l’andamento positivo degli Emirati Arabi Uniti, che registrano la migliore performance nella top ten, posizionandosi all’ottavo posto, e dell’Arabia Saudita».

Nell’attesa di poter valutare l’andamento del primo mese dell’anno, che sembra – sentiment degli imprenditori alla mano – essere stato positivo, Feltrin mette le mani avanti dopo l’annuncio di Trump sui dazi al 20% per tutti i prodotti europei: «Ogni scenario potrebbe essere stravolto :– dice – trattandosi di una misura sbagliata che non conviene a nessuno».

L’auspicio del presidente è che si eviti lo scenario peggiore, ovvero quello di una prova muscolare, in cui a farne le spese sarebbero entrambe le economie.

A proposito delle aspettative delle aziende, secondo un’indagine realizzata dall’Ufficio studi di Mediobanca su un panel di 490 imprese dei settori mobilio e illuminazione, con fatturato superiore ai 10 milioni (nel 2023), l’attesa è largamente positiva: il 75% delle aziende prevede nell’anno una crescita dei ricavi nell’ordine del +2,5%.

Non mancano naturalmente le preoccupazioni che nell’ordine sono legate all’inasprimento della concorrenza di prezzo per il 71,4% degli intervistati, dal contesto geopolitico instabile (60%) dalle barriere commerciali e protezionistiche (37,1%) ai costi alti dell’energia (35,7%) solo per citare quelle che pesano di più. Per farvi fronte, il 74,3% delle imprese monitorate ritiene opportuno espandere il proprio business a nuovi mercati, mentre il 68,6% degli operatori è impegnato nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Senza dimenticare gli investimenti per accelerare tanto la transizione tecnologica che quella green.

E a proposito di sostenibilità, il 79,5% delle aziende ha avviato iniziative di sensibilizzazione sulle tematiche Esg, che vanno dalla gestione responsabile dei rifiuti (69%) alla riduzione di fondi fossili e di imballaggi in favore di energie rinnovabili e materiali riciclati (58,6%).



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