5 Aprile 2025
In arrivo le regole sulle agevolazioni per ristrutturare edifici residenziali pubblici


In parallelo allo schema di decreto “Conto Termico 3.0” procede lo schema di decreto “ALER”, in attuazione del comma 513 dell’art. 1 della L. 207/2024 (legge di bilancio per il 2025), recante incentivi per interventi di ristrutturazione energetica su edifici di edilizia residenziale pubblica che determinano un miglioramento minimo dell’efficienza energetica non inferiore al 30%.

Come e ancor più che nel “Conto Termico 3.0”, protagoniste assolute di questo incentivo sono le ESCo, cui l’art. 3 dello schema di decreto riserva la realizzazione degli interventi e la destinazione dei benefici.
Benefici che, ai sensi del successivo art. 4, consistono in un contributo a fondo perduto, erogato dal GSE, pari al 65% del costo degli interventi agevolabili previsti dal progetto, cui può affiancarsi anche un finanziamento del restante 35% da parte di banche convenzionate, che utilizzano a tale fine l’apposita dotazione messa a disposizione da Cassa depositi e prestiti, con possibilità anche di ottenere sul finanziamento garanzie SACE.

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Gli interventi di efficienza energetica agevolati e i relativi tetti massimi di spesa agevolata sono individuati dagli Allegati 1 e 2 dello schema di decreto, il quale rinvia alle tabelle e ai prezziari dell’art. 41 comma 13 del Codice dei contratti pubblici per la determinazione del costo degli interventi.

I benefici previsti dal decreto attuativo del comma 513 dell’art. 1 della L. 207/2024 non sono cumulabili, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con altri contributi, crediti d’imposta o agevolazioni, comunque denominati, a valere su risorse dell’Unione europea, ma possono essere cumulati con altre agevolazioni finanziate con risorse diverse da quelle europee, fermo restando il limite che il cumulo delle agevolazioni non può portare a benefici complessivamente eccedenti il 100% dei costi ammissibili.
Le risorse disponibili, sino a esaurimento, ammontano a 1.331 milioni di euro per l’erogazione dei contributi a fondo perduto del 65% e a 50 milioni di euro per l’erogazione dei finanziamenti.

Così come per il “Conto Termico 3.0”, il soggetto attuatore è il GSE, cui compete la valutazione e selezione dei progetti di investimento incentivabili, nel limite delle predette risorse disponibili.

A tale fine, le ESCo dovranno presentare i progetti d’investimento al GSE, mediante l’apposita piattaforma informatica, corredandoli, a pena di inammissibilità, con tutta la documentazione prevista dall’art. 6 dello schema di decreto.

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Le ESCo dovranno presentare i progetti d’investimento al GSE

Tra questi, ai sensi della lett. c) del predetto art. 6, il piano progettuale degli interventi, “elaborato in maniera chiara ed esaustiva comprensivo del progetto di fattibilità tecnico-economica, ove già disponibile al momento della presentazione del progetto di investimento, ovvero del documento di indirizzo della progettazione di cui all’Allegato I.7 del codice dei contratti pubblici”.

Nelle more dell’entrata in vigore di queste misure, così come dell’aggiornamento del “Conto Termico” alla molto attesa “Versione 3.0”, è certamente opportuno che i soggetti potenzialmente beneficiari degli interventi di efficienza energetica incentivati e le ESCo in grado di sviluppare volumi importanti di interventi prendano consapevolezza delle rilevanti opportunità in arrivo, perché il set di competenze e di procedure necessario per coglierle (tra cui, codice degli appalti pubblici, requisiti tecnici degli interventi, programmazione e sostenibilità economico-finanziaria, finanza agevolata per l’ottimizzazione degli incentivi) non è affatto banale.

Di converso, però, la piena coscienza della complessità strutturale della materia costituisce una barriera all’accesso che, mettendo fuori gioco i soggetti “improvvisati”, evita il rischio di rivivere la negativa esperienza del superbonus e premia organizzazione e specializzazione, sia sul versante imprenditoriale che su quello professionale, su un filone di business, quello della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico, che si preannuncia alquanto “frizzante” in termini operativi nei prossimi anni, per chi saprà arrivare puntuale, o ancor meglio in anticipo, all’appuntamento.



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