
Cosa potrà fare il futuro sindaco di Arco per le imprese economiche del territorio è la principale delle domande che ha unito i candidati sindaci di Arco che ieri pomeriggio hanno incontrato le categorie economiche (Associazione Albergatori e Imprese turistiche della Provincia di Trento (Asat), Associazione Artigiani Trentini, Coldiretti Trentino Alto Adige, Confesercenti del Trentino, Confindustria Trento e Cooperazione Trentina) nella sala della Cassa Rurale Alto Garda e Ledro di Bolognano con la moderazione del giornalista de «il T Quotidiano» Francesco Terreri. Le categorie hanno quindi consegnato un dettagliato documento programmatico (vedi articolo sotto) che racchiude le istanze e le indicazioni ai candidati Dario Ioppi, Arianna Fiorio, Mauro Ottobre e Alessandro Amistadi.
Quale rapporto avrà l’amministrazione con le imprese?
Amistadi: «Dobbiamo togliere i lacci e lacciuoli burocratici che demotivano le aziende e le imprese. Il Comune deve mettersi al fianco di chi fa impresa velocizzando le pratiche, con uno sportello unico che sia un riferimento certo. L’economia giovanile, sociale, il volontariato, tutto è sostenuto dal denaro».
Ioppi: «Questa amministrazione ha sempre avuto un confronto con le imprese. Il Comune ha dimostrato di essere dalla parte delle imprese e in questi anni abbiamo trovato molte soluzioni congiunte. La burocrazia c’è, si può migliorare, ma non la si può azzerare. Sarebbe bello, ma amministrare è complesso».
Ottobre: «La realtà arcense non è positiva. Se guardiamo a Riva, il Comune gemello ci ha asfaltato in opere pubbliche, in decoro, in ordine. Questa amministrazione è rimasta ferma al palo. Quando amministri devi cambiare le cose che non vanno bene. Gli altri comuni vanno avanti, guardiamo Andalo, guardiamo Rovereto. Chi amministra se non fa bene rallenta anche le imprese. Riva sta facendo un secondo parcheggio interrato con fondi Pnrr. Non possiamo essere contenti di avere un segretario comunale a scavalco. Questa è una scelta di chi ha amministrato».
Fiorio: «C’è un problema organizzativo strutturale della macchina amministrativa, ma anche di competenze politiche che a volte si trovano in balia di chi sa, o meglio, non sa. La condivisione del segretario con Torbole è stato un gravissimo errore. Problemi che taluni ruoli, parlo del sindaco, non ha gestito, forse non essendo presente in toto in Comune».
Arco dovrebbe unire le forze o collaborare maggiormente con Riva e gli altri Comuni?
Amistadi: «Bisogna fare sinergia con i Comuni vicini. Siamo in ritardo, abbiamo dei sensi di inferiorità. La politica o la fai o la subisci. Dobbiamo interloquire a pari dignità con i Comuni vicini, siamo in una scatola, la Busa, e dobbiamo decidere turismo, sanità, viabilità per tutto il territorio. La collaborazione comincia dai servizi di viabilità e turistici, come Amsa e Apm. La condivisione deve essere concreta».
Ioppi: «Credo di essere sotto attacco. Qui sembra che si dipinga Arco come una bruttura totale. Non è così. Arco è bella, certo che si può migliorare. Ma va smesso di raccontare favole».
Fiorio: «La collaborazione con Riva è importantissima perché ci sono temi che vanno oltre i confini comunali. I rapporti devono essere di collaborazione e non di contrapposizione. Non come è stato fatto sui teatri. Oggi ne abbiamo due che sono in dirittura di arrivo e che i Comuni di Arco e Riva faranno fatica a gestire e che impiegheranno molte risorse pubbliche. Dobbiamo parlare di mobilità non solo come infrastrutture, ma come mezzi e sistemi organici. Servono ciclabili sicure e ampie. La mobilità dolce scarica, così come il trasporto pubblico, le strade che sono tempo e denaro per le imprese. Inoltre come territorio vorrei si parlasse di comunità energetiche».
La grande mobilità altogardesana come dovrebbe essere gestita?
Ioppi:«Nell’area industriale il modello Bus&Go è pienamente applicabile come da oggi (ieri) raggiunge Massone Padaro e le falesie con 5 pulmini che girano. C’è poi il problema tunnel che creerà nell’immediato problemi nell’Oltresarca e lì andrà posta massima attenzione. Poi dobbiamo fare pressioni alla Provincia per il potenziamento della viabilità interna. Forse sarebbe meglio prima potenziare la viabilità interna».
Amistadi: «Viabilità e mobilità significa anche tenere qua le categorie economiche, perché questa, geograficamente, non è una zona logisticamente attrattiva come l’asse del Brennero, ma una mobilità intelligente le agevola e le trattiene».
Ottobre: «Il futuro è senza auto, ma la viabilità va strutturata in un’ottica che guarda oltre i 5 anni di amministrazione. Serve una viabilità di accesso strategica alla città che non la intasi».
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