
Le politiche di Donald Trump preoccupano gran parte del mondo, soprattutto in merito ai risvolti economici e sociali dei nuovi dazi imposti.
L’Italia, come parte dell’Unione europea, non è certo esente da conseguenze in proposito.
Diversamente da come alcuni ritengono, i riflessi di questo genere di decisioni non sono questioni lontane dai privati cittadini che svolgono una vita comune. Anzi, proprio la popolazione rischia di rimetterci il prezzo più caro, tanto negli Stati Uniti, quanto in Italia. Molti lavoratori, infatti, rischiano di essere licenziati con un pregiudizio economico e sociale per intere famiglie italiane.
Questi lavoratori saranno licenziati in Italia per colpa di Donald Trump
Com’è noto, Donald Trump ha imposto numerosi dazi sulle importazioni, bastonando l’Unione europea con una percentuale del 20% e tutto il settore automotive con il 25%.
Certo, queste percentuali potevano essere ben più elevate ma anche colpire in modo più pesante l’Italia, che nel complesso non dovrebbe subire perdite irreparabili. Ciò quanto meno guardando ai grandi numeri e alle esportazioni verso gli Stati Uniti che caratterizzano l’economia italiana, ma anche alla partecipazione del nostro Paese a prodotti finali esportati da altre nazioni comunitarie.
Che a livello nazionale potesse andare peggio non è dubbio, così come è evidente il danno complessivo di queste nuove severe misure. Il problema è che se si guardano gli effetti diretti che i singoli cittadini potranno sperimentare sulla propria pelle, la mossa di Trump assume una connotazione tutt’altro che ottimista. Si innesca così un meccanismo a catena che influisce proprio sui comuni lavoratori e di conseguenza, nel lungo periodo, anche sull’economia italiana.
Con l’imposizione dei dazi citati, infatti, si assisterà inevitabilmente a una riduzione delle importazioni verso gli Stati Uniti (e verso gli Stati dell’Ue che vendono loro prodotti finali con componentistica italiana). Vendere sarà estremamente più difficile, tanto quanto per gli statunitensi sarà oneroso acquistare dall’Italia e dall’Unione europea.
A farne le spese in maniera massiccia saranno i settori più deboli, le aziende che non possono permettersi di sopportare costi più elevati senza ripercuotersi eccessivamente sui consumatori finali, e in generale coloro che non hanno marchi di lusso e prestigio per cui non si bada al prezzo. Un esempio lampante riguarda proprio il settore delle automobili, con conseguenze pressoché ridotte all’osso per marchi come Ferrari, ma senza dubbio gravose per i più piccoli produttori di componenti per le auto tedesche. Non dimentichiamo infatti che la Germania è un importante esportatore di auto verso gli Usa, il principale nell’Unione europea, che spesso attinge proprio dalla qualità dei prodotti italiani.
Di conseguenza, le ripercussioni dei dazi si faranno insopportabili soprattutto per i settori dell’artigianato e agroalimentare, che già sopportano costi di produzione non indifferenti.
Certo, sarà più facile continuare a vendere in alcuni Stati americani dove la concorrenza è meno competitiva, ma non tutti hanno la disponibilità di base per sopportare il calo di vendite atteso. Quest’ultimo, secondo le medie degli esperti, ammonta a circa il 5% in linea generale, con picchi diversi a seconda del settore e della Regione italiana. La lenta ripresa dopo la pandemia e i risvolti economici mondiali dell’invasione russa in Ucraina ha ora nuovi pesanti ostacoli, che certo comporteranno difficoltà aziendali importanti. Molti lavoratori saranno licenziati per far fronte alla diminuzione dei guadagni, in particolar modo:
- dal settore automobilistico non di lusso;
- nel settore tessile;
- nel settore alimentare.
Nel dettaglio, fra i bersagli più colpiti dai dazi ci saranno il caffè, il riso, l’orto-frutta e soprattutto il vino, che rischia di essere compromesso anche dal nuovo regolamento Ue per la lotta all’alcol nella tutela della salute (che gli agricoltori chiedono di rimandare). Il prestigio del made in Italy non sembra sufficiente a compensare questi squilibri, compromettendo la stabilità economica di migliaia e migliaia di italiani se non saranno presto attivate soluzioni a sostegno delle imprese e in ogni caso sulla tutela dalle misure di Trump
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