
Donald Trump ha nuovamente scosso i mercati globali con l’introduzione di un nuovo pacchetto di dazi sulle importazioni negli Stati Uniti. La misura, che prevede un dazio base del 10% su tutte le merci importate e tariffe specifiche fino al 50% per alcuni paesi, ha sollevato preoccupazioni tra le principali economie mondiali.
L’Unione Europea è tra le più colpite, con una tariffa del 20% sui suoi prodotti. Mentre il governo italiano ha mostrato incertezza nel rispondere a questa sfida, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha invece annunciato un piano da 14,1 miliardi di euro per proteggere le imprese nazionali.
Un grande piano che sembra indicare un approccio proattivo da parte dello Stato spagnolo. E l’Italia? PD e M5S accusano la premier Meloni di preferire le passerelle televisive a un’azione di governo efficace e concreta, guardando con un certo interesse alla figura di Sanchez.
La sinistra italiana celebra Sanchez: “Lui ristora le aziende, Meloni che fa?”
I deputati del Partito Democratico e del Movimento 5Stelle, tra cui Davide Aiello e Debora Serracchiani, hanno chiesto di seguire l’esempio spagnolo, sottolineando come il governo italiano si limiti a parole senza proporre misure concrete.
Antonio Misiani, responsabile Economia del PD, ha attaccato Meloni per aver “minimizzato l’impatto dei dazi e poi scaricato la colpa sull’Europa“, mentre Valentina Barzotti del M5S ha sottolineato la lentezza della premier nell’affrontare la crisi. La critica più feroce arriva da Laura Boldrini, che ha accusato la presidente del Consiglio di “girarsi dall’altra parte mentre 50mila lavoratori del settore agroalimentare rischiano il posto“.
Trova le differenze pic.twitter.com/SZxEdsGm0W
— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) April 4, 2025
Un elemento quindi ricorrente del dibattito italiano è l’ammirazione della sinistra per i leader progressisti esteri. Mentre in Spagna Pedro Sanchez viene elogiato per la sua prontezza nell’affrontare la crisi, in Italia l’opposizione fatica a trovare una strategia politica efficace e si rifugia nel confronto con i modelli stranieri.
Non è la prima volta che questo accade: in passato la sinistra italiana ha guardato con nostalgia a leader come Barack Obama o Jeremy Corbyn, vedendo in loro ciò che manca a casa propria. L’incapacità di capitalizzare sulle crisi e di costruire un’alternativa concreta al governo in carica porta spesso alla glorificazione di figure estere, più che di proposte applicabili alla realtà italiana.
In cosa consiste il piano di aiuti alle imprese spagnole
Il piano spagnolo, denominato “Piano di risposta e rilancio commerciale”, prevede linee di garanzia, prestiti industriali e fondi per riorientare le capacità produttive. L’obiettivo è duplice: proteggere le aziende più esposte ai dazi e favorire la loro diversificazione verso nuovi mercati.
I settori più colpiti, come quello automobilistico e agroalimentare, riceveranno un sostegno particolare. Tra le misure previste vi sono 6 miliardi di euro in finanziamenti garantiti, 200 milioni per la modernizzazione degli impianti e 5 miliardi destinati ai comparti più colpiti.
Vamos a superar esta crisis injusta e injustificada, protegiendo a nuestras empresas y trabajadores, y sin renunciar a la justicia social, la igualdad, la sostenibilidad o el multilateralismo.
Porque nuestros valores no están en venta. Pero nuestros productos y servicios sí. pic.twitter.com/ZSNggov3un
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) April 3, 2025
Parallelamente, il governo spagnolo ha avviato un dialogo con datori di lavoro e sindacati per coordinare gli interventi. Il ministro dell’Economia, Carlos Cuerpo, ha il compito di negoziare con le autorità europee per allentare i vincoli sui sussidi di Stato e rendere più efficaci le contromisure.
La situazione dell’Italia verso i dazi USA
Di fronte alla risposta rapida e strutturata di Sanchez, il governo italiano ha mostrato un atteggiamento più cauto. Giorgia Meloni ha minimizzato gli effetti delle nuove tariffe, dichiarando che “non saranno una catastrofe“, mentre l’opposizione accusa il governo di immobilismo.
Dazi USA: la mia intervista di poco fa al TG1. pic.twitter.com/sLu70XIek0
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 3, 2025
L’ondata di dazi di Trump rappresenta una sfida significativa per l’economia italiana, ma al momento il governo non ha presentato un piano strutturato per contrastarne gli effetti. Se la strategia di Meloni è attendista, l’opposizione si concentra più sulla critica che su proposte concrete.
La Spagna, con il piano di Sanchez, mostra una strada alternativa: investire sulla protezione e sul rilancio delle imprese per trasformare una crisi in opportunità. Resta da vedere se l’Italia deciderà di seguirne l’esempio o se continuerà a oscillare tra prudenza e polemiche.
I tre punti salienti dell’articolo
- Italia in stallo, opposizione critica: mentre Meloni minimizza l’impatto dei dazi senza proporre contromisure concrete, la sinistra italiana esalta il modello spagnolo ma fatica a presentare alternative strutturate.
- La risposta di Sanchez: il premier spagnolo lancia un piano da 14,1 miliardi di euro per sostenere le imprese colpite, con finanziamenti e incentivi per diversificare i mercati.
- Trump introduce nuovi dazi: gli Stati Uniti impongono tariffe fino al 50% sulle importazioni, colpendo duramente l’Unione Europea, in particolare Italia e Spagna.
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