
L’obiettivo è chiaro: costruire alloggi di qualità a prezzi contenuti per favorire l’inclusione sociale. Un Pnrr per la casa per dare una scossa alla crescita economica messa a rischio dalle tensioni internazionali e rispondere all’emergenza abitativa che ormai dilaga in tutta Europa. Per questo motivo, nella nuova Commissione europea insediatasi a dicembre 2024 è stata istituita, per la prima volta, la figura di un Commissario per la Casa, il danese Dan Jørgensen.
Per finanziare il piano europeo ora c’è anche uno strumento finanziario adeguato: il raddoppio dei fondi strutturali europei destinati alla casa. Per l’Italia arriveranno 730 milioni di euro. Un tema che la presidente dell’Ance Federica Brancaccio ha affrontato a Bruxelles con il vicepresidente Ue Raffaele Fitto. Nel corso dell’incontro è stata ribadita la necessità di una “riforma della politica di coesione”, proprio con il focus sull’emergenza abitativa e sulle politiche di adattamento climatico, che rende più facile e realizzabile il Pnrr sulla casa, che appunto l’Ance chiede insieme a un piano per le città. Secondo i dati della Commissione Ue, i fondi europei destinati alla casa ammontano oggi a 10,4 miliardi di euro, di cui 7,5 miliardi provengono dal bilancio dell’Ue. Si tratta di quattro fondi relativi alla Politica di Coesione: il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), il Fondo di coesione (Fc), il Fondo per la transizione giusta (Jtf), i Fondi Interreg.
Dai fondi Fesr proviene il 69% del totale dei fondi mentre il 27% proviene dal Fondo di coesione. La Polonia è il primo Paese per fondi destinati alla casa, con un totale di 3,04 miliardi, seguita da Estonia (878 milioni) e dalla Francia (811 milioni) mentre l’Italia figura al sesto posto con 729 milioni per migliorare la condizione abitativa degli italiani.
IL SETTORE
Un raddoppio dei fondi della politica di coesione all’interno dei programmi operativi italiani della Politica di Coesione, come richiesto dalla Commissione europea, permetterebbe quindi di mobilitare immediatamente 729 milioni a favore di un Piano casa nazionale, con la possibilità di finanziare la costruzione di case per le famiglie più fragili o l’efficientamento energetico delle abitazioni. Sempre l’Ance, nel quadro più ampio della sensibilizzazione a queste tematiche, ha lanciato “Fondamentale”, una iniziativa per valorizzare la filiera delle costruzioni.
Un unicum, voluto dalla Brancaccio, nel panorama industriale che mette insieme 12 sigle: dalle associazioni datoriali ai sindacati, dalle imprese più grandi agli artigiani e alle cooperative, per raccontare le costruzioni in modo nuovo e soprattutto con una sola voce. Oltre ad Ance, ci sono Agci Produzione e Lavoro, Anaepa Confartigianato, Claai, Cna Costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative Lavoro e Servizi, Fiae Casartigiani, Legacoop Produzione e Servizi, FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil. Con una produzione complessiva di 624 miliardi e oltre 3 milioni di addetti il settore delle costruzioni è uno dei pilastri del Pil. La sua rilevanza non è soltanto economica, ma anche sociale, poiché è al centro delle dinamiche urbanistiche e infrastrutturali che caratterizzano la vita quotidiana delle persone.
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