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Da una settimana è in corso a Lusaka, la capitale dello Zambia, il processo a due uomini accusati di aver compiuto atti di stregoneria contro il presidente Hakainde Hichilema. Così come in altri paesi dell’Africa meridionale, anche in Zambia la magia e i fenomeni soprannaturali hanno un ruolo centrale nella cultura tradizionale. Sono però vietati da una contestata legge che risale al periodo coloniale.
I due imputati sono Leonard Phiri e Jasten Mabulesse Candunde. Erano stati arrestati lo scorso 20 dicembre in un hotel di Lusaka, dopo che un addetto alle pulizie aveva detto di aver sentito dei rumori insoliti provenire dalla loro stanza. La polizia aveva fatto irruzione e li aveva trovati in possesso di oggetti generalmente associati ai riti magici tra cui un camaleonte vivo in un contenitore di vetro, un mantello rosso, la coda di un animale non identificato e una polvere bianca di cui non si conosce la composizione.
Secondo l’accusa Phiri e Candunde sarebbero stati assoldati l’anno scorso da Nelson Banda, fratello minore del parlamentare dell’opposizione Emmanuel “Jay Jay” Banda, che sarebbe l’ideatore di un piano per colpire Hichilema con una maledizione. Banda è indipendente dal 2021, ma è considerato molto vicino al partito Fronte Patriottico, cioè quello che nel 2021 perse le elezioni contro Hachilema con il candidato Edgar Lungu. I due imputati avrebbero accettato di fare del male al presidente (non è chiaro se ucciderlo, ferirlo o in altri modi) in cambio dell’equivalente di 1,5 milioni di euro.
Il presidente dello Zambia Hakainde Hichilema (AP Photo/Ben Curtis)
Lo stesso “Jay Jay” Banda ha diversi problemi con la giustizia: era stato arrestato a giugno dell’anno scorso con l’accusa di rapina aggravata per fatti risalenti al 2015. Ad agosto era evaso dall’ospedale di Chipata, nella parte orientale del paese, dove era stato ricoverato per problemi di salute mentre si trovava ancora sotto custodia cautelare in attesa del processo. Era stato ritrovato e arrestato di nuovo a novembre nel vicino Zimbabwe: nel periodo della sua latitanza la polizia aveva messo su di lui una taglia equivalente a poco meno di 70mila euro.
In Zambia le credenze relative alla magia e al soprannaturale sono molto diffuse, e la stregoneria è considerata una cosa seria e da temere: secondo un sondaggio del 2018, il 79 per cento degli abitanti dello Zambia credeva nella sua esistenza. Le “streghe” sono persone (possono essere sia uomini che donne) con presunti poteri soprannaturali con i quali possono fare del male ad altri. È diffuso anche il ruolo dei “trovatori di streghe”, che individuano le streghe e sono capaci di annullare gli effetti negativi dei loro malefici.
Tutte queste attività sono però vietate, e i trovatori operano con molta discrezione per non farsi scoprire. Nel 2017 Kateřina Mildnerova, una ricercatrice della Palacký University in Repubblica Ceca, pubblicò una ricerca sul ruolo dei trovatori in Zambia in cui scrisse: «Le loro sale di ricevimento non sono facilmente accessibili con i mezzi pubblici. Bisogna camminare all’interno di stabilimenti, perdersi in labirinti di strade tutte uguali e senza nome, vagare per molto tempo» prima di raggiungere i trovatori e poter usufruire dei loro servizi.
Come ha scritto il giornale locale Lusaka Times, non di rado le credenze e il timore nella stregoneria sfociano in atti violenti, nei quali le persone sospettate di avere poteri soprannaturali vengono aggredite o uccise. Sono spesso persone anziane.
In Zambia la legge contro la stregoneria fu introdotta nel 1914, quando il paese (al tempo conosciuto come Rhodesia del Nord) era amministrato da una compagnia privata su concessione del governo britannico. Punisce chiunque dica di avere capacità soprannaturali e di poterle usare per «generare paura, disturbo o danno alla mente, al fisico o alla proprietà di altre persone»; chiunque accusi altri di usare la stregoneria per arrecare danno alle altre persone; i medici stregoni, cioè coloro che praticano la stregoneria per professione; il possesso di amuleti, veleni e altri oggetti considerati magici e utilizzati per praticare la stregoneria.
Gankhanani Moyo, docente all’Università dello Zambia, ha detto ad Associated Press che la legge «cerca di criminalizzare una pratica che non riesce a comprendere. Le società tradizionali e le persone in Zambia credono in un forte legame tra il mondo umano e il soprannaturale».
Phiri e Candunde, i due imputati nel processo in corso a Lusaka, rischiano fino a due anni di carcere.
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