Il giudizio del Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) sull’annullamento delle nomine di Desirée Mallè e Mattia Pini alla testa della Sezione dell’insegnamento medio superiore è severo. Nella sentenza l’istanza di ricorso bolla come «insostenibile» la valutazione dell’autorità di nomina (il Consiglio di Stato, n.d.r.), poiché «non risulta che abbia verificato in modo accurato che i due candidati nominati fossero in possesso dei requisiti posti dal bando di concorso», in particolare per quanto concerne l’esperienza gestionale. Idoneità che deve essere dimostrata da entrambi singolarmente. «L’inusuale nomina in job sharing non permette infatti di prescindere dal rispetto dei requisiti posti dal bando di concorso da parte di ognuna delle due persone nominate». La decisione impugnata «deve quindi essere annullata e gli atti rinviati al Governo per nuova decisione, previa verifica dell’idoneità» dei due nominati.
Già. Ma a questo punto, quali saranno i prossimi passi? A spiegarlo è Marina Carobbio, responsabile del DECS. «Il Consiglio di Stato ha preso atto della sentenza del Tribunale cantonale amministrativo e sta approfondendo in ottica costruttiva quanto esposto», spiega la consigliera di Stato. Che precisa: «Fino alla crescita in giudicato della sentenza i capisezione dell’insegnamento medio superiore rimangono normalmente in carica e continuano a lavorare con serietà e professionalità, come fatto finora, portando avanti i numerosi importanti dossier di cui si stanno occupando da diversi mesi, tra cui la riforma degli studi liceali, l’implementazione della riforma del commercio presso la Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, la gestione degli eventi critici nelle scuole e la promozione del benessere delle allieve, degli allievi, delle docenti e dei docenti».
Quanto al giudizio espresso dal TRAM nella sentenza, che parla di «inusuale nomina in job sharing», Carobbio osserva che «il Tribunale non ha espresso alcun giudizio sull’idoneità o la competenza degli attuali capisezione. Il TRAM ha annullato la nomina e rinviato gli atti al Governo per una nuova decisione ritenendo che, nell’ambito del ricorso, il Consiglio di Stato non abbia fornito prove dettagliate a sufficienza per fugare del tutto alcuni dubbi espressi dal ricorrente e dimostrare in modo inequivocabile che ogni singolo requisito formale indicato nel bando di concorso sia stato effettivamente verificato e comprovato».
Sulla procedura di selezione dei candidati che ha portato alla nomina dei due quadri dell’amministrazione da parte del Governo, la responsabile del DECS sottolinea come la stessa sia stata rigorosa. «È stata lunga e articolata, prevedendo un’analisi dei dossier, colloqui con una commissione d’esame e anche un assessment effettuato dalla Sezione delle risorse umane che hanno permesso di valutare i candidati a 360 gradi». Per Carobbio, ad ogni modo, la sentenza della Corte costituisce anche un’opportunità. «Prendiamo atto della decisione del TRAM, che credo vada colta come un’opportunità per verificare e se del caso rafforzare le procedure in essere», spiega. «Vista la situazione attuale, dal punto di vista umano e professionale, ci tengo comunque a esprimere pubblicamente la mia piena fiducia agli attuali capisezione, oltre che un ringraziamento per il lavoro che stanno svolgendo per affrontare in modo costruttivo e partecipativo le numerose sfide che toccano il settore delle scuole medie superiori».
Il Consiglio di Stato aveva nominato i due quadri dell’amministrazione in job sharing (entrambi con un’occupazione al 50 per cento) lo scorso 10 luglio 2024. Ma uno dei 54 candidati al concorso per la Sezione dell’insegnamento medio superiore aveva impugnato la nomina, lamentando la violazione del diritto di essere sentito così come il fatto che gli fosse stato negato l’accesso integrale agli atti, richiesto. Nel ricorso, si riteneva che i nominati non disponessero di tutti i requisiti posti dal bando di concorso. «Non potrebbero vantare alcuna esperienza di gestione amministrativa e del personale, né solide esperienze all’interno del mondo della scuola».
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