Toscana, primarie per il candidato della sinistra: lo scenario


L’imprimatur definitivo sul nome di Eugenio Giani potrebbe arrivare dalle primarie di coalizione. Nel centrosinistra toscano, la candidatura a presidente della Regione potrebbe giungere da quel metodo politico che proprio il Pd in fasce (quello veltroniano per intenderci) aveva a suo tempo benedetto come il migliore processo di “nomination”.

Non solo una questione di stile o di forma, però.

Nel “campo largo” che si andrà a formare per il prossimo ottobre, perché questa sembra l’ipotesi più accreditata che andrà a presentarsi nella prossima tornata elettorale, prende piede l’ipotesi delle primarie aperte fra gli elettori del centrosinistra.

Sondaggio: Giani al 55%

I dati dell’ultimo sondaggio Emg Different per Toscana Tv lanciano di nuovo il presidente Eugenio Giani a proporsi per il bis, senza parabolici tavoli di trattative. Giani, secondo il recente sondaggio demoscopico, mette in tasca un netto 55% di preferenze su un campione di mille intervistati. Un 55% che batte tutti, mette all’angolo del ring il centrodestra e darebbe già carta bianca al suo secondo mandato da presidente della Regione. Ma non basta. O meglio, c’è chi pensa, come metodo e sostanza, che si possa fare ancora di più.

La richiesta di primarie

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Sinistra Italiana Avs, l’ensemble politico che mette assieme sinistra socialdemocratica e Verdi, chiede che per decidere in modo condiviso e unitario il nome del candidato alla presidenza della Regione debba uscire dalle elezioni primarie della Toscana aprendo la platea a tutti gli elettori del centrosinistra, iscritti o meno a partiti politici. Un’ipotesi, quest’ultima, che potrebbe avere l’effetto di riavvicinare alla politica molti elettori che fino ad ora hanno disertato le urne e che soprattutto rimetterebbe in moto un dibattito politico e programmatico fra le diverse parti, che non farebbe di certo male.

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, lo ha detto in modo limpido: «Penso che per la Regione sia necessario partire da un cuore che metta insieme Pd, 5Stelle e Avs. Per ragioni di numeri e politiche è il primo compito che abbiamo». Una coalizione, secondo Fratoianni, in cui ci sarebbe spazio anche per Italia Viva a patto che ci sia «la credibilità di una proposta politica».

Ribatte Eugenio Giani: «Sarà il tavolo regionale e nazionale della coalizione a decidere se fare le primarie o no. Di certo, io non mi sottraggo se mi sarà chiesto di farle».

I dubbi di Fossi (Pd)

Sì, ma anche no. O, per dirla in altro modo, con la ristrettezza dei tempi la scelta delle primarie non sarebbe la scelta migliore. Per il deputato Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd, resta in primo piano e centrale il principio che «il percorso che stiamo aprendo deve essere aperto alla società toscana e non chiuso nelle stanze portando ad un coinvolgimento vero delle cittadine e dei cittadini, per costruire il futuro della nostra regione a partire dalla partecipazione e dai contenuti. Ma sulle primarie abbiamo già detto da parte nostra che non le consideriamo la scelta migliore in questo caso. Ribadiamo che ne parleremo insieme senza arrogarsi il diritto di decidere per tutti. Come Fratoianni, abbiamo espresso il nostro parere». Alle Europee del 2024 in Toscana il Pd ottenne il 31, 9%. Il sondaggio Emg dà adesso i Dem al 33%. Una crescita che imprime sempre di più al Pd il ruolo di governo.

I dubbi del M5s

Il tempo corre. Anche se ad oggi il governo Meloni non ha deciso in quale giorno e mese si andrà al voto, la girandola elettorale delle regionali ormai è partita. Fare e organizzare delle primarie di coalizione, per giunta aperte agli elettori, significa, però, dover accelerare i tempi decisionali.

«Si potrebbe arrivare a fine primavera, a fine giugno, ad averle fatte, basandoci non tanto e solo sui nomi quanto sui temi – ripete Dario Danti, segretario regionale di Sinistra Italiana – e i temi sono a nostro avviso quello della ripublicizzazione del settore dei servizi pubblici, quello di un reddito sociale per chi è in disagio economico, la promozione e finanziabilità delle energie rinnovabili e dei processi ambientali». «L’obiettivo di costruire una coalizione progressista ampia e credibile è la questione chiave per le prossime elezioni regionali in Toscana – afferma Irene Galletti, leader del M5S toscano – noi abbiamo un programma chiaro su punti fondamentali che va dalla sanità, al consumo di suolo, dalla multiutilty alle infrastrutture, dalla gestione dei rifiuti all’ambiente: se c’è davvero la volontà di misurarsi su questi temi, noi ci siamo. Per il M5s la priorità rimane quella di mettere al centro un programma serio, condiviso e credibile capace di offrire risposte concrete ai cittadini».

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I Pentastellati, per ora, si tengono lontani dal parlare di primarie di coalizione. Semmai Galletti parla di un prossimo quinquennio da investire «su soggetti capaci di realizzare la necessaria discontinuità per indirizzare la linea politica». La parola «discontinuità» arriva dirompente e non fa presagire ottime relazioni con Giani che è già pronto per il bis. Ma poi arriva un’altra nota sempre del M5S che inizia a rivedere i termini: «Quando scelgono i cittadini, è sempre una vittoria. Ma per ora continua a mancare un vero confronto sui temi. Di primarie potremo riparlare quando questo confronto ci sarà».  



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