È stato il turno di Keir Starmer


Giovedì il primo ministro britannico Keir Starmer ha incontrato alla Casa Bianca il presidente statunitense Donald Trump per parlare dei rapporti fra i due stati ma anche della possibile fine dell’invasione russa in Ucraina, una questione su cui al momento i paesi europei e gli Stati Uniti sono divisi. Come aveva cercato di fare lunedì il presidente francese Emmanuel Macron, l’obiettivo di Starmer era quello di esortare Trump a non affrettare una risoluzione del conflitto molto svantaggiosa per l’Ucraina e di fornirle garanzie di sicurezza che impediscano alla Russia di invaderla nuovamente.

Poco dopo l’arrivo di Starmer i due leader hanno risposto alle domande di un gruppo di giornalisti nello Studio Ovale e hanno poi tenuto una conferenza stampa più convenzionale in cui hanno letto due comunicati e risposto ad altre domande. Il tono è stato molto cordiale e a tratti scherzoso, ma è stato piuttosto chiaro che sull’Ucraina i tentativi di Starmer, come quelli di Macron, non abbiano portato grandi risultati. Specialmente durante il primo incontro Trump ha risposto a quasi tutte le domande, lasciando a Starmer poco tempo per ribattere e interrompendolo più volte. Solo una volta è successo il contrario, ossia quando Starmer, come aveva fatto Macron, ha corretto Trump sul tipo di fondi che i paesi europei hanno fornito all’Ucraina.

Per cercare di ingraziarsi Trump, Starmer era arrivato alla Casa Bianca con un invito ufficiale da parte del re Carlo III per una seconda visita di Stato di Trump, cosa che il primo ministro britannico ha definito «senza precedenti». Pochi giorni fa aveva inoltre annunciato di voler aumentare la spesa militare del Regno Unito al 2,5% del PIL entro il 2027 e al 3% entro i prossimi dieci anni, rispondendo a una delle principali critiche di Trump ai paesi europei che fanno parte della NATO, ossia che non spendano abbastanza per la difesa e facciano troppo affidamento sugli Stati Uniti.

Durante l’incontro Starmer ha più volte ribadito l’impegno del Regno Unito a inviare in Ucraina truppe di peacekeeping, ossia per prevenire la violazione degli accordi di pace attraverso il dispiegamento di un esercito neutrale. Anche questa è stata nelle scorse settimane una richiesta esplicita di Trump, ma che fino a poco tempo fa Starmer descriveva come un’opzione che si sarebbe realizzata solo se anche gli Stati Uniti avessero mandato delle loro truppe. Durante l’incontro Trump ha però più volte smentito questa possibilità, sia quando Starmer l’ha menzionata, sia quando ha risposto alle numerose domande dei giornalisti sul tema.

Quando uno di loro ha chiesto cosa gli Stati Uniti avrebbero fatto se la Russia avesse attaccato direttamente dei soldati britannici in Ucraina, Trump ha detto che il suo paese è sempre stato dalla parte del Regno Unito, ma che l’esercito britannico si sa difendere benissimo da solo. Si è poi girato verso Starmer e gli ha chiesto sorridendo: «Ce la fate ad affrontare la Russia da soli?».

Trump ha detto che comunque gli Stati Uniti saranno presenti in Ucraina poiché saranno impegnati nell’estrazione dei metalli rari come previsto dall’accordo raggiunto martedì con l’Ucraina. Questo secondo lui basterà come deterrente alla Russia per non attaccare nuovamente. Ha inoltre confermato che l’accordo, di cui si conoscono ancora pochi dettagli, verrà firmato domani durante una visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca.

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È stato notato da tutti i principali quotidiani come Trump abbia notevolmente cambiato il suo linguaggio nel parlare di Zelensky, che solo dieci giorni fa aveva definito un «dittatore senza elezioni» con un indice di popolarità fra gli ucraini del 4 per cento, un’affermazione falsa in linea con la propaganda del presidente russo Vladimir Putin. Lunedì durante l’incontro con Macron aveva detto di non usare «queste parole alla leggera» quando un giornalista gli aveva chiesto se avrebbe definito anche Putin un dittatore.

Oggi invece, dopo il raggiungimento dell’accordo sui metalli rari, quando il corrispondente di BBC gli ha chiesto se ancora considerasse Zelensky un dittatore Trump ha risposto: «L’ho detto io? Non ci posso credere che l’ho detto». Durante la successiva conferenza stampa ha anche detto di avere «molto rispetto» per Zelensky e che gli ucraini hanno combattuto «coraggiosamente».

– Leggi anche: Cosa sono questi “metalli rari”

Oltre che all’Ucraina, Trump e Starmer hanno parlato anche molto dei dazi che il presidente statunitense minaccia di imporre sulle merci europee. Trump non ha confermato che il Regno Unito verrà esentato da questa misura, ma sulla questione ha definito Starmer «un negoziatore tenace» e ha lasciato intendere che i due paesi avranno dei negoziati separati e molto più amichevoli rispetto a quelli che avverranno con l’Unione Europea.



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