Assegno di Inclusione 2025: pagamenti febbraio, Isee, Requisiti e Novità, ecco tutto quello che c’è da sapere


MODENA. Da ieri – venerdì 27 febbraio – l’Inps ha disposto il pagamento della mensilità di febbraio 2024 per tutti i nuclei familiari beneficiari dell’Adi (Assegno di inclusione), che hanno presentato domanda entro gennaio e che hanno già ricevuto i pagamenti del 26 gennaio o del 15 febbraio, se permangono i requisiti del diritto all’assegno. I prossimi pagamenti delle rate successive alla prima (i cosiddetti “rinnovi”) saranno disposti nelle seguenti date, come sottolinea l’Inps: mercoledì 27 marzo, venerdì 26 aprile, martedì 28 maggio, giovedì 27 giugno, sabato 27 luglio.

Le novità introdotte dall’Inps

Il mese di febbraio 2025 ha segnato un passaggio chiave per l’Assegno di inclusione (Adi), con importanti aggiornamenti che impattano sia gli importi erogati sia le condizioni di accesso. L’Inps – come evidenzia un’analisi di Demografica Adnkronos – ha infatti pubblicato nuove direttive che riguardano la rivalutazione dell’Isee, l’erogazione degli arretrati per alcune categorie di beneficiari e la possibilità di ottenere il beneficio solo per la quota affitto. Insomma, chi riceve l’Assegno di Inclusione deve prestare attenzione alle ultime modifiche, perché potrebbero cambiare (in meglio!) la propria situazione economica.

Che cos’è l’Assegno di inclusione?

L’Assegno di Inclusione è una misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale che ha visto la sua introduzione nel 2024. Progettato per aiutare le famiglie più vulnerabili, l’ADI offre un sostegno economico mensile, integrato da percorsi di inclusione sociale e lavorativa. I suoi obiettivi sono chiari: dare una mano alle persone e alle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà, sostenendo chi ha bisogno di assistenza per affrontare sfide quotidiane legate a disabilità, età avanzata, o situazioni di svantaggio sociale. Nel 2024, l’Assegno di Inclusione ha coinvolto circa 1,7 milioni di persone, confermandosi come uno degli strumenti chiave per ridurre la povertà e incentivare l’inclusione sociale. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato il programma, introducendo modifiche destinate ad ampliare la platea dei beneficiari e a migliorare l’accesso alle risorse.

Chi può richiedere l’Assegno?

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I beneficiari potenziali includono famiglie con minorenni, anziani, persone disabili, e nuclei che si trovano in condizioni di svantaggio. Tuttavia, è necessario che il reddito e il patrimonio del nucleo familiare rientrino in determinati limiti. Inoltre, i richiedenti devono rispettare requisiti di residenza e nazionalità, con particolare attenzione al rispetto di una permanenza minima in Italia.

Come vengono adeguati gli importi?

L’Inps ha aggiornato gli importi dell’Assegno di Inclusione sulla base del nuovo Isee 2025. Questo significa che molte famiglie vedranno una variazione nell’importo accreditato, in base ai nuovi parametri reddituali. La soglia Isee è stata elevata da 9.360 euro a 10.140 euro, mentre il reddito familiare di riferimento per accedere al beneficio è passato da 6.000 euro a 6.500 euro. Per i nuclei con persone di età pari o superiore a 67 anni o con disabilità grave, la soglia sale da 7.560 euro a 8.190 euro. L’adeguamento si traduce in un ricalcolo degli importi, che potranno risultare più alti per alcune famiglie e più bassi per altre. Ad esempio, una persona con reddito zero e un affitto di 4.500 euro riceverà un assegno di 845 euro al mese. Chi invece ha un reddito di 6.500 euro e un affitto di 3.000 euro percepirà 250 euro al mese.

Si possono ricevere gli arretrati?

Una delle novità più importanti è la possibilità di ricevere arretrati per il 2024. Questo riguarda i nuclei familiari con carichi di cura che, per problemi burocratici o errori nella valutazione iniziale, non avevano ricevuto l’assegno nei mesi precedenti. Grazie a un ricalcolo automatico, chi aveva diritto ma non ha percepito l’Assegno di Inclusione nei mesi scorsi vedrà accreditati gli arretrati, migliorando così la propria stabilità economica. Questa misura rappresenta un riconoscimento per le famiglie che si prendono cura di persone non autosufficienti o con gravi disabilità, dando loro un aiuto concreto in un periodo di crescenti difficoltà economiche.



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