economia circolare la chiave per la competitività aziendale


Il modello circolare, oltre a essere sostenibile, rappresenta una leva strategica per il business, con benefici concreti in termini di riduzione dei costi, minore rischio finanziario e maggiore competitività.

Secondo il report “Economia circolare: una leva per la competitività delle imprese“, pubblicato da Cdp (Cassa depositi e prestiti) a dicembre 2024, il risparmio complessivo potrebbe arrivare a 119 miliardi di euro entro il 2030, a condizione che vengano potenziati gli investimenti e il supporto alle imprese.

Italia: un’eccellenza europea nella circolarità, ma investimenti ancora bassi

Il nostro è tra i Paesi più avanzati in Europa nell’economia circolare, con un tasso di utilizzo di materiali circolari del 20,8% nel 2023, quasi il doppio della media Ue e superiore a Germania, Francia e Spagna. L’Italia vanta anche il più alto tasso di avvio a riciclo dei rifiuti, grazie alla solida tradizione manifatturiera.

L’innovazione è un altro punto di forza: l’Italia è seconda in Europa per brevetti legati alla circolarità e oltre il 50% di questi proviene dalle Pmi, che si distinguono nello sviluppo di soluzioni per l’eco-design, il riciclo avanzato e il recupero dei materiali. Il livello di investimenti rimane tuttavia inferiore rispetto a Francia e Germania, mettendo a rischio il vantaggio competitivo del Paese. Inoltre, solo il 26% delle Pmi utilizza strumenti di finanza sostenibile (come i green bond), mentre la maggior parte si autofinanzia, limitando la capacità di innovare. Senza misure di sostegno più efficaci, la transizione circolare rischia di rallentare.

Economia circolare: meno rischi finanziari, più efficienza e competitività

Le imprese che adottano modelli di economia circolare ottengono performance economico-finanziarie superiori rispetto a quelle tradizionali, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un accesso più favorevole al credito. Il 42% delle imprese italiane ha già adottato almeno una misura di economia circolare e un ulteriore 22% intende farlo in futuro. Tra il 2021 e il 2024, le aziende con un alto livello di circolarità hanno registrato un tasso di insolvenza inferiore di 80 punti base rispetto alle grandi imprese tradizionali e di oltre 200 punti base nel caso delle Pmi (Fonte Cerved), dimostrandosi più resilienti e affidabili anche in contesti di crisi.

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I benefici si estendono alla gestione del debito: le imprese circolari generano più cassa, facilitando investimenti in innovazione e crescita, e registrano un livello di indebitamento inferiore del 6%. Inoltre, hanno una maggiore capacità di coprire il costo del debito (+24%).

Altro vantaggio chiave è la riduzione dei costi di produzione. Nel 2024, il settore manifatturiero italiano ha risparmiato oltre 16 miliardi di euro grazie all’uso efficiente delle risorse e alla riduzione degli sprechi, ma il potenziale è ancora enorme. La circolarità consente di ridurre l’acquisto di materie prime, abbassare i costi di smaltimento e valorizzare gli scarti, trasformandoli in nuovi prodotti e incentivando la simbiosi industriale.

L’economia circolare è, infine, un potente motore di innovazione. Le aziende che adottano questo modello sviluppano nuove tecnologie e processi, rafforzando la loro competitività e creando nuove opportunità di crescita.

Pmi ed economia circolare: il potenziale c’è, ma servono più investimenti e regole chiare

Le Pmi italiane affrontano ancora molte difficoltà nell’accesso ai finanziamenti dedicati all’economia circolare, a causa della scarsità di strumenti su misura e delle complesse procedure burocratiche per ottenere fondi pubblici e privati. Il report individua tre priorità per migliorare questa situazione: investimenti in tecnologie e beni intangibili, sviluppo della finanza sostenibile e creazione di ecosistemi collaborativi per favorire la crescita delle Pmi in ottica circolare.

Altro ostacolo significativo è la mancanza di standard condivisi per misurare la circolarità, che limita l’accesso a finanziamenti Esg. Per risolvere questo problema, il Tavolo per la Finanza Sostenibile, promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sta lavorando alla standardizzazione della reportistica Esg, con l’obiettivo di semplificare le procedure e facilitare l’accesso ai finanziamenti verdi.

Nonostante le Pmi italiane siano tra i protagonisti dell’economia circolare, eccellendo in riciclo, innovazione e brevetti, il loro potenziale rischia di restare inespresso senza adeguati strumenti finanziari e normativi. Per favorire la transizione e rafforzarne la competitività globale, è fondamentale migliorare l’accesso ai finanziamenti sostenibili, creare politiche industriali mirate con incentivi specifici e sviluppare standard di misurazione chiari per valorizzare l’impatto economico della circolarità.

Scarica il Brief di Cdp

di Monica Sozzi

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Copertina: Pexels



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