Giovedì 16 gennaio si è tenuto un consiglio comunale urgente, ma segregato, per discutere il futuro di una grande azienda cittadina. Dopo 10 gg nessuna comunicazione dell’amministrazione comunale a seguito di un atto importante per il Bilancio dell’Ente
Giovedì 16 gennaio
2025 si è svolto a Peschiera Borromeo un consiglio comunale a porte chiuse,
convocato con urgenza per deliberare su una questione di cruciale importanza
economica per il Comune. La seduta è rimasta riservata a causa della natura
sensibile dei dati discussi, protetti dalla normativa sulla privacy, ma il
contenuto del dibattito e delle decisioni prese ha inevitabilmente sollevato
interrogativi sull’opportunità di una maggiore trasparenza.
Una decisione strategica per evitare il fallimento
Il consiglio
comunale ha approvato la ratifica di una delibera della Giunta Comunale (n.
13/2025), risalente al 15 gennaio 2025. L’allegato sottratto alla pubblicazione,
una volta acquisiti i pareri tecnici nonché il parere reso dall’Organo di
Revisione è una proposta che, recita il dispositivo della Delibera, se “pur formulata in termini del tutto
favorevoli per gli interessi dell’Ente …contiene una deroga all’art. 13 del
Regolamento Generale delle Entrate, approvato con deliberazione CC nr 13/2003 e
come da ultimo modificato con delibera CC nr 59 del 23/11/2022”.. Sul suo
contenuto preciso non si sa molto, dovrebbe comunque trattarsi di una proposta che
prevede la rateizzazione di un debito di oltre 7 milioni di euro, accumulato da
una delle aziende più importanti del territorio. L’obiettivo di questa manovra
sarebbe quello di evitare il fallimento dell’impresa, consentendole di rateizzare
i debiti comunali così da accedere a un piano di saldo e stralcio con altri
creditori privilegiati. La scelta di accettare il piano di risanamento del
debito si baserebbe su una valutazione di tipo economico: in caso di fallimento
dell’azienda, il Comune, non essendo un creditore privilegiato, rischierebbe di
perdere l’intera somma vantata per tasse e imposte arretrate. Una condizione
che avrebbe ripercussioni gravi per le casse comunali. Così una volta acquisito
l’ok del Comune di Peschiera Borromeo il giudice fallimentare potrebbe
accettare il piano di ristrutturazione, in caso contrario l’azienda peschierese
potrebbe ancora fallire.
Le garanzie offerte e le clausole dell’accordo
L’azienda peschierese
avrebbe fornito, come garanzia, un bene immobiliare, l’unico di sua proprietà,
privo di gravami o ipoteche, situato nel territorio comunale. La natura libera
da vincoli di questo bene avrebbe rappresentato un elemento essenziale per
accettare l’accordo, garantendo una maggiore sicurezza al Comune in caso di
inadempienza da parte dell’azienda.
Inoltre, da alcune
indiscrezioni, sembrerebbe che l’accordo preveda un impegno da parte
dell’azienda a versare 1,2 milioni di euro all’anno per i prossimi sei anni.
Questo piano di rateizzazione consentirebbe all’impresa di dilazionare il
pagamento, garantendo al contempo un flusso costante di entrate per il Comune.
Sempre secondo queste
voci, l’accordo prevedrebbe anche una clausola stringente: qualora l’azienda
mancasse il pagamento di una sola rata, il Comune avrebbe il diritto di entrare
immediatamente in possesso dell’area immobiliare messa a garanzia. Una misura
pensata per tutelare gli interessi dell’ente e minimizzare i rischi di
inadempienza da parte dell’azienda.
Il voto e le posizioni contrastanti
Durante la seduta
consiliare, la proposta è stata approvata a larga maggioranza, ma non
all’unanimità. Due consiglieri comunali si sarebbero astenuti dal voto, un fatto
singolare, considerando che il rigetto della delibera avrebbe potuto esporre il
Comune a gravi rischi finanziari. Senza la ratifica del Consiglio comunale,
infatti, l’ente avrebbe perso la possibilità di recuperare i propri crediti e
si sarebbe trovato costretto a mettersi in coda dietro i creditori privilegiati
dell’azienda nel caso di fallimento. Una condizione che avrebbe comportato
quasi certamente una perdita considerevoli se non totale dell’ingente somma
vantata, rendendo vano ogni tentativo di risanamento.
L’astensione di due
consiglieri lascia quindi spazio a interrogativi: si tratterebbe di una presa
di posizione politica, di un’incertezza sulla fattibilità del piano o di altre
riserve non esplicitate durante la seduta?
Un silenzio prolungato e interrogativi aperti
La redazione di
7giorni ha scelto di attendere dieci giorni prima di pubblicare questo articolo
con le ipotesi di cosa sarebbe successo, nella speranza che l’amministrazione
comunale rilasciasse una comunicazione ufficiale per informare i cittadini
sugli esiti del consiglio comunale. Tuttavia, tale comunicazione non è ancora
avvenuta, lasciando la popolazione all’oscuro delle motivazioni e delle
implicazioni di questa importante decisione.
Se da un lato è
comprensibile la necessità di tutelare la riservatezza degli atti per proteggere
la privacy delle parti coinvolte, dall’altro lato il silenzio istituzionale
alimenta dubbi e perplessità tra i cittadini, che si aspettano maggiore
chiarezza su una scelta così strategica per le finanze comunali.
Conclusioni: trasparenza e fiducia
Vero è che l’Ente è
tenuto alla Privacy, ma in passato, nel
2022, il Consiglio comunale aveva già ratificato una ristrutturazione del
debito di una azienda importante, Presidente del Consiglio allora era Carla Bruschi,
Sindaco Caterina Molinari, quel punto del Consiglio comunale fu tenuto a porte chiuse, ma in seguito il tutto fu reso pubblico attraverso la sentenza del
Tribunale di Milano, e 7giorni aveva realizzato un articolo. Non sappiamo se sia o meno la stessa azienda,
ma non è importante saperlo. Questo episodio mette in evidenza il delicato
equilibrio tra il rispetto della riservatezza e la necessità di informare la
cittadinanza. Forse sarebbe stato opportuno che il Comune di Peschiera
Borromeo, pur mantenendo riservati i dettagli tecnici, condividesse almeno i
principi generali che hanno guidato la decisione. In un momento storico in cui
la fiducia nelle istituzioni locali è fondamentale, una comunicazione più
trasparente avrebbe certamente contribuito a consolidare il rapporto tra
amministrazione e cittadini.
Giulio Carnevale
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