Neanche il tempo di far asciugare il cemento, che già fanno discutere le nuove transenne installate a San Salvo per delimitare l’area pedonale del centro. In questi giorni, infatti, in sette punti del centro storico, sono state posizionate delle barriere fisse per delineare l’area pedonale e per impedire il passaggio delle automobili al suo interno.
Il 21 febbraio scorso, è stata protocollata e depositata in Comune una lettera, firmata da una trentina di residenti e di proprietari di attività del centro, in cui sono state presentate alcune rimostranze nei confronti di tale decisione, asserendo che: «l’ultima ordinanza che istituisce transenne fisse per impedire l’accesso carrabile in via Roma e corso Umberto, aggrava ancor di più la situazione (dei parcheggi, nda), ostacolando persino le urgenze, le emergenze, le operazioni di carico e scarico nonché quelle di pulizia e soprattutto di sicurezza. […] Sembra veramente che non si comprendano le esigenze di chi, con fatica, cerca di portare presenze nel centro cittadino offrendo più servizi e prodotti con sacrificio e dedizione al lavoro, mentre chi dovrebbe venire incontro a queste esigenze sembra voler respingere chi ancora cerca di frequentare questi luoghi».
La problematica è stata esposta anche nel consiglio comunale riunitosi lunedì 24 febbraio, dalla consigliera di minoranza Emanuela Tascone, che ha espresso le medesime titubanze.
Per un’informazione più chiara e puntuale e, volendo affrontare la questione in maniera tecnica, abbiamo riportato queste perplessità al comandante della polizia locale di San Salvo, Antonio Persich.
L’istituzione dell’area pedonale è stata sancita dall’ordinanza n.4 del 16/01/2023, che ne regolamenta la circolazione e la sosta al suo interno. Le transenne, come detto precedentemente, sono state poste in sette punti: alla fine di corso Garibaldi all’incrocio con corso Umberto I; a ridosso di piazza papa Giovanni XXIII venendo da piazza San Vitale; tra corso Umberto I e via Roma, in corrispondenza dei parcheggi; in via Roma, all’altezza del monumento all’emigrante, e infine all’incrocio di corso Umberto I con via Firenze, via San Giuseppe e vico Umberto I, che, specifica il comandante, «essendo strade che terminano su un’area pedonale e non su una zona a traffico limitato, sono di fatto strade chiuse: per questo è stato posto un varco fisso e non mobile». La barriera, pertanto, è la fine “naturale” della strada.
Per quanto riguarda la questione sicurezza, Persich fa notare che le transenne sono sì fisse, ma che sono presenti dei lucchetti che, una volta aperti, permette la loro rimozione. Tutte le forze dell’ordine e i mezzi di emergenza avranno le chiavi per aprire i lucchetti e togliere le transenne in caso di necessità, fermo restando che sarà sempre possibile accedere all’area pedonale, per ogni emergenza, attraverso il varco di corso Umberto I, dove non c’è alcuna barriera ad impedire il passaggio. Lo stesso varco verrà utilizzato anche dai mezzi che effettuano lo scarico e il carico merci e dai mezzi della nettezza urbana.
In corrispondenza delle transenne e dei varchi è stata posta la specifica segnaletica che regolamenta l’area pedonale: all’interno dell’area, come si evince dalla cartellonistica, non è vietato il transito solo ai mezzi motorizzati (con le dovute eccezioni), ma anche alle biciclette, ai monopattini e agli skateboard: il pedone viene tutelato il più possibile.
L’area pedonale, inoltre, va anche a regolamentare e a razionalizzare il carico e lo scarico delle merci: dalle 7 alle 11 e dalle 14 alle 17. «Non è pensabile che all’interno di un’area pedonale non ci sia una regolamentazione del carico e dello scarico merci. Non possiamo avere furgoni a qualsiasi ora che circolano all’interno del centro storico: sono un rischio per l’incolumità dei pedoni e arrecano disagio alle dinamiche complessive della città». Il comandante Persich, inoltre, fa notare che è stato inserito il divieto di accesso ai mezzi superiori a 3,5 tonnellate in quanto «l’eccessivo peso di alcuni mezzi, che transitavano soprattutto in via Roma, ha danneggiato le mattonelle in porfido. Queste piastrelle non sono più reperibili, pertanto siamo stati costretti, in alcuni punti, ad usare il catrame per sostituire le mattonelle gravemente deteriorate, e che potevano essere un pericolo per la comunità. Se una persona, camminando, inciampa a causa di una pavimentazione irregolare in quanto danneggiata, il Comune deve risarcire il cittadino. Oltre a garantire la sicurezza dei cittadini, dobbiamo anche prevenire eventuali danni erariali per il Comune, che tutti noi paghiamo».
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